Smog invernale

Questo documento racchiude alcune delle domande più frequenti posteci in relazione all'inquinamento da polveri sottili (PM10).

Le informazioni di base su cosa sono le polveri sottili, la loro origine, le fonti, le raccomandazioni e altre ancora, sono descritte in maniera esaustiva sulla nostra pagina www.ti.ch/aria, dalla quale sono scaricabili anche altri documenti utili sulla qualità dell'aria in generale e altri fenomeni di inquinamento atmosferico in Ticino.

Il documento consiste in una parte generale di domande frequenti (A) e una parte di approfondimento sulla situazione ticinese rispetto a quella italiana, in particolare lombarda (B), per quanto riguarda lo stato dell'aria, le misure prese, l'inquinamento di fondo e così via.

A. Le domande più frequenti

Dove trovo le informazioni riguardanti lo stato dell'aria attuale e le indicazioni di tipo sanitario?

Le informazioni sullo stato dell'aria sono consultabili attraverso diversi canali.

Internet offre la possibilità di aggiornarsi sulle concentrazioni di PM10 in Ticino sotto le seguenti pagine del Cantone: Aria oppure sul sito dell'Osservatorio ambientale della Svizzera italiana OASI.

La pagina dell'Ufficio protezione aria dà anche informazioni riguardanti diversi aspetti dello smog invernale, come ad esempio quali sono le fonti, le raccomandazioni, le misure e link utili.

Per quanto riguarda invece le concentrazioni a livello svizzero, queste vengono attualizzate ogni ora sul sito dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

L'aspetto sanitario è curato dal Gruppo operativo salute e ambiente (GOSA).

Altre piattaforme informative restano i quotidiani ticinesi con la pubblicazione dei grafici settimanali sull'andamento degli inquinanti, i dati giornalieri registrati sulla segreteria telefonica dell'Ufficio dell'aria, del clima e delle energie rinnovabili (091 814 37 47) e l'aggiornamento settimanale tra le 13:30 e le 13:45 su Rete 1 ogni lunedì fino a fine marzo.

Quale è la situazione in Svizzera?

L'inverno 2005-2006 è marcato da forti superamenti in tutta la Svizzera.

Soprattutto nelle città come Berna e Zurigo, ma anche Losanna, durante l'ultimo periodo si sono avute delle concentrazioni anche 3 volte superiori al limite fissato dall'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt).

La situazione, particolarmente critica e persistente, ha convinto i Cantoni della Svizzera Centrale a introdurre il 3 febbraio la misura di emergenza di riduzione della velocità sull'autostrada.

Hanno seguito a ruota l'esempio altri Cantoni della Svizzera interna come Zurigo, Argovia, Berna, Basilea Campagna e Soletta.

In tutto hanno applicato la misura, che è rimasta in vigore 5 giorni, 12 Cantoni.

Nella Svizzera Italiana si è registrata una situazione di superamenti ripetuti del limite fissato dall'OIAt in alcune regioni del Ticino nei giorni sotto Natale e tra la seconda e terza settimana di gennaio (con punte fino a 182 µg/m3 a Chiasso il 17 gennaio 2006, 152 µg/m3 a Bioggio il 20 dicembre 2005, 85 µg/m3 a Moleno e 92 µg/m3 a Camignolo il 26 gennaio).

La situazione è poi migliorata su tutto il territorio cantonale.

Dall'immagine si vede bene come il valore limite d'immissione per le PM10 fissato dall'OIAt sia superato in tutte le stazioni di misura gestite dalla Confederazione.

La situazione ticinese è descritta approfonditamente nelle annuali "Analisi sulla qualità dell'aria" e alle pagine internet indicate sopra.

Quale è l'influsso della meteorologia sull'andamento delle PM10?

Le PM10 hanno un tipico andamento stagionale.

In Ticino la quasi totalità dei superamenti del limite di immissione si registra nel periodo tra ottobre e marzo.

È per questo motivo che, riferendosi alle PM10, si parla di smog invernale.

Un fattore preponderante è l'inversione termica, fenomeno che si riscontra soprattutto in inverno e di notte (in estate).

Durante l'inversione, l'aria è stratificata e il rimescolamento delle masse d'aria è inibito verticalmente o perlomeno limitato orizzontalmente.

Ciò significa che le emissioni locali si accumulano sempre di più, senza disperdersi, aggravando la situazione di giorno in giorno.

