Progetto di aggiornamento delle infrastrutture

Nel settore aviatorio, il quadro di riferimento generale nell'ultimo decennio è profondamente mutato.

Le attività commerciali e private hanno subito un calo solo in parte legato alla crisi economica.

Le norme internazionali che regolamentano lo sviluppo dell'aviazione civile sono diventate più restrittive e hanno richiesto agli operatori del settore di adattare la loro operatività.

Le decisioni del 1998 (JAR OPS 1) e 2003 (limitazione della procedura di avvicinamento strumentale) per Lugano-Agno ne sono un esempio.

Particolare importanza assume l'approvazione da parte del Consiglio federale nell'ottobre del 2000 del "Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica - PSIA".

In quel contesto è stato definito che il Ticino deve mantenere i suoi due scali: Lugano-Agno, in quanto collegamento stabile con le maggiori aree urbane della Confederazione, e Locarno-Magadino, in quanto uno fra gli aeroporti senza traffico di linea più importanti della Svizzera.

Per quanto concerne lo scalo di Locarno-Magadino, nel 1999 il Consiglio di Stato ha deciso di avviare la progettazione delle opere di aggiornamento, basata sull'allungamento a est di circa 170 metri dell'esistente pista principale.

L'autorità federale, nel 2001, ha confermato questa scelta, a condizione che non creasse ulteriori aggravi per l'ambiente.

Il Consiglio di Stato ha ora deciso di attivare la procedura federale di approvazione del progetto.

Una volta ottenuta tale approvazione, il Governo procederà alla richiesta di credito in Gran Consiglio solo dopo aver analizzato la sostenibilità economica generale del progetto e se le esigenze operative - per ora solo prospettate - saranno confermate.

Il progetto permette infatti di rispettare le raccomandazioni europee, attualmente in fase di elaborazione, per l'aviazione privata (JAR OPS 2), che richiedono - a parità di tipologia d'utenza - piste più lunghe.

Un'esigenza legata anche allo sviluppo tecnologico dei velivoli.

Il Dipartimento del territorio e il Consiglio di Stato hanno inoltre elaborato delle misure che assicureranno una migliore sostenibilità territoriale e ambientale.

In particolare, nel rapporto di impatto ambientale del progetto sono proposte una serie di limitazioni di volo per alcune tipologie di utilizzatori (traini del volo a vela, trasporto in quota dei paracadutisti, voli di scuola locali, contingentamenti dei sorvoli della "Bolla Rossa") e la riduzione del potenziale di sviluppo dai 63'000 movimenti aerei annui civili indicati dal Consiglio federale nel 2000, e corrispondenti al volume di attività raggiunto ad inizio anni Novanta, a 55'000 movimenti.