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N1 - 2025

ArgomenTi

Pesca in Ticino 2024: calano le catture, ma non la resa di pesca

Il settore sta vivendo una fase di assestamento dopo gli anni eccezionali post-pandemia

Autori: Redazione SIC
Autori foto: Dipartimento del territorio
Data: 14 ottobre 2025

Il Dipartimento del territorio ha pubblicato la consueta statistica annuale sulla pesca nelle acque ticinesi, dedicata al 2024. Uno strumento introdotto nel 1996 che raccoglie dati su corsi d’acqua, laghi alpini e grandi bacini, offrendo una visione d’insieme dell’operato di pescatori dilettanti e professionisti sul nostro territorio.

Analisi dei dati principali

Nel 2024 sono state rilasciate 3'706 patenti annuali di pesca dilettantistica, in lieve flessione (-7% rispetto al triennio 2021–2023), a cui si aggiungono 905 permessi per ragazzi sotto i 14 anni (-34%). La riduzione tra i giovani adepti riflette gli effetti della modifica della Legge cantonale sulla pesca entrata in vigore a fine 2022 che ha introdotto la pesca accompagnata per i minori fino all’ottavo anno. Le patenti turistiche (2'020, con validità di 2 o 7 giorni consecutivi) risultano anch’esse in calo (-10%), una tendenza ormai stabile dopo il picco del periodo pandemico. 

Nei corsi d’acqua si registrano 19'166 salmonidi catturati per un peso di 4'570 kg (–14% e –9% rispetto alla media triennale). Lo sforzo di pesca (37'611 ore distribuite su 16'634 battute) si riduce di quasi un quinto, ma il successo medio di pesca (0,51 pesci/ora) rimane stabile (+4%). Ciò indica il mantenimento della pressione di pesca nei settori produttivi e il progressivo abbandono delle aste meno interessanti dal punto di vista piscicolo, in un contesto fluviale sempre più sotto pressione.

Nei laghi alpini e bacini idroelettrici le catture totali (28'444 esemplari) sono stabili, ma il peso complessivo cresce del 4%. Lo sforzo si riduce però del 16% e la resa media sale così a 0,50 pesci/ora (+18%). Il cambiamento della strategia di ripopolamento in atto in questi anni ha dunque fornito un numero di catture equivalente, ma di pezzatura leggermente superiore al passato, il tutto a fronte di uno sforzo di prelievo inferiore. Come di consueto, gli 83 laghetti alpini e bacini idroelettrici situati al di sopra dei 1'200 metri d’altitudine hanno fatto registrare la maggior parte del prelievo, totalizzando 21'996 catture per un peso complessivo di 4'712 kg. Nei restanti 10 bacini e laghetti situati al di sotto dei 1'200 metri di quota, il prelievo si è attestato a 6'448 salmonidi per un peso stimato complessivo di 1'642 kg.

Sul lago Verbano, la pesca dilettantistica totalizza 4'088 kg, in lieve diminuzione (-12%), ma con una resa in aumento (+15%). Le catture riguardano soprattutto il luccio (1'437 kg) e il pesce persico (784 kg), che rappresentano insieme oltre metà del totale. Il pescato professionale (32'708 kg) resta stabile (-2%), trainato da coregoni (9'919 kg, +19%) e agone (11'360 kg, -12%). Le catture di specie invasive come il siluro (-32%) fanno registrare un rallentamento rispetto alla rapida crescita riscontrata fino all’anno scorso.

Il pescato professionale del lago Verbano si è attestato a 32'708 kg. La specie che ha fatto registrare il maggior prelievo dal punto di vista ponderale è l’agone (11'360 kg), cattura accessoria nella pesca ai coregonidi. Seguono i coregoni (9'919 kg) e il raggruppamento delle “Altre specie” con 6'874 kg, nel quale una parte considerevole è rappresentata dal gardon (3'132 kg) e dal siluro (1'354 kg). Il pescato conseguito sul pesce persico si è elevato a 1'445 kg, quello di lucioperca a 1'115 kg.

Sul lago Ceresio, la tendenza è analoga: 10'128 kg di pescato dilettantistico (–16%). La resa dei dilettanti migliora (0,26 kg/ora, +13%) grazie alla concentrazione su specie ad alto rendimento come pesce persico e lucioperca, che rappresentano il 75% del pescato.

Il pescato professionale del lago Ceresio si è attestato a 14'092 kg (-16%) e la parte più cospicua delle catture dal punto di vista ponderale è rappresentata dal raggruppamento delle “Altre specie” (5'640 kg), al cui interno il gardon rappresenta la frazione più importante (4'550 kg). Le catture di coregone mostrano segnali di ripresa (+15%), mentre il lucioperca cala del 47%. Anche qui il siluro resta marginale (238 kg), ma in lieve crescita.

Verso il digitale

L’analisi evidenzia un settore in fase di stabilizzazione dopo le oscillazioni legate alla pandemia e alle modifiche legislative, ma bisogna ricordare che il 2024 è stato anche contraddistinto dalla forte ondata di maltempo che a fine giugno ha colpito in particolare l’Alta Vallemaggia (valli Bavona e Lavizzara), interrompendo così di fatto la stagione della pesca nella regione. Le conseguenze di questi eventi sulla statistica di pesca non si limiteranno al solo anno 2024, ma mostreranno ripercussioni certe anche negli anni a venire.

L'edizione 2024 de "La Statistica sul pescato nelle acque del Canton Ticino" sarà inoltre l’ultima a fondarsi solamente sui dati riportati dai libretti cartacei di pescatrici e pescatori. Da inizio 2025, infatti, vi è la possibilità di registrare le catture con l’app Pesca TI, di cui abbiamo parlato in questa notizia legata alla digitalizzazione (qui il sito ufficiale, mentre a questo link si può guardare un videotutorial che illustra le funzionalità dello strumento).

Grazie a questa app, le autorità avranno quindi più facilità a raccogliere le statistiche (nel 2024, il 93% dei dilettanti e solo il 43% dei turisti aveva consegnato il proprio libretto, come da obbligo di legge). L’Ufficio della caccia e della pesca potrà quindi approfondire e velocizzare le analisi delle informazioni trasmesse dai pescatori, con l’obiettivo di garantire una gestione oculata e sostenibile delle risorse ittiche basata su dati solidi e aggiornati.

Statistiche e dati più dettagliati legati al 2024, così come i grafici corrispondenti e i relativi approfondimenti, possono essere consultati sul sito www.ti.ch/pesca.

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