Nella dedica a Gregorio XIII, Palestrina pentimento per avere in passato pubblicato opere di carattere profano e che i mottetti che vengono presentati, tutti tratti dal Cantico di Salomone, sono la descrizione del divino amore di Cristo per l’anima, che è la sua sposa. L’apparenza formale dell’opera sembra confermare quanto scritto da Pierluigi, ma solo immergendosi totalmente nella sua realizzazione sonora e nella sua interezza, ci si rende conto che la Cantica palestriniana è un’opera.