Due libri, due ferite collettive, un unico interrogativo: cosa resta delle vite travolte dalla storia? Da una parte Per una fetta di mela secca, che riporta alla luce una delle pagine più oscure della Svizzera del Novecento: i collocamenti coercitivi di bambini e ragazzi sottratti alle famiglie, sfruttati, internati, cancellati nei diritti e nell’infanzia. Attraverso la figura di Lidia Scettrini, la memoria privata diventa testimonianza universale.