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N1 - 2026

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Autori: Redazione DI
Autori: Redazione SIC
Data: 06 febbraio 2026

Proteggere chi è più fragile: come cambiano le Autorità regionali di protezione in Ticino

Nella sua seduta del mese di gennaio 2026, il Gran Consiglio ticinese ha approvato la riforma di un settore centrale per la tutela delle persone vulnerabili

Questo articolo spiega:
- la decisione che il Gran Consiglio ticinese ha preso sulla riorganizzazione delle Autorità regionali di protezione (ARP);
- perché questa decisione si inserisce in un percorso di riforma più ampio;
- cosa sono oggi le ARP e perché svolgono un ruolo essenziale per molte persone in Ticino;
- quali saranno i prossimi passi e quali istituzioni saranno coinvolte.

Il 27 gennaio 2026 il Gran Consiglio ticinese ha approvato (con 79 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astenuti) la riforma dell’organizzazione delle Autorità di protezione, definendo la futura organizzazione del settore e il suo finanziamento. Si tratta di una decisione storica e politicamente significativa, che conferma una volontà politica espressa già da molto tempo – quella di riorganizzare un settore delicato dello Stato, in modo da adeguare le Istituzioni all’evoluzione della nostra società, migliorando la risposta dello Stato ai bisogni delle persone vulnerabili.

Questa decisione, come anticipato, non è nata all’improvviso. È l’esito di un percorso avviato già nel 2008, in vista dell’entrata in vigore del nuovo diritto federale in materia di protezione dei minori e degli adulti, avvenuta nel 2013. Questa modifica normativa ha imposto ai Cantoni standard più elevati in termini di competenze interdisciplinari, a tutela dei diritti fondamentali.

Nel corso degli anni, diversi studi, rapporti e consultazioni hanno nel frattempo evidenziato come l’assetto ticinese – basato su 16 Autorità regionali di protezione (ARP) che fanno capo ai Comuni – faticasse a rispondere in modo uniforme e adeguato all’aumento e alla complessità dei casi trattati. Da qui, la necessità di cambiare.

Un passaggio centrale di questo percorso è stato compiuto il 30 ottobre 2022, nella votazione cantonale in cui la cittadinanza ticinese ha approvato – a larghissima maggioranza – le modifiche costituzionali necessarie per permettere la trasformazione delle Autorità regionali di protezione (ARP) in una nuova Autorità giudiziaria cantonale: le Preture di protezione. Il voto popolare ha fornito una chiara legittimazione democratica alla riforma, confermando la volontà di superare il modello amministrativo comunale, a favore di un assetto giudiziario.

Il voto parlamentare del 2026 rappresenta la naturale prosecuzione di questo percorso. Un nuovo passo avanti concreto, per un processo di riorganizzazione già avallato dal Popolo, con l’obiettivo di superare le attuali frammentazioni organizzative e differenze di prassi, rafforzando l’autorevolezza dell’azione pubblica in questo delicato ambito, anche in favore del riconoscimento delle relative decisioni all’estero.

Cosa sono le ARP e perché sono importanti

Ma facciamo un passo indietro. In Svizzera, le Autorità di protezione sono gli organi dello Stato che si incaricano di intervenire quando una persona minorenne o adulta si trova in una situazione di fragilità tale da non poter tutelare da sola i propri interessi. Il compito di queste autorità non è assistenziale né politico: devono adottare decisioni formali, in applicazione del Codice civile e delle normative procedurali cantonali allo scopo di proteggere gli interessi della persona.

L’importanza delle ARP in Ticino è spesso sottovalutata perché il loro lavoro si svolge lontano dall’attenzione pubblica. In realtà, ogni anno le loro oltre 12'000 decisioni incidono direttamente sulla vita di migliaia di persone e, indirettamente, su un numero ancora maggiore: famiglie, parenti, istituzioni scolastiche, strutture sanitarie e sociali. Le decisioni di questi organismi toccano diritti fondamentali come la libertà personale, la vita familiare e la gestione amministrativa e finanziaria: è quindi ovvio che sia interesse di tutti dare loro un’organizzazione solida e affidabile.

In pratica, le ARP possono decidere misure che riguardano la protezione di un bambino esposto a difficoltà familiari, oppure sostenere una persona adulta che – a causa di una malattia o di una disabilità – non riesce più a gestire aspetti essenziali della propria vita. Una delle parole associate più spesso all’operato delle ARP è «curatela». Questo termine indica una forma personalizzata di accompagnamento e rappresentanza: una persona qualificata (il curatore) affianca o rappresenta l’interessato in ambiti ben definiti, come la gestione delle finanze o dei rapporti con le autorità. Non si tratta di limitare l’autonomia alla persona al beneficio di una misura di protezione, ma di fornirle un aiuto e un sostegno mirato, che riguarda solo aspetti strettamente necessari. Perché l’intervento delle Autorità di protezione si basa appunto sul principio di proporzionalità e sussidiarietà.

Le prossime tappe della riforma

Con l’approvazione parlamentare del gennaio 2026, la riforma entra ora in una fase operativa. Il passo successivo sarà la progressiva implementazione delle nuove Preture di protezione. Il progetto approvato dal Gran Consiglio prevede un assetto articolato su quattro Preture di protezione, con sezioni territoriali che garantiranno la prossimità ai cittadini. L’attuazione della riforma coinvolgerà diversi attori: il Consiglio di Stato, con il Dipartimento delle istituzioni e la Divisione della giustizia (responsabile della messa in opera) e anche i Comuni, direttamente coinvolti nel trasferimento delle competenze e del personale oggi attivo nelle ARP. Un progetto importante, pioneristico a livello svizzero e dalla portata storica. 

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