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N2 - 2026

Agosto

142: una voce che risponde quando qualcuno trova il coraggio di chiedere aiuto

Intervista a Kim Savoy, collaboratrice scientifica del Servizio per l’aiuto alle vittime di reati, sul numero di telefono dedicato alle vittime di violenza fisica, psicologica o sessuale e alle persone a loro vicine

Autori: Selma Bertolani
Autori foto: Elizabeth La Rosa
Data: 02 settembre 2026

In breve:

• Il 142 è il nuovo numero nazionale svizzero dedicato alle vittime di violenza fisica, psicologica o sessuale e alle persone a loro vicine. Il servizio, attivo dal 1° maggio 2026, è gratuito, anonimo e disponibile 24 ore su 24, offrendo ascolto, informazioni, consulenza e orientamento;

• In Ticino il servizio è garantito dal Servizio LAV durante gli orari d’ufficio e dalla FCTSA fuori orario, assicurando una copertura continua;

• Nei primi due mesi di attività in Ticino sono state registrate 275 chiamate, 122 a maggio e 153 a giugno. In 180 casi le persone hanno ricevuto una consulenza di base, mentre in 14 situazioni è stato necessario un intervento di crisi, 10 delle quali legate a episodi di violenza;

• La maggior parte delle richieste è arrivata da donne e ha riguardato soprattutto la violenza domestica, con 113 chiamate riconducibili a questo ambito;

• Il 142 non sostituisce i numeri di emergenza: in caso di pericolo immediato è necessario rivolgersi al 117, al 144 o agli altri servizi di pronto intervento;

L’obiettivo non è soltanto intervenire nelle situazioni di crisi, ma offrire uno spazio sicuro in cui una persona possa trovare il coraggio di chiedere aiuto e, eventualmente, interrompere una situazione di violenza. Il 142 rappresenta quindi un importante punto di contatto tra chi vive una situazione di violenza e la rete di servizi che può sostenerlo. I primi dati raccolti in Ticino mostrano quanto sia necessario avere un servizio facilmente accessibile, capace prima di tutto di ascoltare, informare e orientare, senza imporre alla persona decisioni immediate.


Il 142 è un numero semplice da ricordare, composto da sole tre cifre. Dietro questa linea telefonica, però, c’è molto più di un semplice servizio di ascolto: ci sono operatrici e operatori formati ad accogliere, orientare e accompagnare persone che si trovano in una situazione di violenza o vulnerabilità. A luglio 2026, poco più di due mesi dopo la sua introduzione in Svizzera, i dati raccolti permettono già di tracciare una prima fotografia dei bisogni presenti anche in Ticino. Attivato il 1° maggio 2026, il 142 è il nuovo numero nazionale dedicato alle vittime di violenza fisica, psicologica o sessuale e alle persone a loro vicine. Gratuito, anonimo e raggiungibile 24 ore su 24, il servizio offre un primo punto di contatto per chi cerca informazioni, sostegno o un orientamento verso i servizi specializzati.

I primi dati sul funzionamento del 142 in Ticino, presentati da Kim Savoy, collaboratrice scientifica del Servizio per l’aiuto alle vittime di reati (LAV), mostrano un utilizzo del servizio sostanzialmente in linea con le aspettative. Nel primo mese di attività, sono state registrate 122 chiamate. Di queste, 80 sono arrivate durante gli orari d'ufficio e sono state gestite direttamente dal Servizio LAV, mentre le restanti 42 sono state trattate dal personale della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA). Infatti, al di fuori degli orari d’ufficio e nei giorni festivi, il primo ascolto è garantito dalla FCTSA, che collabora con i servizi competenti per indirizzare le persone verso le risorse più appropriate. Nel mese di giugno 2026, le chiamate sono state 153: 101 sono state prese a carico dal Servizio LAV, mentre 52 sono state registrate durante il servizio fuori orario gestito da FCTSA.   

Complessivamente, nei primi due mesi di attività, il 142 ha quindi ricevuto 275 chiamate. Nella maggior parte dei casi il contatto ha portato a una consulenza di base per una situazione di violenza: 180 persone hanno ricevuto informazioni sulla situazione vissuta, sui propri diritti e sulle possibilità di sostegno, con la proposta di un eventuale accompagnamento specializzato da parte del Servizio LAV. In 14 situazioni è stato invece necessario un intervento di crisi, di cui 10 riconducibili a casi di violenza. Si tratta di situazioni che hanno richiesto un’attivazione immediata dei servizi di emergenza (117 o 144) oppure l’individuazione di soluzioni di protezione, come l’accesso a case protette o ad alloggi di emergenza.

L’analisi dei dati mostra una media di circa 4 chiamate al giorno al 142 nel mese di maggio e di 5 chiamate al giorno nel mese di giugno. Considerando unicamente le chiamate relative a situazioni di violenza, complessivamente 191 (89 in maggio e 102 in giugno), la media si attesta a circa 3 contatti al giorno nel mese di maggio e a circa 3,5 nel mese di giugno 2026.

