Bronzetti, ceramiche, acrilici, resine e stampe coabitano qui in uno stesso spazio poetico: quasi un piccolo teatro della memoria le cui coordinate però non sono geometriche ma atmosferiche e nel quale l’aria circola libera, e dove nulla sulla scena è definito una volta per tutte. La galleria immaginaria di F. C. è un luogo di emozioni e sentimenti trasversali, dove il passaggio dall’ottico al tattile, dal piano al volume, dal bi- al tridimensionale avviene senza soluzione di continuità.