Canicola e ozono

L'ondata di caldo registrata in tutta Europa nell'estate 2003 ha sollevato la problematica delle conseguenze sull'uomo e sulla sua salute toccando in primo piano la politica sanitaria, soprattutto in considerazione del numero di persone anziane che sono state ricoverate in ospedale (e dei relativi decessi). L’estate torrida del 2015 ha confermato che questi eventi si ripeteranno anche nei prossimi anni: la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici prevede infatti un aumento della frequenza, dell’intensità e della durata degli episodi di canicola nei prossimi decenni.  Risulta pertanto fondamentale che tutti i cittadini siano in grado di adottare misure efficaci per proteggersi dalle ondate di caldo e ridurre al minimo le conseguenze sanitarie. Una prolungata esposizione a caldo, associata sovente a livelli elevati di ozono, può infatti provocare seri problemi di salute come il disturbo del sistema di termoregolazione di anziani e neonati o generare malori a persone che assumono regolarmente medicamenti anti-ipertensivi e psicofarmaci. Gli episodi di canicola estrema del 2015 hanno inoltre evidenziato che anche le persone in buona salute possono essere a rischio e devono proteggersi adeguatamente.

In queste pagine è possibile trovare alcune informazioni di carattere generale rivolte alla popolazione sulle possibilità di prevenzione e sulle misure da adottare in caso di ondate di calore e tassi elevati di ozono.

Sorveglianza sanitaria

Durante il periodo di sorveglianza sanitaria, dal 1. giugno al 15 settembre, è previsto un monitoraggio costante della situazione meteorologica e, in particolare, dell’evoluzione dell’indice di calore elaborato da MeteoSvizzera – Locarno Monti.

In caso di allerta canicola (previsione di superamento dell’indice di calore 90 per almeno tre giorni consecutivi), il protocollo del GOSA prevede una comunicazione costante con i principali partner (Comuni, case per anziani, servizi di cura e assistenza a domicilio, rappresentanti del mondo del lavoro) e il monitoraggio sanitario in collaborazione con i pronto soccorso dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) e delle cliniche private.