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Misura 5: Introduzione del/della Consulente psicologico/a

Azione

Azione di prevenzione primaria (sensibilizzazione).
Azione di prevenzione secondaria (consulenza individuale, attività in rete con altri professionisti).
Azione di prevenzione terziaria (consulenza individuale, attività in rete con altri professionisti).

Promotore

Gruppo di lavoro - Supporto (GL-SUP).

Obiettivo

Introdurre la figura del/della "Consulente psicologico/a" per sostenere e accompagnare i/le docenti in difficoltà attraverso una consulenza personalizzata.
Il/la "Consulente psicologico/a" lavora inoltre in rete con gli altri professionisti e specialisti per prevenire l'aggravamento della problematica e per ridurre i danni.

Descrizione-contesto

Il gruppo di lavoro “Supporto” ha analizzato l’offerta attuale nell’ambito del sostegno ai docenti che sperimentano una situazione di disagio sul posto di lavoro. L’analisi ha evidenziato l’esistenza di diversi servizi e figure professionali che già rispondono, a vario titolo e in misura diversa, a questa necessità. In alcuni casi ciò avviene direttamente in altri in maniera indiretta, ponendo l’accento su aspetti che si riverberano successivamente in maniera positiva sul benessere del docente (es. gruppi di sostegno per alunni con situazioni difficili).
Si tratta in taluni casi di risorse interne all’Amministrazione cantonale e al mondo scolastico (medico del personale, Gruppo stop molestie, docenti mediatori, gruppo di sostegno, …) in altri di risorse esterne (Laboratorio di psicopatologia del lavoro, Servizi psico-sociali regionali, medico di famiglia, …). Per quanto concerne il medico di famiglia, egli è in linea di massima la prima persona ad essere contattata in caso di malessere psico-fisico. Da rilevare che a volte la persona non è neppure consapevole che la propria condizione fisica di disagio sia reattiva ad un problema riconducibile all’ambito lavorativo. Il medico di base costituisce quindi un’importante figura di riferimento e un’antenna sensibile ai fini della segnalazione del problema presso ad es. il servizio medico del personale. Tuttavia nella maggior parte dei casi quando la persona giunge a prendere contatto con il medico di base, o con un servizio socio-psichiatrico è perché il disagio ha raggiunto un certo livello di gravità che solitamente inizia ad interferire in maniera significativa con il funzionamento sociale e lavorativo. E’ frequente che coloro i quali vivono una situazione di difficoltà tendano a posticipare la presa di contatto con un servizio di cura fino a che il disagio non ha raggiunto una certa soglia che talvolta corrisponde all’inabilità lavorativa o ad un deterioramento importante delle dinamiche con scarse possibilità di risoluzione. In gioco vi sono fattori quali la vergogna nell’esporsi e mostrare la propria vulnerabilità, il pensiero di farcela da soli, la tendenza a minimizzare il proprio vissuto e a non ritenerlo sufficientemente grave per segnalarsi ad un servizio specialistico.
I servizi citati possiedono ciascuno la propria specificità e rispondono a diversi aspetti del disagio e a diversi livelli di gravità. Vi sono tuttavia situazioni che non sempre coincidono con il pubblico di riferimento di questi servizi sia per specificità dell’offerta, per il tipo di problematica trattata, per limiti circa la conoscenza e possibilità concreta di intervento all’interno dell’Amministrazione.
L’analisi delle risorse interne all’Amministrazione ha evidenziato che è assente una figura professionale specifica che possa fungere da supporto, collegamento e da antenna in grado di accogliere precocemente il docente che sperimenta segnali di malessere.

Proposta

Si propone di introdurre nell’Amministrazione cantonale la nuova figura del/della “Consulente psicologico/a”. Il vantaggio oltre alla possibilità di rispondere in maniera tempestiva ai primi indicatori di malessere prevenendo l’insorgere di problematiche più gravi al fine di mantenere l’abilità lavorativa della persona, risiede nella sua collocazione “interna all’amministrazione” che fa sì che essa sia vissuta in maniera meno “medica”, e possa essere al contrario considerata come una consulenza mirata specificatamente alla propria situazione professionale. Inoltre una figura interna all’amministrazione avrebbe l’indubbio valore aggiunto di conoscere la realtà aziendale e dell’organizzazione scolastica, la prassi e le dinamiche che in essa si creano, oltre che avere una visione concreta dei passi che è possibile e verosimile intraprendere di fronte ad una situazione di 28 disagio più o meno grave.

Modalità di intervento e compiti del/della “Consulente psicologico/a”

  • svolgere colloqui di sostegno/coaching psicologico a collaboratori e collaboratrici, docenti che lo richiedono spontaneamente, che si trovano in una situazione difficile e/o conflittuale e sperimentano una condizione di malessere sul posto di lavoro;
  • collaborare con il servizio medico del personale nella reintegrazione lavorativa di docenti assenti per malattia di lunga durata;
  • effettuare colloqui di consulenza/coaching psicologico su segnalazione del servizio medico del personale a docenti senza inabilità lavorativa ma che necessitano di supporto nella gestione di una situazione difficile;
  • collaborazione con i funzionari dirigenti e consulenza per la gestione di casi difficili;
  • collaborare con il servizio medico del personale su temi della salute del personale docente;
  • organizzare la formazione del personale docente su temi ad hoc legati principalmente al benessere lavorativo e alla prevenzione del disagio;
  • eventuali progetti in sinergia con Gruppo stop molestie, mediatori, consulente di pratica professionale, …;
  • riferimento interno per i servizi sul territorio (Laboratorio, SPS, …);
  • analisi/inquadramento della problematica ed eventualmente segnalazione presso il servizio più indicato per il tipo di disagio presentato;
  • offrire la propria consulenza alla direzione nell’ambito di temi particolari nella gestione delle risorse umane.

Come si evince dalla lista dei compiti sopra esposta gli stessi consentono di rispondere a necessità che si situano ai vari livelli della prevenzione. In virtù degli ambiti di intervento individuati diventa particolarmente importante che la figura del consulente psicologico si profili come un punto di riferimento per le situazioni di disagio ed offra sostegno neutrale e di fiducia. Egli deve garantire il segreto professionale e ogni intervento (soprattutto nei casi che si sono auto-segnalati) deve essere discusso e concordato insieme alla persona stessa. In nessun caso egli svolge funzione di segnalazione e/o controllo. Il mancato rispetto di questi punti fondamentali rischia di minare il rapporto di fiducia con le persone e portare al fallimento del progetto.

Progetto pilota

Il Gruppo di lavoro “Supporto” propone di realizzare un progetto pilota sull’arco di tre anni, introducendo la figura del/della Consulente psicologico/a a disposizione di tutti i docenti cantonali e comunali del Canton Ticino. Il periodo sperimentale consentirà anche alla nuova figura di meglio comprendere i bisogni degli insegnanti. Si prevede una persona a metà tempo. Al temine di questo periodo seguirà una valutazione finale rispetto.

Impatto finanziario

Salario per il/la consulente e altri aspetti da valutare.