Queste poesie esplorano ciò che ci rende umani, tra libertà e condanna. Dal mito alla dimensione interspaziale emergono malattia e sofferenza, che aprono a territori dove la ragione sfiora la follia e il vivere si fa più vulnerabile. Il dolore del malato e di chi lo accompagna rivela il limite del linguaggio medico: solo la poesia può dare voce a questa distanza oscura e mutevole. I versi diventano un controcanto all’afasia, per salvare ciò che resta e opporsi all’oblio che avanza.