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La collezione etnografica dello Stato

Il nucleo iniziale della collezione etnografica dello Stato risale a quanto raccolto nel 1954 da un gruppo di persone guidato dallo storico Virgilio Gilardoni per l’allestimento a Locarno della Mostra dell'arte e delle tradizioni popolari nel Ticino. Nel corso degli anni, grazie a donazioni e acquisizioni mirate, è stata ampliata e integrata con ulteriori testimonianze materiali della società rurale, dell’artigianato, dell’archeologia industriale e della vita cittadina.

La collezione dello Stato è parte integrante e complementare del più ampio patrimonio etnografico costituito anche dalle collezioni dei musei regionali ticinesi. Ogni nuova acquisizione segue una linea programmatica e tiene conto di questa complementarietà. Compatibilmente con le esigenze di conservazione, il CDE può concedere in prestito oggetti della collezione a chi ne fa richiesta per esposizioni o eventi.

    La collezione online

    Tutti gli oggetti catalogati così come le immagini del CDE e dei musei della rete etnografica cantonale sono accessibili online.

    I settori

    Collezione tradizionale

    In Ticino l'interesse legato alla vita contadina si manifesta nel secondo dopoguerra in concomitanza con un graduale aumento del benessere. Attenti osservatori, preoccupati di perdere le testimonianze appartenenti alla nostra cultura, iniziano la raccolta di oggetti provenienti dal mondo contadino e artigianale, concentrandosi dapprima solo su manufatti impreziositi da decorazioni raffinate, in seguito anche su arnesi, utensili e oggetti della più comune quotidianità.

    Archeologia industriale

    Questa disciplina, nata in Inghilterra negli anni Cinquanta del Novecento, studia le testimonianze materiali e immateriali utili a comprendere i processi e la storia del settore industriale.

    La collezione accoglie vari oggetti interessanti, tra i quali ad esempio i macchinari e gli utensili di un cappellificio e di un guantificio.

    Terziario

    Questo settore, ancora poco rappresentato, include testimonianze di vario tipo, come per esempio gli strumenti del barbiere, gli oggetti e gli arredi delle farmacie e degli uffici, le insegne dei negozi.

    Vita cittadina

    Negli anni passati l'interesse era posto prevalentemente all'etnografia tradizionale, tralasciando quasi completamente l'ambito cittadino che attualmente viene pure considerato. Sono stati ritirati e catalogati diversi materiali (servizi da tavola, suppellettili, oggetti devozionali, accessori d'abbigliamento) provenienti da alcune famiglie ticinesi benestanti.

    Per arricchire ulteriormente la collezione etnografica dello Stato è d'interesse ritirare tutto quello che serve per documentare la vita cittadina di fine Ottocento fino al 1945 circa: possono essere abiti, biancheria da casa, stoviglie, giochi, suppellettili, mobili, scampoli, lavori ai ferri, foto, cataloghi per acquisti per corrispondenza, ecc.

    Modernariato

    Sono qui compresi oggetti di produzione industriale, realizzati a partire dal secondo dopoguerra, quali la macchina per cucire portatile, il mangano elettrico, i primi apparecchi elettrici per fare i massaggi contro la cellulite, stoviglie in alluminio smaltato, la macchina fotografica polaroid, le lampadine a incandescenza, la chiavetta per aprire alcune scatolette di alimentari, ecc.