Si osserva, infatti, un andamento progressivo nelle concentrazioni di PM10 in periodi, meteorologicamente parlando, particolarmente stabili.

Dall'altra parte vi è una stretta correlazione fra la diminuzione dei valori di PM10 e le precipitazioni o il vento.

A dipendenza della durata e dell'intensità, infatti, l'effetto della precipitazione è di dilavamento delle particelle, con una deposizione umida di queste ultime.

Non sempre però, soprattutto quando la precipitazione è di breve durata o intensità, la diminuzione degli inquinanti è tale da far rientrare i valori sotto il limite, soprattutto quando questi sono molto alti.

L'effetto del vento è simile a quello della precipitazione, nel senso che l'intensità del vento favorisce la diminuzione delle particelle in due modi: con la dispersione e con la diluizione degli inquinanti.

Un vento forte come ad esempio il Favonio, è in grado di provocare dei netti miglioramenti della qualità dell'aria.

Quale è l'apporto delle diverse fonti alle emissioni di PM10?

Per quanto riguarda le fonti di emissione, è importante sottolineare che per lo smog invernale queste siano più diffuse che per altri inquinanti.

Se per gli ossidi d'azoto, infatti, si constata che in Ticino circa l'80% è emesso dal traffico motorizzato, per le polveri sottili questa assegnazione così netta non è possibile.

Le fonti di polveri sottili sono soprattutto il traffico, l'edilizia e l'artigianato (processi industriali e riscaldamenti), le economie domestiche (combustione a legna, gas e olio) e l'agricoltura.

A dipendenza della regione e delle sue attività, l'importanza delle diverse fonti rispetto al totale può variare.

Così è possibile osservare come la stazione di misura posta lungo l'autostrada a Camignolo registri dei valori inferiori di PM10 rispetto alla stazione lungo la A2 di Moleno, nonostante il volume di traffico che passa da quest'ultima sia minore. (vedi: rete di rilevamento su Oasi)

Questo è da un lato riconducibile alla situazione meteorologica più sfavorevole delle Valli rispetto a Camignolo; dall'altro lato uno studio sull'origine delle particelle fini eseguito a Moleno, ha mostrato che nelle ore serali la maggior parte delle PM10 è di origine organica e non fossile.

Questo significa che è emessa dalla combustione della legna, mentre l'apporto di PM10 del traffico è maggiore nelle prime ore del mattino.

Il fatto che la responsabilità sia più diffusa rende necessario agire su tutti i fronti: dalla diminuzione del traffico al miglioramento tecnico (ad esempio con filtri), all'utilizzo più razionale dell'energia in tutti i settori.

Quali misure vengono attuate a livello cantonale?

Il Cantone, in collaborazione con la Comunità tariffale, offre la possibilità di acquistare l'abbonamento arcobaleno settimanale a un prezzo vantaggioso.

Questo permette a tutti di contribuire in maniera concreta durante situazioni critiche persistenti.

Il quadro sinottico allegato riporta i provvedimenti rilevanti per lo smog invernale previsti dal Piano di risanamento dell'aria 2007-2016.

Va premesso che, in linea generale e più o meno direttamente, tutti i provvedimenti partecipano alla limitazione dello smog invernale: è opportuno in questo senso ricordare, oltre alle PM10 primarie formatesi dai processi di combustione e da fenomeni di abrasione meccanica, l'esistenza di polveri sottili dette secondarie: esse si formano nell’atmosfera a partire da altri inquinanti, quali SO2, NOx, COV e NH3.

Vi sono però alcune misure che mirano in maniera più specifica alla lotta contro questo tipo di inquinamento.
Si tratta di misure volte a limitare le emissioni dirette di PM10 intervenendo nei seguenti settori:

  • impianti stazionari: la riduzione delle emissioni avviene per mezzo di appositi filtri o rispettando lo stato della tecnica;
  • veicoli: la riduzione delle polveri sottili avviene grazie a misure tecniche e promozionali, a misure d'urgenza o di incentivo economico;
  • inquinamento atmosferico transfrontaliero: i diversi provvedimenti realizzati su scala regionale si inseriscono in un contesto strategico internazionale, attraverso mirati accordi politici volti alla lotta contro le polveri sottili.

Piano d'azione federale contro le polveri sottili

Il Consigliere federale Moritz Leuenberger, responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), ha presentato nel corso del mese di gennaio 2006 un piano d'azione contro le polveri sottili, articolato su provvedimenti che verranno attuati al più presto e su misure che verranno presentate al Consiglio federale.

