La mostra affronta il tema dell’autocensura spostando lo sguardo all’interno dell’individuo, a partire da un’immagine tanto semplice quanto destabilizzante: il volto dell’artista che si frantuma in uno specchio. Attraverso una performance documentata, un’installazione scultoreo-luminosa e una composizione sonora costruita a partire da racconti di sogni registrati in dormiveglia, Walter indaga il momento in cui l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi non riesce più a contenerci.