Disposizioni generali concernenti l'entrata e la notificazione

Dal 12 dicembre 2008 la Svizzera è associata all'accordo Schengen e fa quindi parte dello spazio Schengen. L'entrata e il soggiorno non sottostante a permesso della durata massima di tre mesi sottostanno pertanto alle disposizioni dell'accordo Schengen. Per soggiorni fino a tre mesi, la Svizzera rilascia alle persone sottostanti all'obbligo del visto un visto Schengen valevole per l'intero spazio Schengen.

Condizioni d'entrata

Per entrare in Svizzera, i cittadini stranieri necessitano di un documento di viaggio valevole e riconosciuto dalla Svizzera. In determinati casi è inoltre necessario un visto. Occorre infine che siano a disposizione sufficienti mezzi finanziari per il sostentamento durante il transito o il soggiorno in Svizzera, o che tali mezzi possano essere procurati legalmente. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM), le rappresentanze di Svizzera all’estero e le autorità cantonali competenti in materia di stranieri sono disposte a fornire qualsiasi informazione relativa alle condizioni generali d’entrata in Svizzera (www.sem.admin.ch).

Scopo e durata del soggiorno

I visitatori entrati legalmente in Svizzera e che non vi esplicano un’attività lucrativa non necessitano un permesso di dimora se il loro soggiorno non supera tre mesi. Il soggiorno non deve superare i tre mesi in un periodo di sei mesi. Gli stranieri che sottostanno all’obbligo del visto sono tenuti ad osservare la durata del soggiorno indicata nel visto.
Gli stranieri che desiderano esercitare un'attività lucrativa nel nostro Paese, sono tenuti a procurasi una pertinente autorizzazione. Ulteriori informazioni in merito possono essere ottenute presso le autorità cantonali di migrazione competenti per il futuro luogo di lavoro.

Prescrizioni in materia di notificazione

Chiunque alloggia persone straniere dietro pagamento è tenuto a notificarlo immediatamente. Non vi è invece obbligo di notificazione per chi alloggia persone straniere a titolo gratuito; sono fatte salve disposizioni cantonali più severe. È vietato esercitare un’attività lucrativa senza il pertinente permesso. Lo straniero che non può lasciare la Svizzera entro il termine previsto è tenuto a notificarsi immediatamente presso la competente autorità comunale o cantonale.




AVVISO

Per decisione della Direzione del Dipartimento delle istituzioni, da aprile 2015,

tutte le domande intese ad ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso:

  • di dimora “B” UE/AELS
  • di lavoro per frontalieri “G” UE/AELS

devono essere corredate, se ottenibili:

  • dal certificato generale del casellario giudiziale e
  • dal certificato dei carichi pendenti

recenti (emessi da non più di 3 mesi), rilasciati dalle Autorità competenti del Paese di origine del richiedente.

Bellinzona, aprile 2015

I nostri moduli / formulari

Libera circolazione delle persone Svizzera - UE/AELS

Nell’estate del 1999, l’Unione Europea (UE) e la Svizzera hanno firmato sette accordi bilaterali, fra i quali anche l’Accordo sulla libera circolazione delle persone, entrato in vigore il 1° giugno 2002. In seguito all’allargamento dell’UE, il 1. maggio 2004, questo Accordo è stato completato da un protocollo entrato in vigore il 1° aprile 2006 che disciplinava la progressiva introduzione della libera circolazione delle persone anche per i cittadini provenienti dai seguenti Stati: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Cipro e Malta. L’8 febbraio 2009 gli elettori svizzeri hanno approvato il rinnovo dell’Accordo di libera circolazione delle persone e il Protocollo II di estensione dell’Accordo alla Bulgaria e alla Romania. La Svizzera prosegue dunque la via bilaterale. Il Protocollo II è entrato in vigore il 1° giugno 2009.

L’Accordo sulla libera circolazione delle persone e il relativo protocollo agevolano le condizioni di soggiorno e di lavoro per i cittadini dell’UE in Svizzera. Al diritto alla libera circolazione delle persone sono correlate le disposizioni concernenti il reciproco riconoscimento dell’equipollenza dei diplomi professionali, il diritto di acquisto di immobili e il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Le stesse regole si applicano anche ai cittadini dell'AELS.

Paesi UE / AELS

Stati membri UE-25
Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria


Stati membri AELS
Islanda, Norvegia, Liechtenstein


Stati membri UE-2
Bulgaria, Romania