Un’isola per stare bene

Un progetto dell'Istituto delle scuole speciali del Sopraceneri

Se la motivazione è molto importante nella crescita di ogni giovane, possiamo allora sicuramente affermare che essa gioca un ruolo fondamentale nella crescita dei nostri allievi.

Le difficoltà cognitive che li caratterizzano, creano delle situazioni emotive difficili da vivere. I nostri allievi si confrontano spesso con delle frustrazioni e con degli insuccessi che generano un malessere diffuso nei confronti della scuola, e fondamentalmente una sfiducia in sé stessi.

Questi fattori non possono e non devono essere sottovalutati: è perciò importante, per noi docenti, trovare diverse modalità d'approccio all'insegnamento.

 

Il progetto dell'Istituto delle scuole speciali del Sopraceneri, "l'Isola dei conigli" (la più piccola delle Isole di Brissago), rientra in questa ricerca di un modo diverso di interpretare la scuola.

Una scuola attiva dove la pratica e la teoria si intersecano creando delle sinergie per il benessere dell'allievo e dei docenti coinvolti.

Sull'isola è in corso la ristrutturazione della casa del custode, che implica tutta una serie di lavori pratici ai quali si affiancano anche delle attività scolastiche.

Uno dei principi fondamentali di questo progetto è quello di far agire in prima persona l'allievo. L'adulto assume una funzione d'intermediario, di mediatore, fornendo gli strumenti necessari per eseguire un determinato compito.

Per esempio i lavori di scavo per la posa della fossa settica sono stati realizzati sotto la supervisione di un operaio edile, mentre altri (la muratura, gli impianti elettrici e quelli idraulici) hanno interessato altre persone, non da ultimo i docenti coinvolti nel progetto.

Grazie a queste attività i ragazzi hanno potuto scoprire delle risorse e delle competenze che nell'ambito scolastico non emergono a sufficienza.

Esercizi di calcolo o di misurazione che in classe vengono sopportati con non poca fatica, sull'isola assumono una connotazione pratica e concreta, e aiutano i nostri allievi a migliorare le proprie competenze.

Posare delle piode, eseguire delle scanalature per l'impianto elettrico o idraulico, cucinare i pasti per i compagni impegnati nel cantiere sono dei lavori il cui risultato è immediatamente visibile e si può toccare con mano.

Ragazzi che portano con se un vissuto di grandi difficoltà scolastiche, che rischiano l'emarginazione dalla società, stanno realizzando un ostello che in futuro potrà essere utilizzato da altre scuole o associazioni.

Tutto ciò va a beneficio del "sentirsi bene" e del "volersi bene" facendo qualcosa per sé e anche per gli altri.

In base al principio della complementarità, ognuno dei nostri allievi ha il suo ruolo, che svolge secondo le proprie capacità.

C'è chi si dedica alla riattazione dello stabile, chi effettua delle attività domestiche (cucina e pulizia), chi si occupa invece del ripristino del terreno adiacente alla casa e di altre mansioni legate al trasporto (via lago, per intenderci).

Ognuno sa di lavorare per raggiungere un solo obiettivo comune e si sente importante per la riuscita del progetto. A tutto ciò si aggiungono i momenti di vita in comune, poiché gli stages ai quali gli allievi possono partecipare si svolgono sull'arco di due giornate. Ciò significa lavorare, mangiare, dormire, ma anche divertirsi insieme. Sono delle occasioni uniche grazie alle quali tutti, allievi e docenti, possono condividere i proprio pensieri, le proprie emozioni e vivere dei momenti molto intensi dal punto di vista relazionale.

Il piacere che si legge negli occhi dei nostri allievi, la fiducia in se stessi che acquisiscono sempre più, l'autostima che "sale alle stelle" (o meglio "all'isola") confermano che si possono trovare altre vie per "insegnare", per creare quel piacere di agire, di impegnarsi e di stare bene con se stessi e con gli altri.

Evviva l'isola!


Tiziana Zuccato Rezzonico e Paolo Jauch

 

Veduta dall'alto
Arrivando all'isola...
Materiali per la ristrutturazione in arrivo!
Le rovine della chiesa
Lavori in corso
Vista