Tra le misure proposte ve ne sono diverse, di competenza del DATEC, individuate anche dal Dipartimento del territorio, nel suo studio "Strategia di lotta allo smog invernale al sud delle Alpi" presentato nel gennaio 2005.

Il DATEC conferma quindi la strategia fondata su misure di carattere duraturo proposta dal DT, attualmente in laborazione nell'ambito dell'aggiornamento del Piano cantonale di risanamento dell'aria.

I provvedimenti previsti spaziano dalla riduzione della fuliggine da diesel emessa dal traffico, alla diminuzione delle polveri sottili e della fuliggine emesse dalla combustione del legno, alla riduzione delle polveri nell'industria e artigianato e, infine, l'impegno a livello internazionale da parte della Svizzera per il potenziamento delle misure contro le polveri sottili.

È vero che bruciare la legna produce polveri sottili?

Recenti rapporti tecnici, tra l'altro anche quello pubblicato nel gennaio 2005 dal DT "Strategia di lotta allo smog invernale al sud delle Alpi", indicano come l'apporto dei caminetti allo smog invernale sia più importante di quanto finora ritenuto.

Il Ticino è un Cantone il cui territorio è ricoperto al 50% ca. di bosco e dove l'attività forestale riveste un ruolo importante.

In questo senso, e per favorire l'impiego di energia rinnovabile, il Cantone si è impegnato nella promozione degli impianti di riscaldamento.

Il fatto che a questo tipo di combustione sia legato un problema di igiene dell'aria, rende necessari alcuni accorgimenti.

Così per grandi impianti si richiede l'impiego di un filtro contro le particelle, mentre per piccoli impianti è all'avvio la produzione di un filtro a basso costo.

Anche il piano d'azione federale, inoltre, presenta in tutto 9 misure contro le PM10, tra cui 4 concernono proprio la gestione degli impianti a legna.

Troviamo l'introduzione del certificato di conformità per gli impianti di riscaldamento a partire dal 2007, l'inasprimento dei valori limite di emissione per gli impianti a combustione automatici, la promozione di centrali termiche a legna di grande potenza, invece che singoli impianti meno performanti e la trasformazione dei rifiuti legnosi in combustibile in loco, per evitare di bruciarli all'aperto.

Le altre misure concernono la riduzione delle polveri emesse dal traffico e dall'industria e l'impegno della Svizzera nella politica internazionale di abbattimento delle polveri.

Nelle raccomandazioni emanate dal DT in periodi di inquinamento invernale molto critici, si evidenzia anche la richiesta di evitare di utilizzare caminetti che non hanno scopo di riscaldamento primario e di rinunciare ad accendere fuochi all'aperto.

Che differenza c'è tra le emissioni di un veicolo a benzina e uno a diesel?

La tabella seguente mostra i fattori di emissione in g/km per vari inquinanti a seconda del carburante per veicoli leggeri (anno di riferimento 2005).

Si noti che i valori corrispondono alle emissioni medie per la categoria "veicoli leggeri" e che il fattore delle PM corrisponde solo alle emissioni del tubo di scappamento.

Non sono considerate invece le emissioni dovute all'abrasione ed al risollevamento della polvere, che dipendono dallo stile di guida e dalla velocità.

Inquinante Fattore emissione benzina Fattore emissione diesel
CO2 - 2005 210.66 189.22
NOx – 2005 0.29 0.50
PM (combustione) - 2005 0.002 0.042

Fonte: Luftschadstoff- Emissionen des Strassenverkehrs 1980-2030, BUWAL Nr. 355 (2004)

Dalla tabella si nota come, pur emettendo meno CO2, gas a effetto serra, il diesel ha dei fattori di emissione maggiori rispetto alla benzina per quello che riguarda gli ossidi d'azoto (precursori dell'Ozono) e le polveri sottili (ca. 20 volte superiori).

Il filtro contro il particolato è in grado di ridurre le emissioni di PM del diesel fino al 99%, finora però il fatto che esso non sia obbligatorio ha spinto solo poche case automobilistiche a introdurlo di serie.

Una pubblicazione utile nella scelta del veicolo meno inquinante è la "Lista auto e ambiente", redatta dall'ATA (Associazione traffico e ambiente), aggiornata di anno in anno (scaricabile in francese o in tedesco).

