Per mezzo secolo due fra i più noti esponenti della diaspora azionista torinese, Carlo Dionisotti e Alessandro Galante Garrone uno a Londra, l'altro a Torino mantengono una ricca corrispondenza, dialogando di storia, di letteratura e soprattutto di politica. Mentre gli interessi di ricerca dei due studiosi si intrecciano in più occasioni, dalle lettere emerge vivissima la presenza di maestri e amici scomparsi come Salvemini, Calamandrei e Casalegno.