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Settori artigianali

Nel corso degli anni la SPAAS, in collaborazione con le associazioni di categoria, ha elaborato delle direttive per vari settori artigianali comprendenti le esigenze e le disposizioni specifiche relative alla protezione delle acque e allo smaltimento dei rifiuti speciali.

Queste direttive settoriali riprendono in parte direttive federali, in parte sono frutto di collaborazioni intercantonali e in parte sintetizzano soluzioni settoriali elaborate per il Ticino dalla SPAAS.

Questi documenti specifici rappresentano uno strumento di lavoro importante per gli operatori dei singoli settori e sono per lo più stati presentati nell’ambito di giornate informative dedicate alle singole associazioni.

La SPAAS esegue regolarmente campagne di verifica del rispetto di queste disposizioni.

Le acque generate nei cantieri possono contenere elevati tassi di particelle minerali in sospensione, idrocarburi e/o, nel caso di impiego di beton o risanamento di costruzioni in beton, possono presentare caratteristiche molto alcaline. È pertanto necessario prevedere un pretrattamento prima dello scarico.

Questo aspetto riguarda sia i piccoli cantieri sia i grossi cantieri come Alptransit.

Materiale informativo:

Le attività legate al settore dell’automobile attualmente recensite in Ticino sono circa 1700.

Questa categoria è stata la prima, negli anni ‘70, ad essere oggetto di una campagna di risanamento volta all’applicazione delle norme in materia di protezione delle acque.

Il tema dominante in questo ambito è quello degli idrocarburi: è richiesta la posa di appositi impianti di pretrattamento sullo scarico dei lavaggi motore e carrozzeria.

I depositi di oli e solventi devono rispettare le norme di protezione delle acque.

Materiale informativo:

Le imprese di pittura in Ticino sono attualmente circa 320.

Negli anni 1994-1996 è stata effettuata la campagna di sensibilizzazione/risanamento della categoria dei pittori per quanto attiene allo scarico delle acque artigianali, allo smaltimento dei rifiuti speciali e all’aggiornamento dei depositi dei liquidi nocivi alle acque.

A tutte le imprese di pittura è stata richiesta l’istallazione di un impianto di pretrattamento delle acque di lavaggio di pennelli e rulli al fine di trattenere i resti di vernice prima dello scarico.

Materiale informativo:

Le lavanderie chimiche in Ticino sono attualmente circa 60.

La SPAAS ha eseguito la campagna di sensibilizzazione/risanamento di questa categoria negli anni 1990-1995 in applicazione delle specifiche direttive federali.

Le lavasecco utilizzano al posto dell’acqua un tipo di solvente molto nocivo per le acque: il percloretilene (cosiddetto percloro).

A tutte le lavanderie chimiche è stato richiesto di porre la lavatrice contenente percloro in una vasca di contenimento atta a trattenere eventuali perdite, di recuperare rispettivamente trattare l’acqua di contatto in un apposito separatore, di istallare una valvola di disgiunzione sull’entrata dell’acqua potabile per evitare possibili riflussi di percloro nella rete dell’acqua potabile e di effettuare una raccolta separata di tutti i residui contenenti percloro da smaltire poi come rifiuti speciali.

Materiale informativo:

Gli studi odontoiatrici possono generare acque di scarico e rifiuti molto nocivi per l’ambiente in particolare a causa dell’impiego o rimozione di amalgama contenente mercurio. L’Ordinanza federale sulla protezione delle acque prevede che le unità dentarie che utilizzano amalgama siano equipaggiate con un apposito separatore con grado di efficacia di  almeno il 95%.
La SPAAS ha effettuato due campagne di verifica della posa di questi impianti di trattamento delle acque presso tutti gli studi odontoiatrici del Ticino: una prima negli anni 1990-1994 e una seconda campagna nel 2016.

Materiale informativo:

Il lavaggio degli impianti di produzione nei caseifici avviene con acqua addizionata di prodotti acidi e/o basici che, al termine del ciclo di pulizia, è poi immessa in canalizzazione.

Queste acque reflue presentano alternativamente pH molto elevati o molto bassi e possiedono un elevato carico organico derivante dai resti di latte.

Per i caseifici che lavorano più di 200’000 l di latte all’anno e in generale nei casi problematici è richiesta la neutralizzazione dei flussi e lo scarico dosato in canalizzazione.

Particolare attenzione deve poi essere dedicata alla problematica dello smaltimento del siero che in nessun caso può avvenire tramite scarico in canalizzazione.

Sono da valutare le seguenti opzioni di smaltimento:

  • foraggiamento ai maiali;
  • trattamento tramite impianto a osmosi inversa con scarico del permeato e trattenuta del concentrato;
  • consegna a valorizzatori esterni;
  • trattamento in filtri percolatori (digestione aerobica).

Materiale informativo:

Le distillerie attive in Ticino sono circa 70 e sono state tutte oggetto di una campagna di verifica/risanamento negli anni 1995-1997 da parte della SPAAS.

I requisiti per la protezione delle acque in questo settore sono i seguenti:

  • acque di raffreddamento: devono essere smaltite alternativamente tramite infiltrazione nel terreno, scarico in canalizzazione acque meteoriche o in ricettore naturale. Lo scarico di queste acque in canalizzazione acque luride è proibito.
  • residui di distillazione liquidi: possono essere scaricati in canalizzazione acque luride dopo pretrattamento. Quale pretrattamento minimo è richiesta una filtrazione che permetta la separazione della frazione liquida da quella solida. Nei casi delle distillerie più grosse viene richiesta anche la neutralizzazione dei liquami fino a pH 7 e lo scarico dosato in canalizzazione. In alternativa, nei casi in cui non esiste la fognatura, si richiede la raccolta in fossa stagna con successivo smaltimento in agricoltura.
  • residui di distillazione solidi: utilizzo in agricoltura, meglio dopo compostaggio.

Negli anni 2004-2006 è stata effettuata  una verifica su 16 strutture ospedaliere che ha contemplato i seguenti aspetti: bilancio delle acque, verifica dei prodotti e sostanze utilizzati, deposito prodotti nocivi alle acque, raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Materiale informativo:

Le ditte di spazzacamini attive in Ticino sono circa 60; nel periodo 1990-2010 sono state effettuate tre campagne di sensibilizzazione per quanto attiene lo smaltimento delle acque provenienti dal lavaggio delle caldaie.

Queste acque, a causa del loro elevato contenuto di metalli pesanti e di acido solforico, devono necessariamente essere pretrattate (abbattimento di metalli e neutralizzazione) prima di essere immesse in canalizzazione pubblica oppure smaltite come rifiuto speciale.

Materiale informativo:

Il tema degli impianti mobili di pretrattamento delle acque è stato oggetto di un progetto intercantonale nell’ambito della Conferenza dei capi dei servizi per la protezione dell'ambiente della Svizzera (KVU), al quale ha partecipato anche il Ticino.


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