"Un libro dal passo leggero che rifugge da ogni enfasi drammatica, pur essendo caratterizzato, forse, da un più forte e doloroso senso di dispersione della memoria personale e collettiva. È questa lucida consapevolezza che acuisce, qui, la sensibilità del poeta per le tracce che le persone e le cose lasciano nella nostra esistenza: “reliquie, relitti spiaggiati” dai quali la vita, per quanto fuggevole e impalpabile, può a volte riaffiorare con sorprendente intensità" (Quarta di copertina).