Politica energetica

Cantonale

Il Consiglio di Stato ha presentato le linee guida della politica energetica nel nuovo Rapporto sugli indirizzi del 2 dicembre 2003.

Il Ticino è il terzo Cantone svizzero per produzione di energia idroelettrica dopo Vallese e Grigioni. La produzione degli impianti in Ticino supera di un terzo circa il fabbisogno cantonale. I maggiori impianti non sono tuttavia di proprietà del Cantone, ma delle cosiddette Partnerwerke, beneficiarie di concessioni di lunga durata per l'utilizzazione delle acque. La rete svizzera è interconnessa con quella europea. Nel contesto del mercato unico europeo, il Ticino può inserirsi quale regione altamente competitiva in due direzioni di sviluppo:

  • centro di produzione di energia idroelettrica pregiata, in parte destinata all'esportazione;
  • centro di competenza per il commercio di energia elettrica attraverso la rete di interconnessione europea, con particolare attenzione al mercato italiano.

Affinché questa opportunità di sviluppo possa essere colta, è necessario agire su due fronti:

  • utilizzazione in proprio delle acque, tramite riscatto o riversione degli impianti non di proprietà del Cantone;
  • valorizzazione del ruolo dell'Azienda Elettrica Ticinese, quale attore principale nel mercato ticinese sia per la produzione, sia per il commercio di energia elettrica (eventualmente anche per la distribuzione).
     

La politica energetica del Cantone a lungo termine dovrebbe quindi essere impostata su questo indirizzo forte, basato sullo sfruttamento economico della principale risorsa naturale di cui il territorio ticinese dispone. Questo indirizzo non è d'altra parte in contrasto con la politica di utilizzazione parsimoniosa dell'energia elettrica propugnata dalla Confederazione e dall'attuale legge cantonale sull'energia ed è coerente con il postulato della diversificazione dell'approvvigionamento del Cantone in energia. A tale riguardo, lo sviluppo della rete per la distribuzione del gas naturale e gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili (come l'energia solare, eolica o quella prodotta con il legno) sono complementari all'indirizzo forte indicato dal Governo nel Rapporto sugli indirizzi.

Indicazioni operative sull'attuazione di quanto precede sono state fornite dal Consiglio di Stato nel messaggio sul mancato rinnovo della concessione per l'impianto di Ponte Brolla.