Le “piscinine”, che in dialetto meneghino significa “piccoline”, bambine tra i sei e i tredici anni, lavorano sfruttate nell’industria della moda milanese. Eppure trovano la forza di scioperare, fermando per cinque giorni la produzione. La loro protesta suscita scherno e solidarietà, anche da parte di figure come Anna Kuliscioff. A raccontarla sono due piccioni, osservatori disincantati che intrecciano una narrazione ironica e poetica su lavoro, infanzia e coscienza collettiva.