Le pergamene ticinesi in rete

Il progetto

Il panorama delle testimonianze scritte medievali e della prima età moderna nella regione ticinese è caratterizzato da una marcata predominanza delle fonti documentarie e, all'interno di tale categoria, dagli atti stesi su pergamena. Gli archivi pubblici disseminati in tutti i distretti del cantone e alcuni archivi privati custodiscono insiemi di consistenza molto variabile, dal singolo atto alle diverse centinaia di membrane, che nella loro somma formano un patrimonio di notevole spessore per un'area territoriale dai connotati rurali e montani.

Per ampiezza numerica, nel contesto archivistico cantonale assume una posizione di spicco l'Archivio di Stato, che conserva all'incirca 2500 atti vergati su pergamena, distribuiti su un arco cronologico esteso dal XII al XIX secolo. Appartenuti in origine a istituzioni e famiglie della regione ticinese, essi sono stati in buona parte estrapolati nel XIX/XX secolo dai relativi archivi in ragione del supporto scrittorio, per dar vita a una collezione a sé stante presso l'allora Archivio cantonale, denominata appunto "Pergamene". Tale fondo, progressivamente accresciuto per mezzo di acquisti, donazioni e depositi, pur nella sua eterogeneità rappresenta un riferimento primario per qualsiasi indagine sulla storia ticinese, in modo particolare per il periodo fino al XVI secolo (1).

Oltre al fondo "Pergamene" si conservano atti sul medesimo supporto anche in altri complessi documentari dell'Archivio di Stato, in particolare in quelli collocati nelle sezioni "Enti locali", "Fondi di famiglia" e "Fondi di persone", anch'essi acquisiti con analoghe modalità. Singoli documenti sono infine conservati nei fondi "Diversi" e "Notarile", in conseguenza del loro reimpiego come copertura di fascicoli e volumi di imbreviature e rogiti.

Lo scopo iniziale de "Le pergamene ticinesi in rete" è restituire una panoramica complessiva dei documenti pergamenacei dell'Archivio di Stato (2). Considerando che i diversi raggruppamenti reperibili in tale sede rappresentano, per genesi e contenuti, una sorta di concentrato della tradizione documentaria regionale, il progetto intende però includere anche le pergamene degli altri archivi nel cantone, e dare così conto di una ricchezza tanto diffusa quanto poco esplorata, a causa della frammentazione e della dispersione sul territorio (3). Oltre a rendere note le fonti alla ricerca e a tutti gli interessati, esso si propone inoltre di contribuire alla salvaguardia delle testimonianze storiche locali, fornendo indicazioni circa la loro localizzazione e consistenza.

La forma della pubblicazione online riflette questi intenti, presentandosi come banca dati liberamente consultabile, regolarmente aggiornata nell'ampiezza del corpus documentario e aperta alla partecipazione di tutti i possessori desiderosi di meglio (far) conoscere il proprio patrimonio. In questa prospettiva, la redazione è grata per qualsiasi contributo mirante all'integrazione di gruppi documentari come pure per correzioni o suggerimenti utili al miglioramento delle funzionalità.


« 1. Una prima descrizione sommaria (e forzatamente parziale) della raccolta si trova nella Guida dell'Archivio cantonale, a cura di G. Martinola, Bellinzona [1951], pp. 10-11. Nel primo catalogo dell'Archivio cantonale, pubblicato nel 1876 dall'allora archivista Curzio Curti (Catalogo dell'Archivio Cantonale, Locarno 1876), non è menzionata esplicitamente alcuna pergamena, e tra i compiti affidati all'archivio nel decreto di istituzione del 1874 non figurava quello di raccogliere e preservare i documenti anteriori al 1798, se si eccettuano quelli incamerati a seguito della soppressione dei conventi. L'acquisizione di tali fonti a partire dagli anni '80 dell'Ottocento si giustificò proprio con la necessità di preservare quelle in cattivo stato di conservazione, come denunciato a più riprese da varie personalità della cultura ticinese. Fra queste spiccava la figura di Emilio Motta (1855-1920), che si adoperò in prima persona per la concentrazione dei documenti a Bellinzona e per il loro ordinamento, senza tuttavia poter disporre di mezzi adeguati per un intervento approfondito. La raccolta attraverso trasferimenti, acquisti, donazioni e depositi si protrasse per molti decenni dopo la morte del Motta, ad opera degli archivisti cantonali Louis Chazai e Giuseppe Martinola. Quest'ultimo in particolare dedicò parte dei suoi sforzi ad acquisire documenti dell'età medievale e moderna, offrendo ai comuni, alla parrocchie e ai patriziati la possibilità di depositare i propri fondi antichi senza cederne la proprietà: forse complice la guerra, l'invito venne accolto da più parti. Su questi aspetti v. L. Chazai, Il problema dell'Archivio cantonale, Bellinzona 1931; A. Gaggioni, Appunti per la storia dell'Archivio Cantonale (1803-1881), in: Scrinium, Locarno 1976, pp. 113-148; R. Huber, Emilio Motta. Storico, archivista, bibliografo, Locarno 1992, pp. 123-131; numerose notizie concernenti il deposito, la donazione o l'acquisto di fondi comunali, patriziali, parrocchiali e di privati sono date dalla rubrica Notiziario dell'Archivio Cantonale, pubblicata per qualche anno dal dicembre 1938 sui quotidiani del cantone. Per una parte consistente dei gruppi di pergamene conservati in Archivio di Stato risulta peraltro impossibile risalire con precisione alle vicende che hanno portato alla loro acquisizione.

« 2. Per ragioni legate all'impegno ingente necessario per una ricerca sistematica, nella fase attuale del progetto si è rinunciato a considerare le pergamene conservate nel fondo "Notarile".

« 3. Per l'abbondanza e la distribuzione delle fonti medievali nel territorio v. l'elenco degli archivi di comuni, patriziati, parrocchie, degagne, altre corporazioni e privati negli attuali distretti di Leventina, Blenio e Riviera, in Materiali e documenti ticinesi, Sezione indici, A: Documenti e archivi, 1, Bellinzona 1991, pp. 145-157. Il numero di documenti su pergamena negli archivi locali ticinesi è stato quantificato in 7063 da M. Poncioni, M. Lepori, Il servizio archivi locali dell'Archivio cantonale: gli archivi riordinati fino al 1994, Bellinzona 1995 (Repertorio delle fonti archivistiche. Descrizioni e inventari a cura dell'Archivio cantonale, III), p. 1.

Pergamene

Al 15 febbraio 2016 le "Pergamene ticinesi in rete" comprendono le schede di 2354 documenti, 655 notai e 208 sigilli.

Progetto

Il progetto è a cura di Paolo Ostinelli, con la collaborazione di Monica Delucchi Di Marco, Flavio Zappa e Simona Generelli.
La realizzazione tecnica è di Patrick Felder, di Massimiliano Mozzetti e dell'Area di gestione web della Cancelleria dello Stato.

Contatto

Contattaci per integrazioni, suggerimenti e correzioni

  • decs-pergamene@ti.ch