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Riunioni di famiglia: i Pedrazzini

Tra le dinastie ticinesi più antiche e legate al territorio ticinese è impossibile non citare i Pedrazzini, esempio di un'emigrazione perdurata nei secoli e ricca di successi. Questa famiglia affonda le proprie radici a Campo Vallemaggia (Comune di cui è patrizia) già a partire dal Seicento: i primi esponenti ad aver attirato l'attenzione degli storici rispondono ai nomi di Gaspare, Giovanni Battista e Guglielmo che emigrarono a Kassel (in Assia, nella Germania centro-occidentale) e, grazie ai guadagni ottenuti dalle loro attività commerciali, costruirono i Palazzi Pedrazzini nel paesino valmaggese. La loro fortunata e redditizia esperienza è sempre stata "saldamente ancorata al gruppo di parenti" e caratterizzata "dal legame forte con la patria", come ben scrive Francesca Chiesi Ermotti in una ricerca di dottorato dedicata a questa casata. Un percorso che li accomuna ad altre stirpi vallerane come i Fantina (attivi ad Heidelberg), i Lamberti (negozianti ad Ansbach, in Baviera) e i Travella, trasferitisi in Piemonte.

L'impresa costruita mattone dopo mattone dai Pedrazzini in terra teutonica chiuse attorno al 1830, ma nel frattempo la famiglia si stava radicando sempre più a Campo Vallemaggia e in Ticino assumendo importanti ruoli in seno alla politica e all'economia locale. Già nella seconda metà del XVIII secolo fu attivo nella comunità campese il canonico Giovanni Martino Pedrazzini, mentre Guglielmo Andrea assunse l'amministrazione del baliaggio della Vallemaggia nel 1789 e fu deputato al Gran Consiglio ticinese dal 1808 al 1813. La sua eredità istituzionale fu raccolta (tra gli altri) da Alberto - parlamentare dal 1882 al 1893 e dal 1913 al 1929 - e da Martino, membro del Consiglio nazionale dal 1873 e Consigliere di Stato dal 1875; un duplice ruolo portato avanti sino al 1890, quando divenne professore di diritto pubblico ed ecclesiastico all'università di Friburgo.

L'impronta pedrazziniana in terra ticinese e oltre i confini cantonali fu netta anche nel corso del XX secolo: se in Francia Jean-Pierre Pedrazzini - nato a Parigi nel 1927 - ha fatto carriera come fotoreporter (morendo però giovanissimo a Budapest nel corso della rivolta contro il regime filosovietico), in Ticino e a Berna gli eredi della casata hanno continuato a rivestire importanti cariche, come dimostrano i casi di Paolo (attivo per oltre 40 anni presso la Società elettrica sopracenerina), Giovan Battista (consigliere nazionale dal 1975 al 1983) e i già Consiglieri di Stato Alex e Luigi, dagli anni Novanta in avanti. Per mantenere vivi la memoria e il legame tra tutti gli eredi di questa casata, nella seconda metà del XX secolo sono nate diverse iniziative: gli Archivi delle Famiglie Pedrazzini a Locarno, la Fondazione Alberto Pedrazzini, diverse pubblicazioni e l'associazione che periodicamente organizza un affollato raduno.


Curiosità

Cos'è e come si svolge un raduno familiare?

Sono diversi i clan storici del canton Ticino che indicono ogni pochi anni (di solito dieci o venti) una grande riunione di famiglia per conoscersi, riabbracciarsi o semplicemente aggiornare gli alberi genealogici. Oltre ai Cereghetti e i Matasci (radunatisi rispettivamente nel 2011 a Mendrisio e nel 2013 a Sonogno, con la partecipazione di centinaia di consanguinei), i Pedrazzini hanno organizzato il loro 13.esimo raduno nel 2014.

L'organizzazione di un'iniziativa di questo genere va pianificata con diversi mesi di anticipo, per concedere ai parenti più lontani (spesso provenienti dal Nord America o dall'Australia) di prepararsi al viaggio. Nel corso dell'evento - dove è solito presentarsi con il solo nome, vista la discendenza condivisa - si tengono conferenze, banchetti e concerti; immancabile la presenza di un pannello rappresentante l'albero genealogico familiare su cui iscrivere i nomi dei nuovi nati, correggere eventuali date e collegamenti o apporre fotografie, lettere e altri documenti che aggiungono un inedito tassello al mosaico familiare. Nel caso dei Pedrazzini, l'operazione è agevolata dall'esistenza di archivi e inventari curati nel corso degli anni da alcuni solerti eredi della dinastia.