Rapporti e studi

Gli Stabilimenti industriali FFS di Bellinzona (Officine)

     


    Quando, nella primavera del 2008, le FFS espressero l’intenzione di esternalizzare la manutenzione dei carri merci dagli Stabilimenti industriali FFS di Bellinzona (Officine) e di trasferire la manutenzione delle locomotive alle Officine di Yverdon, le maestranze scesero in sciopero e tutto il Cantone Ticino si mobilitò.

    Da qui prese origine anche l’iniziativa popolare “Giù le mani dalle Officine: per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico”, che ha raccolto quasi 15’000 firme. Vi fu anche un dibattito urgente in Consiglio nazionale.

    Considerata la delicatezza del momento, si richiese l’intervento dell’allora Consigliere federale Moritz Leuenberger e si ottenne l’istituzione di una tavola rotonda per ricomporre i rapporti e riannodare il dialogo fra le parti sociali. La prima riunione si tenne nel maggio del 2008, presieduta dall’avv. Franz Steinegger. Tutti i lavori della tavola rotonda sono stati seguiti da una rappresentanza politica del Cantone.

    Nella primavera del 2010 si sono visti i primi risultati positivi: il passaggio delle Officine di Bellinzona alla Divisione Viaggiatori delle FFS, l’incremento dell’efficienza e l’aumento delle commesse. Quest’ultimo fattore è stato pesantemente ridimensionato a fine 2011, in particolare dalla decisione di FFS Cargo di ridurre a breve termine la sua attività di manutenzione per il 2012, ciò che evidenzia la delicata situazione di dipendenza da pochi attori in cui si trovavano le Officine e la pertinenza di sviluppare un Centro di competenze che abbia quale fulcro le Officine stesse.

    Al fine di poter avere una base conoscitiva per delineare possibili percorsi di sviluppo di medio e lungo termine, il 12 novembre del 2008 il Consiglio di Stato diede mandato alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) di realizzare uno studio per approfondire lo sviluppo economico e aziendale delle Officine.

    Nel maggio del 2010 la SUPSI ha consegnato lo studio, presentato il successivo mese di agosto, indicando tre scenari di sviluppo:

    • S1: Declino programmato (ottica: le Officine sono un centro di costo);
    • S2: Centro di competenze in materia di trasporto e mobilità ferroviaria (autonomia decisionale necessaria per agire in rete e sul mercato terzi);
    • S3: Centro di profitto (forte autonomia decisionale).

    Il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno approfondire la realizzazione del secondo scenario, quello relativo alla creazione di un Centro di competenze in materia di trasporto e mobilità ferroviaria; scenario che, valutati i diversi elementi in campo, appare come il più realisticamente auspicabile e sostenibile. Le FFS si sono dichiarate interessate all’approfondimento dello scenario 2. I rappresentanti dei lavoratori delle Officine hanno visto in questo scenario una concretizzazione delle istanze proposte dall’iniziativa popolare “Giù le mani”, in particolare la possibilità di considerare le Officine come bene comune di tutta la popolazione della Svizzera italiana.

    Il Centro di competenze dovrà scaturire da un processo di apprendimento che parte dalle Officine e coinvolge tutte le realtà FFS correlate e a tutti gli attori e le strutture operanti sul nostro territorio, considerandone le relazioni e le connessioni. L’obiettivo è quello di svilupparsi ulteriormente all’interno di un sistema regionale d’innovazione strutturato che coinvolga non solo la regione funzionale del Bellinzonese, ma anche altre regioni del Cantone dove si trovano concentrate le maggiori attività legate ai trasporti ferroviari (Mendrisiotto, Riviera e Leventina in primis).

    Il 21 giugno 2011 il Consiglio di Stato ha costituito un gruppo di accompagnamento per l’elaborazione dello studio di fattibilità per la creazione in Ticino di un Centro di competenze in materia di trasporto e mobilità ferroviaria con il compito di:

    • seguire criticamente le varie fasi dello studio;
    • valutare le risultanze di ogni singola fase;
    • proporre, se necessario, modifiche in corso d’opera;
    • verificare le conclusioni e valutarne la fattibilità.

    Questo gruppo verrà guidato da un comitato di progetto composto da rappresentanti del Consiglio di Stato, del Comitato “Giù le mani” e delle FFS con i seguenti compiti:

    • definire il capitolato d’oneri per l’elaborazione dello studio di fattibilità e il bando di concorso;
    • valutare le offerte e preparare la scelta del Consiglio di Stato.

    Il prodotto finale dello studio deve essere costituito da un insieme di conclusioni e di raccomandazioni sulla possibile realizzazione e sulla delimitazione dei compiti del Centro di competenze, offrendo indicazioni utili ad orientarne le priorità, le linee di azione, le strategie e le modalità di lavoro. Per raggiungere questo risultato, lo studio dovrà:

    • sviluppare una rete di competenze;
    • simulare attraverso progetti pilota il funzionamento di questo Centro di competenze in diversi ambiti, quali per esempio quello tecnologico, formativo e commerciale;
    • identificare gli ambiti di perfezionamento e di diversificazione delle Officine, attraverso le collaborazioni della rete costituita in precedenza;
    • definire la missione del Centro di competenze.

    La sfida principale è quindi quella di coniugare la situazione presente, con le competenze e le forme tecniche di gestione attualmente in forze, con nuove attività innovative da innestare in modo funzionale ed economicamente vantaggioso, stimolando nel contempo l’avvio di processi di trasformazione e di apprendimento virtuosi.

    Per non pregiudicare la futura realizzazione del progetto di Centro di competenze è importante che tutto quanto legato, direttamente o indirettamente, all’attuale configurazione FFS in Ticino e integrabile nel futuro progetto, non sia oggetto, fino alla presentazione dello studio, di decisioni e mutamenti penalizzanti.