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N1 - 2025

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SwissSkills 2025: il talento ticinese brilla a Berna

Tra medaglie d’oro e sfide linguistiche, i giovani apprendisti ticinesi raccontano l’esperienza unica di una competizione nazionale

Autori: Redazione SIC
Autori foto: Redazione SIC
Data: 20 ottobre 2025

Costruire una rotonda, gestire la manutenzione di apparecchi medici per la diagnostica, creare e cucire nuovi capi di abbigliamento, posare binari per i treni. Queste sono solo alcune delle prove affrontate dalla compagine ticinese agli SwissSkills 2025 di Berna, una competizione nazionale dove apprendisti di 92 professioni diverse si cimentano in sfide legate al proprio lavoro quotidiano.

I 45 partecipanti ticinesi si sono contesi il podio in ben 27 professioni diverse con altri partecipanti provenienti da tutte le parti della Confederazione. I nostri giovani apprendisti si sono particolarmente distinti portando a casa 11 medaglie, tra cui tre d’oro, sei d’argento e due di bronzo.

Per comprendere l’importanza di questa manifestazione abbiamo intervistato Olesja Capelli (medaglia d’oro come tecnologa per dispositivi), Predrag Petrovic (medaglia d’argento come tecnologo per dispositivi medici) e il duo di costruttori stradali composto da Gianluca Cortese e Tony Cignola, che ha vinto la medaglia d’argento. Abbiamo avuto l'occasione di incontrare e parlare con loro in occasione della giornata di porte aperte dell'Amministrazione cantonale, svoltasi a Palazzo delle Orsoline sabato 10 ottobre 2025.

In ambito professionale, molto spesso il lavoro di squadra è fondamentale. Chiediamo quindi ai costruttori stradali com’è stato per loro vincere l’argento.

«Io sinceramente non me lo aspettavo proprio» dice Tony. «Stare sul palco con tutta quella gente che ci guardava, metteva un po' di soggezione.»

«Lui è sempre stato pessimista» replica Gianluca, sorridendo e indicando il compagno di squadra. «Quando abbiamo iniziato diceva che saremmo arrivati ultimi. Invece, io ero convinto dall'inizio che ci saremmo classificati terzi o quarti. Alla fine siamo arrivati secondi ed è stata una bella sorpresa.»

Siete colleghi anche sul lavoro?

«No, abbiamo svolto l’apprendistato in due ditte diverse» risponde Gianluca. «Durante i tre anni di apprendistato abbiamo fatto insieme solo i corsi a Gordola.»

Che prove avete svolto durante la competizione?

«Abbiamo dovuto fare una rotonda,» riprende Gianluca, «che era suddivisa in sei spicchi: uno per ognuna delle sei squadre in gara. Questa e le altre prove si sono svolte sull’arco quattro giorni.»

«Praticamente la sfida consisteva nel creare quella rotonda, cioè: sistemare i cordoni, tracciare, fare i sagomati e posare l’asfalto» continua Tony. «Ci siamo trovati anche a lavorare con gli altri, visto che un’altra delle prove era la costruzione del parcheggio.»

«Il problema è stato proprio quello: interagire con gli altri» aggiunge Gianluca. «Noi non parliamo tedesco e gli altri non parlavano italiano. Questo è stato uno degli ostacoli principali per noi.»

«Nel nostro lavoro un’altra delle difficoltà è la pioggia» dice Tony. «Quando piove non si può fare molto e non puoi rendere come quando il tempo è buono. Certi lavori non possono poi proprio essere fatti e quello rallenta i lavori.»

«Comunque se piove la maggior parte delle volte non ti fanno lavorare» precisa Gianluca. «Si rimane a casa e basta. Il problema vero è il caldo, si rimane a casa solo nelle giornate di canicola. Quando la temperatura si alza si lavora più presto: iniziamo alle cinque del mattino oppure lavoriamo alla sera.»

Nel quotidiano, in cosa consiste il lavoro di un costruttore stradale?

«In realtà sul cantiere ognuno ha una cosa differente. Ci occupiamo di costruzione, asfalto, facciamo tracciamenti e altro» risponde Tony. «Usiamo anche macchinari, ogni tanto manovro l’escavatore o il rullo.»

Cosa vi ha permesso di distinguervi dagli altri apprendisti e, quindi, di arrivare a vincere l’argento?

«Magari un po’ di esperienza in più» dice Gianluca. «Perché gli altri erano ancora apprendisti. Forse, ha pesato anche il nostro modo di lavorare che è un po’ differente rispetto a quello degli altri.»

Quanto è importante il lavoro di squadra e quanto è stato importante durante la competizione?

«Questo lavoro si fa per forza in squadra, da soli è impossibile. Noi ci capiamo» risponde Tony scambiando uno sguardo d’intesa con Gianluca. «Dai corsi a Gordola lavoriamo spesso insieme e quindi ci capiamo. Ogni tanto abbiamo opinioni diverse, ma troviamo sempre un’intesa. Ci siamo sempre trovati bene a lavorare insieme.»