Per quanto riguarda le emissioni, i motori a benzina e/o a gas sono attualmente preferibili.

Chi volesse acquistare un veicolo diesel, richieda assolutamente il filtro antiparticolato.

Qual è l'impatto dell'aeroporto sulla qualità dell'aria?

Il Cantone di Zurigo ha dedicato un approfondimento all'inquinamento atmosferico causato dalla presenza dell'aeroporto di Zurigo-Kloten.

Dallo studio è risultato che l'aeroporto è indubbiamente un'importante fonte di inquinanti, gli effetti però sono riscontrabili soprattutto nelle immediate vicinanze.

Già a circa 2 km di distanza le emissioni locali di altre fonti, ad esempio il traffico veicolare, sono tali da non permettere più la discriminazione della loro provenienza (aeroporto o traffico).

Di fatto ciò significa che, a partire da questa distanza, altre fonti locali diventano più importanti.

Le emissioni di NO2 nelle dirette vicinanze dell'aeroporto sono strettamente legate al numero di voli in partenza e arrivo in aeroporto, mentre il cherosene rilasciato in aria (il che avviene raramente e non sembra giungere al suolo) ha effetti sulla formazione di Ozono in estate (smog estivo).
La deposizione di polveri grossolane invece ha prevalentemente altra origine, come ad esempio il traffico veicolare, la combustione incompleta di legna (formazione di molto fumo) oppure l'utilizzo di caminetti per la combustione di rifiuti (pratica illegale).

Non va certamente dimenticato però che le emissioni dovute al traffico aereo vanno a caricare l'inquinamento di fondo.

B. Approfondimento: la situazione dello smog invernale in Ticino ed in Lombardia

Come si caratterizza lo smog invernale in Ticino ed in Lombardia?

Apparentemente la situazione italiana e quella ticinese per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico appaiono simili ad una prima e sommaria analisi.

In realtà possiamo distinguere due diversi "tipi" d'inquinamento atmosferico.

Da una parte abbiamo un inquinamento regionale e sovraregionale, che si manifesta in estate con le concentrazioni elevate d'ozono e dall'altra in inverno con i picchi delle PM10.

Questo inquinamento di "fondo" è evidentemente abbastanza simile in Ticino come in Italia.

Per contro a livello locale le differenze sono marcate.

Gli inquinanti classici come gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio (CO) presentano delle differenze sostanziali.

Questi ultimi sono provocati dal traffico locale e qui si intravede la diversa politica attuata in Italia e in Svizzera a livello di impianti di combustione e tecnica dei motori (catalizzatore).

Il ritardo tecnologico italiano in questi settori è evidente ed è ben illustrato dalle differenti concentrazioni medie annue a Chiasso e Como.

Nel 2003 le concentrazioni massime giornaliere di ozono e la concentrazione media annua di PM10 erano praticamente uguali (PM10 a Chiasso: 48 µg/m3, PM10 a Como - valore corretto - 48 µg/m3), mentre per il diossido d'azoto il valore medio a Como era di 71 µg/m3 mentre a Chiasso di 44 µg/m3.

La differenza è del 40% circa.

In pratica il valore registrato a Como è quello che in Ticino si registrava nel 1990.

La medesima situazione si verifica per il monossido di carbonio: il valore medio a Como era di 2100 µg/m3 mentre a Chiasso di 451 µg/m3.

La differenza è di quasi l'80%.

Anche le concentrazioni registrate in inverno mostrano questo effetto.

Durante gli episodi acuti in cui a Chiasso registriamo concentrazioni di PM10 superiori a 100 µg/m3, e che sono simili anche a Como e Milano, le concentrazioni di NO2 mostrano differenze importanti.

A Chiasso la media oraria massima giornaliera tra gennaio e febbraio 2005 è stata di 159 µg/m3 e a Milano 280 µg/m3.

Queste considerazioni concernono la qualità dell'aria, cioè le immissioni; per quel che concerne le emissioni, la loro densità in Italia è molto più elevata e arriva ad essere anche 10 volte superiore a quella registrata in Svizzera.

Densità d'emissioni
(Rapp. MetAir UM no. 24, 1994)
NOx
(ton/km2 per anno)
COV
(ton/km2 per anno)
Ticino 3.40 3.80
Provincia di Como 10.80 20.50
Provincia di Milano 29.00 85.00
Provincia di Varese 16.70 39.70

Gli episodi di smog invernale sono sempre più accentuati e frequenti?

