Lettere a Bernini si svolge interamente in un caldo giorno di agosto del 1667. In scena, nel suo studio di scultore, pittore e architetto, il vecchio Gian Lorenzo Bernini, la massima autorità artistica della Roma barocca, è infuriato con Francesca Bresciani, intagliatrice di lapislazzuli che ha lavorato per lui nella Fabbrica di San Pietro. E, nell'adirarsi con la donna, evoca l’ombra dell'odiato rivale: Francesco Borromini, il geniale architetto ticinese.