Trent’anni dopo la dissoluzione della Jugoslavia, riemergono archivi che rivelano l’eredità perduta del Movimento dei Paesi Non Allineati. Fondata a Belgrado nel 1961 in occasione di una conferenza di 25 nazioni e 17 movimenti di liberazione, questa iniziativa, guidata dal presidente jugoslavo Tito, offriva un’alternativa ai blocchi di superpotenze della Guerra Fredda. Si batteva per la decolonizzazione, il disarmo e l’antirazzismo, eppure rimane assente dalla storia occidentale.