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Comunicato stampa

Dipartimento delle istituzioni

04 gennaio 2021

Comunicato stampa

Dipartimento delle istituzioni

04 gennaio 2021

Maggiore sicurezza per il Palazzo di giustizia

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che da oggi è attivo un nuovo concetto di sicurezza con controlli alle entrate del Palazzo di giustizia di Lugano affidati ai collaboratori del Servizio Gestione Detenuti (SGD) della Gendarmeria della Polizia cantonale. Si concretizza in questo modo l’obiettivo di poter garantire a chi lavora all’interno del PGL, misure di sicurezza e tempi celeri d’intervento in caso di situazioni critiche potenzialmente pericolose, come da richiesta del Tribunale di appello, del Consiglio della Magistratura e del Ministero pubblico.


Nel corso degli anni, il Palazzo di giustizia ha potuto beneficiare del supporto in ambito di sicurezza da parte della Polizia cantonale, chiamata a intervenire puntualmente per situazioni potenzialmente critiche e in caso di necessità immediata. Reputato tuttavia questo supporto puntuale non più adeguato alle mutate esigenze di sicurezza, il Consiglio della Magistratura, il Ministero pubblico nonché il Tribunale di appello hanno richiesto negli anni maggiore sicurezza. La gestione dello stabile nel corso del periodo pandemico della primavera 2020 è quindi stata l’occasione per predisporre un sistema accresciuto di controlli, in collaborazione con le Strutture carcerarie cantonali e successivamente con una società privata di sicurezza, che ha dato buona prova, attestando la necessità di un intervento in tal senso a tutela della sicurezza del personale attivo nell’edificio e degli utenti. In questo contesto, dopo incontri con i rappresentanti delle Autorità giudiziarie e dei servizi amministrativi presenti a Palazzo di giustizia (Tribunale di appello, ossia Tribunale penale cantonale e Camera di protezione in particolare, Ministero pubblico, Magistratura dei minorenni, Polizia cantonale, Ufficio esecuzione, Ufficio dei registri) e ritenendo i lavori di ristrutturazione previsti nello stabile, il Consiglio di Stato ha deciso lo scorso novembre la costituzione di un apposito Gruppo di lavoro interdipartimentale, coordinato dal Dipartimento delle istituzioni e per esso dalla Divisione della giustizia con la collaborazione della Polizia cantonale, delle Strutture carcerarie cantonali e della Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell’economia con il compito di elaborare un concetto di sicurezza per il Palazzo di giustizia, da poi estendere a tutte le Autorità giudiziarie cantonali.  

Il concetto di sicurezza elaborato dal Gruppo di lavoro in questa prima fase è stato assegnato per le sinergie sviluppate negli anni al Servizio Gestione Detenuti (SGD) della Gendarmeria della Polizia cantonale che nell’ambito dei propri compiti è spesso confrontato con l’utilizzo degli spazi del Palazzo di Giustizia. La sua missione principale è infatti quella di occuparsi del trasporto e della gestione degli arrestati e detenuti all'esterno delle Strutture Carcerarie Cantonali, attività che lo vede spesso occupato nel trasferimento delle persone private della libertà a favore delle autorità giudiziarie e della loro sorveglianza durante i processi.

Concretamente, come risulta dalle fotografie qui allegate (libere da diritti) le due entrate principali del Palazzo di giustizia, su via Pretorio e su via Bossi, saranno sempre presidiate negli orari di accesso al pubblico. A tal fine sono state create due postazioni provvisorie, raggiungibili tramite un apposito “corridoio di sicurezza”, dove chi è intenzionato a entrare nello stabile sarà identificato. Un apparato di controllo e sicurezza permanente che potrà inoltre essere sfruttato durante i numerosi processi che si svolgono nell’Aula penale maggiore del Palazzo di giustizia. Il nuovo concetto di sicurezza, vista l’attuale situazione sanitaria dovuta al COVID-19, garantirà infine la tracciabilità delle persone che accedono agli spazi del PGL.



Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Frida Andreotti, direttrice Divisione della Giustizia, tel. 091 814 32 15
maggiore Marco Zambetti, tel. 091 814 67 42