Un duo affiatato che è riuscito a conquistare un podio importante. Ma ora, sentiamo dei professionisti che lavorano individualmente e che hanno occupato i primi due posti del podio tra i tecnologi per dispositivi medici.

«Riuscire ad arrivare al primo posto è stata una grande vittoria e soprattutto una grande esperienza» racconta Olesja, vincitrice della medaglia d’oro.

«Per me vincere la medaglia d'argento è stato un grandissimo traguardo» risponde Predrag con la medaglia al collo. «Mi ha riempito di gioia ed emozioni riuscire ad arrivare sul podio, perché questa è una competizione nazionale - non è qualcosa di comune, perciò è una grandissima soddisfazione e una grande fonte di orgoglio e fierezza.»

«La competizione per noi è durata due giorni» continua Predrag. «Siamo arrivati a Berna venerdì e abbiamo subito affrontato la prima prova eliminatoria, eravamo circa una ventina.»

«In finale, invece, siamo arrivati in sei» dice Olesja. «Noi due più altri quattro apprendisti.»

«È molto bello vedere due ticinesi che hanno partecipato e raggiunto un posto sul podio» racconta Predrag. «Abbiamo occupato due posti su tre e questo dimostra che anche i ticinesi sono bravi e non scherzano.»

Quali sono le prove che avete dovuto affrontare come tecnologi di dispositivi medici?

«Abbiamo affrontato delle parti pratiche e anche una parte teorica» risponde Olesja. «È stato simile all'esame pratico di fine apprendistato, c'erano anche dei trabocchetti da evitare. Abbiamo svolto prove pratiche come: preparare buste, controllare, disinfettare e pulire dispositivi medici, valutare e documentare il lavoro svolto. Per quanto riguarda la teoria, ci hanno testati sulle nostre conoscenze generali sui tre anni d'apprendistato. Durante la competizione lavoravamo singolarmente e non abbiamo praticamente parlato tra di noi.»

«All’inizio ero un po' agitato, principalmente perché dovevo ancora ambientarmi» racconta Predrag. «Poi mi sono sentito più tranquillo, anche se c'erano diverse persone a guardarci. Le prove erano incentrate su quello che facciamo quotidianamente al lavoro.»

Qual è stata la prova più difficile che avete affrontato e quali sono stati le sfide più grandi durante la competizione?

«Abbiamo fatto tre prove in tutto e per me è stata più complessa la seconda» racconta Olesja. «Hanno fatto domande che non mi aspettavo e anche sul lato pratico mi hanno presa un po’ alla sprovvista. Inoltre, c’era un esaminatore che parlava in italiano ma l'altro non lo parlava tanto bene. Quindi, era un po' difficile farsi capire perché magari si perdeva nel discorso, non capiva bene tutto ed era necessario ripetere. È stato anche difficile mantenere la calma; c’erano tante persone che guardavano, l'ansia cresceva ed era importante concentrarsi sul proprio lavoro senza farsi distrarre dagli altri.»

«Per me la prova più difficile è stata la prima, quella della fase eliminatoria» risponde Predrag. «Oltre a dovermi ancora ambientare, c'erano molte più cose da fare e la durata era più lunga. È stato difficile tenere il passo con il tempo e quando avevo delle domande da fare non era sempre facile farsi capire da chi parlava tedesco o francese, dato che di italofoni c'erano molto pochi.»

Siete riusciti a conquistare i primi due posti sul podio della vostra professione; cosa credete che vi abbia permesso di distinguervi?

«Secondo me buona parte del merito è legata al nostro lavoro, dove abbiamo delle regole che seguono perfettamente ciò che dice la scuola» dice Predrag. «Non che gli altri non le seguano, ma spesso lavoriamo tutti in modo un pochino diverso, ogni posto ha le sue procedure. Io e Olesja invece siamo stati colleghi e abbiamo prestato molta attenzione ai dettagli e al tempo necessario per svolgere ogni compito.»

«Adesso non lavoriamo più insieme» continua Olesja. «Conclusi i tre anni di apprendistato, stiamo frequentando l’ultimo anno (quello di maturità) e siamo stati inseriti in classi diverse. Abbiamo terminato l’apprendistato e poi siamo andati a SwissSkills, dopo due mesi che non lavoravamo più e ci siamo buttati nella competizione, il che è stato un po’ sconvolgente.»

L’edizione di SwissSkills 2025 è stata piena di emozioni e successi per il Ticino, ma soprattutto di conquiste e vittorie personali per gli apprendisti che vi hanno partecipato.

Dopo questa importante esperienza si guarda al futuro: Predrag punta al Bachelor in cure infermieristiche della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) per diventare infermiere di sala operatoria, Olesja sta ancora valutando i prossimi passi da fare mentre Gianluca e Tony ritornano in ditta con un grande traguardo e un’esperienza importante, così come tutti i giovani e le giovani apprendiste e apprendisti ticinesi che hanno partecipato alle competizioni.

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