Guido Tedaldi (1909-1990)
di Tenero
Guido Tedaldi, nato nel 1909 a Tenero da padre cremonese, fu un fervente antifascista ticinese. Dopo aver completato gli studi obbligatori, lavorò come scalpellino seguendo le orme del padre. Sin da giovane mostrò interesse per la politica: prima fu membro del gruppo socialista locarnese «Guerra alla Guerra», poi a 19 anni si unì alla gioventù comunista. Agli inizi degli anni Trenta emigrò per lavoro a Basilea dove ritrovò una vecchia compagna di scuola, l’onsernonese Margherita, che sposò nel 1931 e con cui ebbe quattro figlie. Il suo impegno politico antifascista gli causò diversi problemi: prima l’allontanamento forzato da Basilea per partecipazione a proteste e successivamente l’incarcerazione a Cevio per propaganda sovversiva, che culminò in un decreto di espulsione dalla Svizzera, sospeso temporaneamente dal Consiglio di Stato. Nel 1937 decise di arruolarsi nelle Brigate internazionali in Spagna, dove combatté nella guerra civile - assieme a un’ottantina di ticinesi - a fianco del Fronte popolare contro i nazionalisti di Francisco Franco; nella battaglia di Ebro (1938) perse la gamba sinistra a causa di gravi ferite. Dopo un periodo di ricovero negli ospedali catalani e nei campi di internamento in Francia, riuscì con l’aiuto del Partito comunista a trasferirsi in Unione Sovietica per cure e riabilitazione: andare in Italia sotto il regime di Mussolini o in Svizzera – dove l’espulsione era entrata in vigore – era praticamente impossibile. Soltanto nel 1947 riuscì a riavvicinarsi al Ticino e ai familiari trasferendosi a Luino, sul confine italo-svizzero. Successivamente richiese e ottenne dal Governo ticinese la revoca del decreto di espulsione, che gli permise di ricongiungersi con la famiglia a Tenero. Rimpatriato, rilevò il laboratorio del padre e riprese l’attività di scalpellino a Solduno; a livello politico, invece, rimase attivo nel Partito del Lavoro. Guido Tedaldi morì a Locarno nel 1990.
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