Ho una strana nostalgia, di chi osserva da lontano. Come se stessi camminando nel corridoio del gabinetto delle curiosità della mia infanzia. Una Wunderkammer in cui non si trovano gli animali impagliati, le maschere africane, i pugnali di corno o i feti di gemelli siamesi nei barattoli di cloroformio. Nella mia collezione di stranezze ci sono immagini di santi e martiri, il mazzo di carte coi danari e i bastoni, i rumori e gli odori dei pomeriggi passati in garage a imbottigliare i pomodori.