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Alcides Edgardo Ghiggia (1926-2015)

discendente dei Ghiggia di Sonvico

Segnò nella finale dei Mondiali di calcio del 1950 e portò l'Uruguay (formazione che vedeva in porta un altro giocatore di origini ticinesi, Roque Gastón Máspoli) alla conquista dell'ambita Coppa Rimet. Questo il gesto sportivo più celebre di Alcides Edgardo Ghiggia, nato a Montevideo il 22 dicembre 1926 ma discendente di una famiglia di Sonvico. Fisicamente minuto (169 centimetri d'altezza per 62 chili di peso) si fece largo nel mondo del calcio come ala ed esordì nella Prima divisione uruguayana nel 1946. Nel 1949 e nel 1951, invece, vinse due campionati nazionali tra le fila del Peñarol. Furono solo dodici le presenze in nazionale, ma gli bastarono per regalare alla Celeste la seconda Coppa del Mondo della sua storia. Nella celebre finale di Rio de Janeiro l'Uruguay fu infatti capace di reagire allo svantaggio di una rete a zero contro i padroni di casa del Brasile e di ribaltare la situazione grazie all'assist e alla rete provenienti dai suoi piedi. Nel 1953 si traferì alla Roma e qui rimase sino al 1961, ma già nel 1957 fu naturalizzato italiano e disputò alcune partite con gli Azzurri, fatto che ha sempre nascosto ai più le sue radici ticinesi. Lo shock vissuto dalla nazione verdeoro nel 1950 fu superato solo una sessantina di anni dopo, quando i vertici del calcio brasiliano decisero di onorare l'impresa di Ghiggia con una stella sulla Walk of Fame dello stadio Maracanã al fianco di stelle come Pelé, Eusebio e Franz Beckenbauer. Celebre la sua battuta a margine dell'evento, tenutosi il 29 dicembre 2009: "Solo tre persone sono riuscite a zittire i 200 mila spettatori del Maracanã con un solo gesto: Frank Sinatra, papa Giovanni Paolo II e il sottoscritto". Ghiggia è morto nell'estate del 2015.

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