A seguito di un primo contatto con un operatore del 142, 107 persone hanno fornito i propri dati per essere accompagnate dal Servizio LAV. Altre 44 persone hanno invece comunicato l’intenzione di ricontattare autonomamente il Servizio nei giorni successivi. La maggior parte delle richieste è arrivata da donne e ha riguardato episodi di violenza domestica: 113 chiamate erano infatti riconducibili a questo ambito. Le altre segnalazioni hanno riguardato episodi di violenza sessuale, altre forme di violenza oppure situazioni non immediatamente classificabili.

Dietro questi numeri emerge un elemento interessante: non sono soltanto le vittime a comporre il 142. In alcuni casi a chiamare sono state persone di fiducia, come familiari, amici o parenti. Vi sono poi professionisti e persino testimoni che hanno chiamato. Un aspetto che conferma come la violenza non coinvolga esclusivamente chi la subisce direttamente, ma anche chi le sta accanto e cerca un modo per aiutare.

L’esperienza di maggio e giugno 2026 evidenzia inoltre il ruolo centrale del primo ascolto. Come spiegato da Ursula Frisch, consulente telefonica per il 142 a Zurigo, in un’intervista alla RSI, chi vive una situazione di violenza si trova spesso in una condizione di forte incertezza. Non sempre chi chiama è alla ricerca immediata di una soluzione concreta o intende intraprendere un procedimento penale. In molti casi, il bisogno iniziale è più semplice e allo stesso tempo fondamentale: poter raccontare ciò che sta accadendo, comprendere meglio la propria situazione e orientarsi tra le possibilità disponibili. La conversazione telefonica può quindi rappresentare un primo passo decisivo. Offrire ascolto e restituire un senso di sicurezza può aumentare la possibilità che una persona trovi il coraggio di accettare un aiuto e interrompere una spirale di violenza.

Il 142 non sostituisce in alcun modo i numeri di emergenza. Il servizio offre ascolto, consulenza e orientamento alle vittime e alle persone loro vicine, con la possibilità di essere indirizzati ai centri cantonali competenti. Non interviene invece nelle situazioni che richiedono un’azione urgente e immediata: in caso di pericolo imminente o quando è necessario l’intervento della polizia o dei soccorsi, occorre continuare a rivolgersi al 117 o agli altri numeri di pronto intervento. La nuova linea si inserisce quindi in uno spazio intermedio tra l’emergenza e la presa a carico specialistica, offrendo un primo punto di accesso alla rete di sostegno.

L’introduzione del 142 si colloca nel quadro delle misure sviluppate a livello federale e cantonale per contrastare la violenza in tutte le sue forme, in particolare nell’ambito dell’attuazione della Convenzione di Istanbul, della roadmap svizzera e del Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica. Al momento del lancio del servizio, il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e socialità Raffaele De Rosa aveva riassunto così il significato del nuovo numero: «Il 142 è una porta che si apre nel momento in cui tutto sembra chiuso – è una voce che risponde quando qualcuno trova il coraggio di chiedere aiuto».

La preparazione dell’attivazione del 142 e l’organizzazione della risposta sono state elaborate sulla base di documenti di riferimento a livello nazionale. In particolare, lo studio realizzato nel 2022 da INFRAS su mandato della CDOS (Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali) ha contribuito a orientare l’implementazione del progetto, fornendo stime e indicazioni sull’evoluzione attesa del servizio, anche in termini quantitativi.

La progettazione della linea attiva 24 ore su 24 è stata di responsabilità della Confederazione, mentre la CDOS ha coordinato il lavoro intercantonale e, sulla base dello studio INFRAS, ha elaborato le linee guida nazionali per l’organizzazione della risposta. Tra i principi condivisi figurano il gruppo target del servizio — vittime di violenza fisica, psichica o sessuale nello spazio privato e/o pubblico e persone a loro vicine — e i diversi livelli di intervento previsti: intervento di crisi, consulenza di base (informazione) e triage.

Come spesso accade nel modello federale svizzero, anche l’organizzazione concreta del 142 ha lasciato ai Cantoni margini di adattamento. Le differenze linguistiche, territoriali e organizzative hanno portato alla definizione di modelli operativi diversi, dalla scelta dei partner per la copertura fuori orario fino agli aspetti tecnici e formativi sviluppati in collaborazione con gli altri cantoni. Il Ticino ha partecipato regolarmente ai gruppi di lavoro incaricati della concezione iniziale del servizio e ha più volte sollecitato un’accelerazione della sua entrata in funzione, posticipata due volte a livello nazionale.

Inoltre, il Cantone assume integralmente i costi del servizio, senza un contributo finanziario da parte della Confederazione. Le risorse sono destinate in particolare al potenziamento sperimentale del Servizio LAV negli orari d’ufficio e alla collaborazione con la FCTSA per garantire la copertura continua della linea. A questa seconda componente partecipa anche il Cantone dei Grigioni, che rimborsa una quota delle spese relative al servizio fuori orario.

Il 142 si inserisce comunque all’interno di una rete di sostegno già presente sul territorio. Oltre al Servizio LAV, continuano infatti a operare realtà come il Telefono Amico (che risponde al 143), Pro Juventute, la Casa delle Donne, Casa Armònia e numerosi servizi sociali, sanitari e associativi. La novità introdotta dalla nuova linea consiste soprattutto nella possibilità di offrire una porta di accesso unica, immediatamente riconoscibile e sempre disponibile verso queste risorse.

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