Nella Lugano della seconda metà degli anni 90 c’era un "ragazzo" che chi frequentava Piazza Dante non poteva non conoscere: era l’amico di tutti e di nessuno. Non era chiaro quanti anni avesse, perché sembravano pochi e molti al contempo, quasi avesse vissuto tante vite o viaggiasse nel tempo. Tutti però sapevano della sua malattia, l’Hiv, che non nascondeva e di cui parlava liberamente.