Arte dal XIV al XIX secolo nelle collezioni pubbliche ticinesi
Uno sguardo d’insieme
Dal 22.03.2026 al 23.08.2026A cura di Elio Schenini
La stagione espositiva 2026 della Pinacoteca Züst si apre il 22 marzo con una mostra dedicata alle opere d’arte antica presenti nelle collezioni pubbliche ticinesi per poi proseguire in autunno con una grande retrospettiva dedicata a Giuseppe Antonio Petrini.
Ampliando l’orizzonte oltre i confini preziosi ma ristretti della propria collezione, la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst presenta un’esposizione che riunisce alcune delle opere più significative risalenti al periodo compreso tra il tardo Medioevo e la seconda metà dell’Ottocento conservate nelle raccolte pubbliche ticinesi.
La mostra, in cui le opere della Pinacoteca sono integrate con prestiti provenienti da altre istituzioni, permette di avere uno sguardo d’insieme su di un patrimonio storico-artistico abitualmente dislocato in luoghi diversi e non sempre accessibile al pubblico.
Nel quadro unitario di un allestimento museografico in cui l’ordinamento cronologico si articola attraverso raggruppamenti tematici e di genere, il visitatore ha l’opportunità di ammirare dipinti e sculture conservati, oltre che presso la Pinacoteca Züst, presso il Museo d’arte della Svizzera italiana, l’Archivio di Stato, il Museo di Casa Rusca, il Museo Vela, il Museo d’arte di Mendrisio, il Museo di Villa dei Cedri, il Museo storico etnografico della Valle di Blenio e in alcuni edifici ecclesiastici.
Un centinaio le opere esposte, tra le quali, oltre ad alcuni dei capolavori dei due principali esponenti della pittura seicentesca ticinese, Giovanni Serodine e Pier Francesco Mola, figurano dipinti e sculture di Bernardino Luini, Tommaso Rodari, Domenico Fetti, Joos de Momper, Giuseppe Antonio Petrini, Angelika Kauffmann, Carlo Bossoli, Vincenzo Vela e Antonio Ciseri.
In occasione della mostra, la Pinacoteca ospita inoltre per la prima volta un’importante tela del Maestro della tela jeans ricevuta recentemente in donazione grazie alla generosità della Fondazione Dr. Joseph Scholz, che da anni contribuisce ad arricchire le raccolte dei principali musei svizzeri, tra i quali il Kunsthaus di Zurigo.
Il dipinto Madre mendicante con due bambini si inserisce perfettamente nelle collezioni della Pinacoteca Züst, che già accoglieva un nucleo di notevoli opere del Seicento, tra cui spiccano quelle di mano di Giovanni Serodine.
Il dipinto è una delle prove più significative di questo autore ancora anonimo che negli ultimi anni ha goduto di una crescente attenzione da parte della critica e si inserisce nel filone della “pittura della realtà”, in voga nel Seicento in tutta Europa, che non disdegnava la raffigurazione di personaggi appartenenti alle classi sociali più umili, spesso vestiti di stracci e colti nella loro quotidianità. Il pittore deve il suo nome alla presenza, in molte delle sue opere, di quel tessuto di fustagno blu prodotto a Genova che oggi chiamiamo comunemente blue jeans.
Mediazione culturale
Per le scuole: proposte didattiche
Tutte le mostre
Artisti
Pietro Bernasconi
(Morbio Superiore 1826 - Vacallo 1912)
Francesco Carabelli
(Castel San Pietro 1737 - ??ivi/Milano 1798)
Carlo Innocenzo Carloni
(Scaria d'Intelvi 1686/88 - ivi 1775)
Giovanni Battista Innocenzo Colomba
(Arogno 1717 - Arogno 1801)
Adolfo Feragutti Visconti
(Pura 1850 - Milano 1924)
Ernesto Fontana
(Milano 1837 - Cureglia 1918)
Giuseppe Antonio Orelli
(Locarno 1706 - 1776 circa)
Valeria Pasta Morelli
(Mendrisio 1858 - Milano 1909)
Bernardino Pasta
(Mendrisio 1828 - Milano 1875)
Giuseppe Antonio Petrini
(Carona 1677 - ivi 1759 ca)
Antonio Rinaldi
(Tremona 1816 - ivi 1875)
Giovanni Battista Ronchelli
(Castello Cabiaglio 1715 - ivi 1788)
Luigi Rossi
(Lugano 1853 - Biolda di Tesserete 1923)
Giovanni Serodine
(Ascona/Roma 1594/1600 - Roma 1630)




