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N2 - 2025

Novità

Autori: Redazione SIC
Data: 10 novembre 2025

Giustizia ticinese: approvata la riforma che unisce tecnologia e potenziamento degli organi giudiziari

Il Gran Consiglio ha dato il via libera alla prima fase del progetto “MyABI/Juris”, legato a “Justitia 4.0”, che digitalizza i procedimenti giudiziari e rafforza Pretura penale e Ministero pubblico. Una svolta strutturale destinata a ridisegnare il funzionamento della giustizia in Ticino

Con il voto espresso nella seduta del 6 ottobre 2025, il Gran Consiglio ticinese ha approvato una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni per il sistema giudiziario cantonale. Si tratta della trasformazione digitale della giustizia, articolata nei progetti Justitia 4.0 e MyABI/Juris, che porteranno entro il 2031 tutti gli atti giudiziari a essere gestiti in forma elettronica tramite la piattaforma federale justitia.swiss.

Il Cantone si allinea così alla nuova Legge federale sulla comunicazione elettronica nella giustizia (LCEG) e si dota di strumenti informatici compatibili con gli standard nazionali. Il software MyABI/Juris — già in fase pilota presso la Pretura del Distretto di Riviera — sostituirà l’attuale sistema AGITI, permettendo a giudici, cancellieri e procuratori di lavorare in modo digitale e sicuro.

Il progetto cantonale non si limita alla componente tecnologica: comporta anche un rafforzamento delle risorse nella Pretura penale e nel Ministero pubblico, dove saranno attivate unità straordinarie fino al 2030 per accompagnare la transizione. È previsto inoltre un potenziamento ordinario della Pretura penale con un nuovo Pretore, un Vicecancelliere e un impiegato amministrativo. Questa misura risponde a un bisogno operativo emerso da tempo: l’autorità penale di prima istanza, istituita nel 2003, gestisce oggi un carico di lavoro superiore rispetto agli anni precedenti e intende ridurre i tempi d’attesa dei processi da un anno a sei-otto mesi, nel rispetto del principio di celerità.

Inoltre, il Parlamento ha approvato anche la modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria che estende le competenze della Pretura penale, portando da 3 a 6 mesi le pene detentive e da 90 a 180 giornate le pene pecuniarie che può infliggere. In parallelo, viene reintrodotta la figura del Sostituto Procuratore pubblico, che affiancherà i Procuratori ordinari nei casi di minore complessità, alleggerendo il carico di oltre 500 incarti per magistrato.

La riforma, sostenuta dal Consiglio della magistratura e dal Ministero pubblico, mira quindi a una giustizia più efficiente e coerente, in grado di concentrare i magistrati sui casi più gravi e ridurre i tempi di definizione degli incarti. Sul piano finanziario, l’impatto complessivo per la prima fase è stimato in circa 3,6 milioni di franchi fino al 2030, coperti nell’ambito del piano degli investimenti del Dipartimento delle istituzioni.

L’approvazione segna dunque una tappa storica: la giustizia ticinese si prepara a operare in un ambiente digitale, più trasparente e interoperabile con gli altri Cantoni, mentre il rafforzamento delle sue strutture promette di migliorare l’accesso e la qualità del servizio giudiziario. Una riforma che, nel solco di Justitia 4.0, coniuga innovazione, efficienza e tutela dei diritti fondamentali.

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