Introduzione
Esiste un legame diretto tra la salute, i risultati scolastici, la qualità di vita e la produttività economica. Gli studi condotti in paesi di tutto il mondo mostrano che i programmi di salute scolastica possono simultaneamente ridurre gli usuali problemi di salute, aumentare l'efficacia del sistema di educazione e far progredire la salute pubblica, l'educazione e lo sviluppo sociale ed economico.
Fin dal 1950 la promozione della salute degli allievi rappresenta un settore importante per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In quegli anni furono, infatti, definite le prime basi teoriche che avrebbero orientato i futuri servizi di salute scolastica.
In Ticino la Legge sanitaria del 1954 stabilì che la medicina scolastica avesse come obiettivo la verifica dello stato di salute di tutta la popolazione ticinese in età scolare.
Con il miglioramento delle condizioni economiche e con il conseguente aumento generale del benessere e dell'educazione, si rese necessaria una riflessione sulla medicina scolastica. In particolare si evidenziò una discrepanza tra i bisogni in salute scolastica (aumento della morbilità psicosociale) e l'attività del medico scolastico (soprattutto centrato sugli aspetti somatici).
Il periodo fra il 1994 e il 1998 fu, dunque, caratterizzato dalla riforma della medicina scolastica che pose le basi per l'attuale Servizio.
Esso nasce il 28 settembre 1998 con l'approvazione del Regolamento sulla medicina scolastica da parte del Consiglio di Stato.
Con il Regolamento si definisce una nuova concezione della medicina scolastica che passa da un approccio basato sulla salute individuale (visita del medico scolastico ad ogni allievo) ad un approccio di salute pubblica (prevenzione, promozione ed educazione alla salute).

