Dopo l’accantonamento del progetto di legge urbanistica del 1968, un gruppo di architetti ticinesi animato da una forte tensione etica e coinvolto nelle spinte antiautoritarie e creative di quel periodo, si contrappone, con l’originalità e il valore dei suoi progetti, alle forze politiche dominanti, ai promotori immobiliari e alla mercificazione del territorio e dei centri storici, misurandosi, nel solco della generazione precedente, con i temi e le sfide della contemporaneità.