Domande frequenti

Il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) è stato introdotto con l'ultima revisione della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr) entrata in vigore il 27 settembre 2013 dopo che il Tribunale Federale ha respinto i ricorsi a suo tempo inoltrati. Obiettivo del PCA è proporre una visione aggregativa coordinata e omogenea volta ad un riordino territoriale efficace, in sintonia con il Piano direttore cantonale. Il Piano cantonale delle aggregazioni è uno strumento che orienta l'azione cantonale e integra le intenzioni e gli impegni politici del Cantone in materia di politica di aggregazione.

Oltre a definire la visione del riordino istituzionale per l'intero Cantone, il Piano risponde anche alla necessità di reagire concretamente ai cambiamenti in atto a diversi livelli istituzionali. Negli ultimi decenni la realtà del nostro Cantone è profondamente cambiata ad una rapidità mai conosciuta in precedenza. I comuni sono oggi confrontati con nuove esigenze e nuovi compiti e non sempre sono sufficientemente strutturati per farvi fronte. Spesso i problemi e le soluzioni travalicano i confini comunali e necessitano di risorse di cui i comuni non dispongono singolarmente. Se è vero che vi sono dinamiche che difficilmente possiamo cambiare, è pur vero che dobbiamo essere attori protagonisti del nostro futuro. Il PCA pone le basi per un rafforzamento della struttura comunale che possa realmente far fronte al contesto della realtà di oggi.

Il Piano cantonale delle aggregazioni prelude alla costituzione di comuni funzionali, maggiormente autonomi e consapevoli del loro ruolo a fianco del Cantone quali enti di prossimità al cittadino nell'erogare servizi, avendo quale punto di riferimento la visione Città-Ticino, caposaldo del Piano direttore cantonale. Il PCA indica gli obiettivi cantonali in materia di aggregazioni al fine di regolare e coordinare i processi in atto sia nelle Valli, dove appare indispensabile far fronte allo spopolamento, sia negli agglomerati. Questa necessità è infatti ancor più sentita nelle aree urbane, all'interno delle quali i confini istituzionali sono meno visibili ma costituiscono di fatto un freno ad un uso più razionale del territorio e delle risorse nell'interesse stesso di chi ci vive.

Un miglior equilibrio della rete urbana e un’organizzazione che tenga conto dei determinanti territoriali e socio-culturali del nostro Cantone, indica in 20-30 unità un appropriato dimensionamento della riorganizzazione comunale. Più precisamente, il Piano cantonale delle aggregazioni identifica un obiettivo di 23 comuni (obiettivo cantonale). La realizzazione dell’obiettivo cantonale non esclude la possibilità di ulteriori sviluppi più ampi (indicati quali ipotesi eventuale).

Gli indicatori considerati sono molteplici. La definizione dei comprensori si basa su criteri geografici (orografia, collegamenti), socio-economici (specificità e vocazioni dominanti, legami e identificazione tra popolazione e territorio) e sui legami che già oggi uniscono i comuni tra di loro (frequenza e intensità delle relazioni e delle collaborazioni comunali). Più in particolare, sono state esaminate le regionalizzazioni (distretti, circoli, suddivisioni regionali, regioni funzionali, agglomerati urbani), i servizi regionalizzati (enti regionali di sviluppo, gli sportelli LAPS, gli enti turistici, gli uffici di stato civile, le commissioni tutorie [ora ARP], le commissioni regionali dei trasporti, i servizi di assistenza e cure a domicilio, le scuole medie e i servizi comunali. Per l'area urbana del Luganese, ad alta densità di insediamenti e di mobilità e caratterizzata da molteplici relazioni a geometria variabile tra i comuni, è stato svolto un approfondimento supplementare. Questi elementi permettono di precisare la collocazione e l'interdipendenza di ogni comune.

Il Ticino è una realtà molto variegata, espressione di una storia, di una geografia, di una morfologia e di scelte diverse. Per questo motivo il Piano cantonale delle aggregazioni non ha (e non può avere) quale obiettivo la costituzione di comuni identici (o standard) per estensione, numero di abitanti, forza finanziaria, ecc. Il Piano cantonale identifica le aggregazioni necessarie per conseguire una dimensione adeguata dal profilo amministrativo, territoriale e socio-economico, tenuto conto del contesto di riferimento. Le differenze tra comuni continueranno a sussistere all'interno di un quadro generale tuttavia rafforzato. Esse andranno adeguatamente contenute con il sistema perequativo da rivedere sulla base della nuova organizzazione comunale, che dovrà essere più autonoma e maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di prossimità .

L'obiettivo del riordino proposto può apparire per certi veri ambizioso. Un'ambizione che è tuttavia ben ponderata e soprattutto realizzabile tanto che sui ventitré comuni individuati dal PCA, in ben cinque casi (Alta Blenio, Media Blenio, Bassa Blenio, Gambarogno e Centovalli) si è già provveduto al riordino ed altrettanti sono in fase di studio o attuazione (Media Leventina, Bassa Leventina, Bellinzonese, Verzasca, Onsernone).

No. Numerosi altri cantoni hanno affrontato il tema delle aggregazioni per motivi sostanzialmente identici ai nostri. A partire dal 1990 il numero dei comuni in Svizzera è diminuito di oltre un quinto, passando da 3'021 a 2'296 nel 2013 (-625), con un'accelerazione del fenomeno negli ultimi cinque anni.

L'articolo di legge che istituisce il PCA stabilisce che quest'ultimo sia innanzitutto messo in consultazione nei Municipi del Cantone per un periodo di quattro mesi e quindi sottoposto per approvazione al Gran Consiglio. Per quanto riguarda la consultazione, il Governo ha ritenuto di procedere in due fasi, ognuna di quattro mesi. Nella prima (che prevede il rientro delle osservazioni dei Municipi entro il 10 marzo 2014) si é sottoposta ai comuni la parte più consistente del PCA. Essa comprende il Rapporto sugli indirizzi sulla nuova politica aggregativa del Cantone e gli Scenari dei nuovi comuni. Nella seconda consultazione, da tenersi successivamente,  è prevista la presentazione ai comuni delle Modalità di attuazione del PCA e riguarda sostanzialmente la procedura, rispettivamente gli incentivi che il Governo intende mettere in campo a sostegno del processo.