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Parità di genere nelle Direzioni e nei Consigli di amministrazione degli enti pubblici

Nel 2022 il 17° rapporto Schilling evidenzia che in Svizzera le donne rappresentano il 26% delle persone che siedono nei Consigli di amministrazione delle/dei 100 maggiori datrici/ori di lavoro dei settori pubblico e privato (+3% rispetto al dato del 2021). Anche nell’ambito delle Direzioni la proporzione di donne ha raggiunto una percentuale record con un aumento dal 13% (dato 2021) al 17% (dato 2022). Nelle aziende svizzere la diversità di genere sta dunque progredendo, ma risulta ancora faticoso per le donne superare il “soffitto di cristallo” per accedere alle posizioni dirigenziali.

Attraverso il Messaggio 7839 del 1° luglio 2020 il Consiglio di Stato ha dichiarato il suo impegno nel promuovere la rappresentanza femminile negli enti di nomina governativa attraverso tre misure:

  • incitare i servizi coinvolti nel proporre delle candidature femminili al momento del rinnovo delle cariche inerenti i consigli di amministrazione, di fondazione o i comitati associativi presso gli enti di nomina;
  • favorire, a parità di competenze, le candidature femminili;
  • pubblicare a scadenza annuale le statistiche aggiornate sulla presenza di uomini e donne, in modo da favorire la trasparenza e monitorare gli effetti delle misure di sensibilizzazione.

La tabella sottostante indica l’evoluzione della percentuale di donne nei Consigli di amministrazione degli enti pubblici1 dal 2020.

La tabella sottostante indica l’evoluzione della percentuale di donne nelle Direzioni degli enti pubblici1 dal 2020.


1 Per enti pubblici si intendono: Azienda Cantonale dei Rifiuti (ACR), Azienda elettrica ticinese (AET), Banca dello Stato del Cantone Ticino, Ente ospedaliero cantonale (EOC), Istituto di Previdenza del Cantone Ticino (IPCT), Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e Università della Svizzera italiana (USI).