Pianificazione ospedaliera

Base legale

In base all'art. 39 della Legge federale sull'assicurazione malattia del 18 marzo 1994 (LAMal) i Cantoni sono tenuti a presentare le seguenti pianificazioni:

  • Pianificazione degli ospedali nel cantone: istituti somatici acuti, istituti psichiatrici e istituti di riabilitazione (art. 39 cpv.1 LAMal);

  • Pianificazione degli ospedali fuori cantone a cui possono far capo i domiciliati nel Cantone (art. 39 cpv. 1 LAMal;
  • Pianificazione delle case di cura: istituti per anziani e istituti per invalidi (art. 39 cpv. 3 LAMal).

 

Perché una pianificazione ospedaliera

La Confederazione è competente del finanziamento del sistema sanitario. I premi delle assicurazioni malattia vengono fissati dalla Confederazione sulla base delle richieste degli assicuratori malattia. Più l'offerta sanitaria è ampia, più vengono consumate prestazioni sanitarie, non tutte necessarie.

Il Ticino ne è un esempio: abbiamo più letti ospedalieri che gli altri cantoni e veniamo ospedalizzati anche molto di più (30%). Per questo la LAMal obbliga i cantoni a diminuire il numero di ospedali, perché automaticamente diminuiscono le ospedalizzazioni non necessarie.

 

Pianificare secondo i bisogni

Pianificare gli ospedali vuol dire fare in modo che l'offerta di cure stazionarie sia adeguata ai bisogni della popolazione. Il settore sanitario stazionario in Ticino è cresciuto a dismisura, più che in tutti gli altri cantoni svizzeri. Dall'entrata in vigore della LAMal nel 1994 sappiamo che occorre ridimensionarlo. Il primo tentativo di pianificazione, nel 1997, è stato giudicato troppo timido dal Consiglio federale ed è stato rinviato al mittente. L'attuale pianificazione è più incisiva.

 

Diminuire e riordinare l'offerta

Il settore ospedaliero cantonale è cresciuto molto e anche molto disordinatamente. Ci sono istituti che fanno le stesse cose a poca distanza, ma magari occorre ancora andare fuori cantone per certe cure. In questo senso la corretta attribuzione dei mandati di prestazione ha l'obiettivo di adeguare la qualità delle cure ai bisogni della popolazione, non ai bisogni delle strutture sanitarie.

 

Migliore qualità delle cure

La popolazione non deve temere conseguenze negative: non diminuirà la qualità delle cure né la possibilità di essere curati se si ha bisogno, al contrario. Pianificare vuol dire fare in modo che in Ticino si possano concentrare le risorse e i mezzi per avere meno ospedali, ma eccellenti.

Primo perché solo concentrando e quindi disponendo di mezzi finanziari si possono avere anche i migliori professionisti.

Secondo perché è dimostrato che il volume di operazioni è strettamente correlato al tasso di mortalità.

In altre parole il paziente è più sicuro laddove si concentrano molti interventi.

Noi ticinesi dovremmo renderci conto che da anni stiamo pagando di più, senza avere di più in termini di qualità.

Non abbiamo nessun motivo per consumare più cure che nel resto della Svizzera (demograficamente non vi sono sostanziali differenze e siamo addirittura un po' meno a rischio per certe patologie, ad esempio quelle cardiovascolari).

Non abbiamo nessun motivo per essere curati e ospedalizzati di più.

Nel cantone Berna o Zurigo, ad es., la popolazione non viene certamente curata peggio: sono i cantoni dove anche i Ticinesi si fanno spesso curare.

Quindi non abbiamo nessun motivo per pagare di più. L'obiettivo è quindi quello di ridurre la spesa sanitaria nel nostro cantone e di conseguenza anche il carico dei premi dell'assicurazione malattia.

 

Contenere i costi della sanità

I costi della sanità sono in costante crescita e sono composti da molti fattori:

  • le possibilità della medicina e della tecnica medica aumentano;

  • la popolazione anziana aumenta ed ha bisogno di cure;

  • l'offerta di prestazioni aumenta;

  • la domanda di prestazioni è potenzialmente illimitata;

  • le attese della popolazione verso la medicina sono illimitate;

  • le risorse sono invece evidentemente limitate, per questo motivo vanno contenuti i costi.

 

Pianificazione degli istituti per anziani e per invalidi

Alla popolazione devono essere messe a disposizione le cure che ha realmente bisogno. Oggi abbiamo bisogno di molti letti per anziani, preferibilmente per soggiorni temporanei (per aiutare l'anziano o la famiglia nei momenti difficili).

La situazione è che abbiamo molti letti in cliniche o ospedali occupati di fatto proprio da anziani che trascorrono un periodo di convalescenza o aspettano di ristabilirsi o di entrare in casa per anziani.

Sono letti finanziati nel modo sbagliato, tramite l'assicurazione malattia. Il riorientamento di queste strutture ha l'obiettivo di dare le cure adeguate al caso e ottenere un corretto finanziamento (ad esempio per le strutture per invalidi, tramite la Confederazione).

Gli ospedali acuti, finanziati come tali, non possono essere utilizzati come convalescenziari, sottraendo così preziose risorse dove servono, per migliorare la qualità dei nostri ospedali e cliniche.

Le strutture che devono essere destinate a case di cura per anziani o invalidi devono essere potenziate e trasformate adeguatamente.