Vai al contenuto principale Vai alla ricerca

Adriana Ferrari

A Singapore per vivere un'esperienza arricchente lunga quattro anni

Professione
assistente amministrativa di una fiduciaria

Anno di nascita
1979

Comune d'origine
Mesocco (Grigioni)

Attuale residenza
Vezia

Ha soggiornato fuori Cantone dal
2012 al 2016

Dove
Singapore

Quando hai lasciato il canton Ticino e per quali motivi?
«Ho lasciato il Ticino ad agosto 2012 per seguire il mio compagno, spostatosi a Singapore per motivi lavorativi; in seguito ho trovato anch'io lavoro in città

Se dovessi riassumere in poche parole, cosa ti ha dato questa nuova realtà che la Svizzera italiana non ti poteva dare?
«Sicuramente mi ha aperto la mente e il modo di pensare. Inoltre ho conosciuto una realtà che per molti aspetti è diversa dalla nostra, ma alla fine ho notato che in fondo la gente è uguale in ogni parte del mondo
 
Quali invece gli aspetti negativi legati al trasferimento?
«La burocrazia, sia svizzera che singaporese. E il clima
 
Avevi mantenuto dei legami con il Ticino? Avevi conosciuto altri svizzero-italiani in zona?
«Ho mantenuto i legami con gli amici più intimi e con la famiglia. Per quanto riguarda la seconda domanda sì, ho conosciuto molti svizzero-italiani a Singapore, e con molti di loro ho instaurato degli ottimi rapporti. Li sento infatti ancora regolarmente
 
Quando gli amici o i colleghi ti chiedevano da dove vieni, cosa rispondevi? Come riuscivi a descrivere il Ticino?
«Rispondevo che venivo dalla parte sud della Svizzera, a pochi chilometri da Milano. Laggiù sono abbastanza fanatici della moda e quindi Milano è molto conosciuta, ma anche la Svizzera lo è. E nel settore dove lavoro (vale a dire quello finanziario) conoscono molto bene anche Lugano. Descrivere il Ticino è stato facile, gli dicevo di immaginare tante montagne piene di alberi verdi e di neve in inverno, di come la gente è molto simile dovunque
 
Quali sono le peculiarità caratteriali o gli oggetti legati alla "ticinesità" che avevi mantenuto, nonostante l'esperienza all'estero?
«Caratterialmente sono sempre me stessa, dovunque sono. Per quanto riguarda gli oggetti, parlerei più che altro del cibo. Anche se a Singapore c'è una varietà ampissima di cucina internazionale, ero comunque a 10mila chilometri di distanza da casa e il preparare un buon piatto di pasta, piuttosto che una raclette, mi faceva sentire più vicina a casa
 
Quali sono le tre cose che ti mancavano più del nostro cantone?
«La neve, le quattro stagioni e l'affetto dei miei cari.»

Come mai hai deciso di tornare e per quale motivo?
«Sono tornata perché al mio compagno era scaduto il contratto di lavoro a Singapore, quindi siamo dovuti rientrare in Ticino
 
Nei tuoi anni all'estero hai maturato una nuova visione del Ticino?
«Direi di sì, e non solo del Ticino ma della Svizzera in generale. Ho notato che ticinesi e svizzeri, in patria, tendono ad avere più paura delle loro decisioni e del cambiamento
 
Tornando indietro, rifaresti le stesse scelte? Consiglieresti la tua strada a un altro ticinese?

«Rifarei tutto uguale. Sì, consiglio a tutti di fare un'esperienza simile, in quanto la trovo arricchente da ogni punto di vista
 
Pensi che prima o poi tornerai all'estero, o punti a sistemarti in Ticino? Come mai?
«Non ho in previsione altri viaggi per il momento. Sto formando una famiglia, presto diventerò mamma e vorrei stare un po' tranquilla. Ma chissà, magari in futuro; il mio motto è "mai dire mai!".»

(Intervista raccolta nel marzo 2016 da Mattia Bertoldi)