In realtà le concentrazioni delle sostanze inquinanti che caratterizzavano gli episodi di smog invernale di 15 anni fa sono significativamente diminuite.

Come si può osservare dai grafici sottostanti, che riportano le concentrazioni di ossidi di azoto e anidride solforosa durante i mesi invernali del 1989 e del 2000, gli episodi di smog invernale nei primi anni '90 erano caratterizzati da concentrazioni molto elevate sia di anidride solforosa che di ossidi di azoto.

Durante gli episodi dell'anno 2000 si constata una netta diminuzione sia dell'anidride solforosa, che si è ridotta dell’80%, che del diossido di azoto che è diminuito mediamente del 40%.

Per contro le concentrazioni di PM10 sono rimaste praticamente immutate nel tempo ad esclusione di Chiasso, dove sono aumentate nel corso degli ultimi due anni, a seguito dei lunghi periodi di giorni con inversione termica.

Lo smog è importato dall'estero?

Sia in estate che in inverno si osserva effettivamente un importante effetto di inquinamento importato.

La cartina allegata, che illustra le concentrazioni di NO2 in Europa (Università di Heidelberg) è eloquente ed indica come la pianura Padana rappresenti una delle maggiori fonti d'emissione di sostanze inquinanti a livello europeo:

Concentrazioni di NO2 in Europa (giorno tipo invernale, 2005)

In estate assistiamo ai cosiddetti fronti d'Ozono che risalgono dalla Lombardia e che nel giro di 1-2 ore fanno aumentare le concentrazioni di Ozono anche di 80-100 µg/m3.

Ad agosto si osserva poi il fenomeno opposto, dovuto al Ferragosto italiano e al conseguente svuotamento della Lombardia, con un crollo delle emissioni dei precursori che diminuiscono del 20-30% e hanno un effetto sulle concentrazioni d'ozono.

Questi fenomeni sono riportati dallo studio del Paul Scherrer Institut (PSI): Trend dell'ozono al sud delle Alpi.

Per quanto concerne l'inverno e le PM10 l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), ha pubblicato uno studio comparativo tra i vari agglomerati svizzeri.

La parte di PM10 importata per i Comuni ticinesi varia tra i 23 µg/m3 per Chiasso e i 20 per Lugano.

Nel resto della Svizzera arriviamo ad una quota massima importata di 11 (valore medio annuo a Chiasso nel 2004 per le PM10: 47 µg/m3).

Vi è quindi in Ticino un valore di fondo circa il doppio rispetto al resto della Svizzera.

Sono valori molto elevati che d'altra parte sono stati utilizzati anche dal BUWAL nelle sue modellizzazioni.

In pratica significa che anche interrompendo tutte le nostre attività per tutto l'anno avremmo comunque un superamento del valore limite annuo (20 µg/m3).

A titolo di paragone in questo studio si analizza anche la parte di PM10 derivante dal traffico che si attesta per quello leggero a 1.6 µg/m3 a Lugano e 1.2 µg/m3 a Chiasso; per quello pesante la quota parte è ancora inferiore 0.6 µg/m3 a Lugano e 0.7 µg/m3 a Chiasso.

Questi sono sempre valori espressi come medie annue.

Per gli ossidi di azoto, prodotti essenzialmente a livello locale, il valore utilizzato per quanto riguarda l'inquinamento regionale importato è di circa 3 µg/m3, ciò che rappresenta il 3-5% delle concentrazioni normalmente registrate in Ticino.

D'altra parte è evidente che le misure concernenti il traffico agiscono su una frazione ridotta del totale e quindi le riduzioni in questo settore sono modeste, come anche evidenziato nello studio "Strategia di lotta allo smog invernale al sud delle Alpi", del 2005.

Tra l'altro si vede come il traffico pesante incida meno a Lugano che non negli altri agglomerati svizzeri.

Tutte queste informazioni derivano da studi realizzati da Istituti indipendenti come il PSI e l'ARE.

La meteorologia incide sulla formazione dello smog invernale?

