La mostra, sviluppata dagli studenti dell'EPFL e dell'ETH di Zurigo, presenta dodici casi in diversi luoghi della Svizzera. Sono luoghi discreti, a volte trascurati, che conservano la memoria di comunità e individui minoritari senza rappresentanza istituzionale. Nel loro insieme, propongono una mappatura alternativa del patrimonio svizzero, fondata sulla pluralità sociale e culturale del Paese. Nel 1975, l'Anno europeo del patrimonio culturale adottò lo slogan: “Un futuro per il nostro passato”.