In Ticino, l’esercito svizzero è una presenza più vicina e concreta di quanto spesso si possa pensare. Non si tratta di una struttura federale lontana, ma di una comunità di professionisti, militi, specialisti e tecnici che, ogni giorno, contribuisce alla sicurezza, alla protezione e allo sviluppo del territorio.
Le cifre e gli impatti dell’esercito in Ticino sono stati presentati il 12 novembre 2025 in una conferenza stampa promossa dal Dipartimento delle istituzioni. Questo a conferma della forte collaborazione tra esercito e Cantone, in particolare con la Sezione del militare e della protezione della popolazione, e i benefici che ne derivano per il nostro territorio.
Una realtà fatta di persone
849 collaboratori e collaboratrici ticinesi lavorano per l’esercito svizzero. Metà opera stabilmente in Ticino, in una rete di funzioni che spazia dall’istruzione alle attività logistiche e dalla gestione delle infrastrutture alla preparazione operativa.
Nel Cantone è forte la presenza di personale italofono: 427 collaboratori, equamente distribuiti tra professionisti militari e personale civile, operano in ruoli tecnici, amministrativi e operativi. Una componente rilevante per garantire la piena rappresentanza linguistica all’interno dell’amministrazione federale. Gli altri 422 collaboratori dell’esercito residenti in Ticino lavorano in un altro Cantone.
Accanto ai professionisti c’è la truppa: 5’382 militi ticinesi, di cui 109 donne, incorporati in numerose unità. Circa la metà presta servizio in tre formazioni a forte identità italofona: salvataggio, fanteria di montagna e artiglieria. Queste funzioni sono particolarmente attive nei compiti di difesa, protezione della popolazione e intervento in caso di catastrofe.
Giovani, formazione e nuove sfide
Il percorso dei giovani ticinesi nell’esercito riflette alcune peculiarità del territorio. La forte presenza di studenti porta a un numero elevato di richieste di differimento dei corsi di ripetizione. Inoltre, negli ultimi anni è cresciuto il passaggio dal servizio militare al servizio civile. Entrambi i dati risultano al di sopra della media svizzera.
Questo fenomeno porta a interrogarsi sulle motivazioni, sulla percezione della sicurezza e sulla concorrenza di un’alternativa percepita come logisticamente più semplice. Quindi, diviene centrale la valorizzazione dell’utilità sociale del servizio militare, non solo per i ruoli di carriera ma anche per chi svolge il proprio compito di cittadino soldato.
In questo contesto si inserisce anche l’estensione delle giornate informative obbligatorie alle giovani donne, un passo che rafforza la cultura della sicurezza come responsabilità condivisa.
Aiutare, proteggere, difendere
L’esercito è sempre presente in Ticino - e non solo nei momenti straordinari. La sua presenza è tangibile attraverso le attività costanti a sostegno del territorio. Nei casi di emergenza – come eventi naturali, perturbazioni meteorologiche estreme o blackout delle comunicazioni – il Cantone può contare su forze, mezzi e specialisti addestrati a intervenire rapidamente. Gli interventi svolti negli ultimi anni in diverse regioni alpine hanno evidenziato la capacità di operare in modo modulare: prima come aiuto in caso di catastrofe, poi come sostegno alle autorità civili.
Oltre alle emergenze, un impegno meno visibile ma significativo riguarda il supporto a manifestazioni di rilevanza nazionale e internazionale. Questi eventi coinvolgono ogni anno numerosi militi dei corsi di ripetizione e delle ferme continuate, in particolare della scuola sanitaria di Airolo. Sul fronte della protezione, il Ticino è inoltre parte di un sistema nazionale che tutela le infrastrutture critiche – civili e militari – attraverso analisi, pianificazione e preparazione operativa.
Un impatto economico tangibile
La presenza militare sul territorio genera indotti economici diretti. Negli ultimi due anni si contano quasi 140’000 pernottamenti della truppa durante corsi di ripetizione e scuole reclute, con un impatto stimato in circa 8 milioni di franchi a favore di comuni, aziende e privati.
A ciò si aggiungono gli investimenti federali, che dal 2015 al 2035 raggiungeranno complessivamente circa 350 milioni di franchi, il 75% dei quali è diretto a pianificatori e imprese ticinesi.
Infrastrutture e sostenibilità: il Ticino che cresce
Negli ultimi anni il Cantone ha visto realizzare opere significative, come il Centro logistico del Monte Ceneri che è divenuto un punto di riferimento a livello nazionale. Un’altra struttura rilevante è la sala polivalente Minergie Plus-Eco di Isone. Un edificio sostenibile che non è unicamente adibito all’utilizzo da parte dell’esercito, ma è sfruttato anche dalle scuole locali.
Per quel che riguarda il futuro sono in corso (o in avvio) numerosi progetti strategici:
- il nuovo centro medico del Monte Ceneri, che raggrupperà i servizi sanitari militari della regione;
- il polo logistico Ticino Nord ad Ambrì e Claro;
- il risanamento delle caserme storiche del Monte Ceneri, oggi edifici protetti;
- gli studi di ammodernamento della piazza d’armi di Airolo, la più grande dell’arco alpino.
In ognuno di questi progetti è fondamentale la collaborazione tra Cantone e Confederazione, come nel caso dell’aerodromo di Lodrino, oggi polo di sviluppo aeronautico civile, o dello scambio di terreni che consentirà il futuro ampliamento del comparto sanitario cantonale.
Tre fulcri per il futuro della presenza militare
La strategia cantonale mira a consolidare la presenza dell’esercito attorno a tre poli principali:
- il Monte Ceneri, cuore operativo e logistico;
- il Piano di Magadino, con l’aeroporto militare di Locarno e i centri di istruzione per le forze aeree;
- Airolo, riferimento alpino per le scuole reclute e gli impieghi in montagna.
Questi tre assi garantiscono stabilità, continuità e un equilibrio territoriale che è fortemente riconosciuto a livello federale.
La sicurezza come bene comune
La dimensione della sicurezza non è sempre visibile. Spesso ci si accorge della sua importanza in casi di emergenza o quando viene meno. Per questo, la presenza dell’esercito sul territorio ticinese rappresenta un valore che va oltre il singolo intervento o il singolo progetto: è parte di un ecosistema che contribuisce a rendere il Cantone più resiliente, preparato e consapevole. Questo, in particolare, ricorda che sicurezza, protezione e aiuto sono beni condivisi e costruiti giorno dopo giorno da chi ha scelto di servire la comunità.
Per saperne di più
La registrazione della conferenza stampa è disponibile sul canale ufficiale della Repubblica e Cantone Ticino.
La presentazione mostrata è disponibile qui.