La meteorologia è il fattore dominante per la determinazione delle concentrazioni di PM10:

  • a parità d'emissioni (traffico uguale) osserviamo concentrazioni di PM10 che variano da 5 a 150 µg/m3 anche nel giro di alcuni giorni (vento/inversione termica);
  • le concentrazioni più elevate si registrano di notte quando tutte le fonti emittenti sono spente (ad eccezione dei riscaldamenti) e vige l'inversione termica.
    L'andamento degli altri inquinanti correlati al traffico mostra invece una dipendenza diretta e immediata con il numero di veicoli circolante;

Andamento giornaliero tipo a Moleno per le concentrazioni di PM10 (a sinistra) e per gli ossidi di azoto (a destra). Si nota come le concentrazioni di PM10 calano di giorno e aumentano di notte, mentre le emissioni degli ossidi di azoto mostrano i due picchi classici

  • In particolare l'intensità del vento a cui sono correlate le inversioni termiche risulta essere il fattore dominante.
    L'esempio più rilevante è rappresentato dalla situazione di Moleno e Comignolo.
    Presso la prima stazione, dove l'intensità del vento è minore e le inversioni termiche più frequenti, le PM10 sono più elevate, malgrado transitino meno automezzi che non presso la seconda stazione.

Che differenza c'è tra il parco veicoli italiano e quello svizzero?

  • In Italia il parco veicoli circolante è vetusto.
    Su 23 milioni di automobili circolanti più di 13 hanno 12 o più anni d'età (età media in CH: circa 8 anni);
  • solo il 5% è classe EURO-4;
  • il 30-40% circa dei veicoli non è ancora catalizzato e questo spiega le concentrazioni elevate di NOx e CO.
    In CH solo 1-2% dei veicoli non è catalizzato;
  • la quota parte di veicoli diesel è molto elevata: 30-40% (in CH i diesel rappresentano l'8.4%).
    Notoriamente i diesel emettono da 1'000 a 10'000 volte più polveri sottili dei veicoli a benzina.
    Inoltre, grazie alla defiscalizzazione del gasolio, la penetrazione di questi veicoli è in aumento esponenziale (2004: 58% delle nuove immatricolazioni in Italia - 25% in CH).
    Queste auto non sono ancora dotate di filtri antiparticolato (FAP) e quindi rappresenteranno purtroppo un problema strutturale per diversi anni, visto il tasso di sostituzione italiano piuttosto basso.

Come vengono attuate le misure urgenti in Italia?

  • Circolazione a targhe alterne: vale per i veicoli non catalizzati e vi sono molte eccezioni; da qui i contenuti risultati in termini di traffico ridotto (- 10/20%).
    Da noi questa misura non avrebbe senso, se attuata alle condizioni italiane, perché coinvolgerebbe solo 1-2% dei veicoli;
  • blocco della circolazione totale: effettuato di domenica e in zone ristrette dei centri degli agglomerati.
    Questa misura di per sé va considerata come un provvedimento di sensibilizzazione della popolazione anche se, vista la densità elevata delle emissioni per km2, può avere un suo senso in certe località italiane.
    In molte città italiane, inoltre, il trasporto pubblico durante il blocco del traffico è gratuito;
  • le misure vengono attuate in parte indipendentemente dalle condizioni meteo e sulla base di programmi prestabiliti.
    Questo ha portato ad attuare limitazioni della circolazione nei momenti in cui non ce n'era necessità e al contrario a non attuarle quando avrebbe potuto eventualmente servire.

Le misure urgenti permettono di abbassare le concentrazioni di PM10?

I provvedimenti di blocco del traffico danno un contributo alla riduzione delle emissioni di PM10 e dei suoi precursori a dipendenza dell'area in cui vengono applicati.

In considerazione del fatto che non esiste un unico provvedimento che da solo permetta di risolvere il problema delle PM10, il provvedimento di blocco del traffico contribuisce si alla diminuzione delle emissioni ma non permette un immediato miglioramento dello stato dell'aria, in quanto sia i meccanismi di formazione che quelli di dispersione
del particolato ne diminuiscono l'efficacia.

In generale i risultati riscontrati nell'applicazione nelle città italiane sono stati scarsi e inferiori all'attesa.

In alcuni casi sono anche state registrate delle diminuzioni ma non direttamente attribuibili alla diminuzione del traffico, quanto piuttosto alle concomitanti mutate condizioni meteo.

Cosa si è osservato in Ticino al proposito?

In occasione dell'introduzione dei provvedimenti urgenti tra il 25 febbraio ed il 02 marzo 2008 è stato redatto un bilancio degli effetti della limitazione della velocità in autostrada.