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Come accedere ai casi di rigore

La Confederazione ha sviluppato lo strumento dei casi di rigore per sostenere le imprese attive nei settori più colpiti della pandemia, demandandone l’attuazione e il co-finanziamento ai Cantoni. 

Il termine per l’inoltro delle richieste è scaduto il 31 agosto 2021, pertanto non è più possibile sottoporre nuove richieste.

Ultimi aggiornamenti

23.06.2021
Nessuna deduzione dell’imposta precedente per i casi di rigore
L’amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha fornito indicazioni chiare in merito ai contributi
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14.05.2021
Percentuali aggiuntive per la ristorazione e bar senza chiusura stagionale, discoteche e sale da ballo
Il Consiglio di Stato ha previsto la possibilità, per la ristorazione e bar senza chiusura stagionale
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Imprese con una cifra d’affari inferiore a CHF 5 milioni

Lo strumento dei casi di rigore si rivolge alle imprese individuali, alle società di persone o alle persone giuridiche con sede in Ticino (in seguito denominate imprese), costituite prima del 1° marzo 2020, con una cifra d’affari annuale minima di CHF 50'000 e che rispettano i criteri per essere considerate caso di rigore. Cambiamenti di proprietà, modifiche della forma giuridica o fusioni avvenute dopo il 1° marzo 2020 non escludono l’accesso ai casi di rigore.


Il programma “casi di rigore” è stato attivato per sostenere le imprese nella copertura dei costi fissi (tra cui rientrano ad esempio gli affitti, i leasing e gli oneri finanziari). Esso si aggiunge alle indennità per lavoro ridotto e alle indennità per perdita di guadagno Corona, che permettono di coprire parte dei costi del personale.


Le imprese chiuse per ordine dell’autorità per più di 40 giorni a partire dal 1° novembre 2020 sono considerate automaticamente come casi di rigore, senza dover dimostrare una perdita della cifra d’affari. In questo caso si parla di casi di rigore “agevolati”.


Le imprese attive nei settori particolarmente colpiti dalla pandemia (così come definiti nel decreto esecutivo) e che hanno subito un calo della cifra d’affari annua, in un periodo di 12 mesi consecutivi compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2021, di almeno il 40% rispetto alla cifra d'affari media annua del periodo 2018-2019 sono invece considerate casi di rigore “ordinari”.

Le imprese possono beneficiare, a scelta, di un contributo a fondo perso o di una fideiussione. I contributi coprono, oltre alle limitazioni in essere, anche eventuali estensioni oltre la fine di febbraio 2021. 

 

In questa sezione sono illustrate le condizioni per essere un caso di rigore. Le tipologie di caso di rigore definite dall’ordinanza federale sono il caso di rigore agevolato e il caso di rigore ordinario. 

Sono considerate casi di rigore agevolati le imprese con una cifra d’affari inferiore a CHF 5 milioni che sono state obbligate a chiudere completamente la loro attività, per ordine dell’autorità federale o cantonale per almeno 40 giorni a partire dal 1° novembre 2020.
Non sono considerate casi di rigore agevolati le imprese che:

  • Nel periodo di chiusura ordinata sono state in grado di coprire i costi fissi con i ricavi provenienti segnatamente da forme alternative di vendita o da altri ricavi, al netto dei costi variabili effettivi;
  • Nel periodo precedente al mese di marzo del 2020 generavano la parte preponderante della cifra d'affari (oltre il 66%) con il commercio online;
  • Hanno un'attività stagionale, il cui usuale periodo di chiusura si sovrappone con quello ordinato dalle autorità;
  • Hanno deciso la chiusura di propria volontà e non su ordine dell’autorità o hanno dovuto chiudere per motivi indipendenti dalle decisioni delle autorità per contenere la pandemia (ad esempio per cessazione temporanea dell'attività o per eseguire una ristrutturazione programmata).

Attività accessorie di servizi di asporto e di ritiro/consegna su comanda così come ammesse dalle autorità non pregiudicano l’accesso ai casi di rigore.

Sono considerate “chiuse” per ordine delle autorità anche quelle imprese la cui attività principale, che rappresenta almeno l’80% della cifra d’affari totale,  è oggetto di chiusura per ordine dell’autorità. Le attività marginali che sono complementari a quella oggetto di chiusura  non devono quindi raggiungere il 20% della cifra d’affari complessiva. A titolo di esempio: un ristorante che genera l’85% della cifra d’affari nell’attività di ristorazione e il restante 15% nell’affitto di alcune stanze (servizio di albergheria) adiacenti al ristorante è considerata attività chiusa e può quindi accedere ai casi di rigore in procedura agevolata.

Sono considerate casi di rigore ordinari le imprese con una cifra d’affari inferiore a CHF 5 milioni attive in determinati settori che hanno subito un calo della cifra d'affari del 40% in 12 mesi consecutivi tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2021 rispetto alla cifra d'affari media 2018-2019, nello specifico:  

  • Le imprese direttamente attive nei seguenti settori, se generano almeno il 66% della loro cifra d’affari nel settore indicato:
    • Eventi, manifestazioni e intrattenimento;
    • Agenzie viaggi, trasporti terrestri non regolari;
    • Servizi di alloggio, limitatamente al turismo degli affari e alle strutture senza servizi di ristorazione;
    • Organizzazione di convegni e fiere (in questa categoria rientrano anche gli organizzatori di eventi e manifestazioni);
    • Lavanderie.
  • I fornitori di imprese con sede in Svizzera direttamente attive nei settori elencati, a condizione di generare almeno il 66% della loro cifra d’affari nei settori elencati;
  • I fornitori di imprese chiuse per ordine dell’autorità federale o cantonale, a condizione di generare almeno il 66% della loro cifra d’affari nei settori chiusi per ordine dell’autorità.
  • Le imprese che hanno settori d’attività, chiaramente delimitati mediante una contabilità per settore, chiusi per ordine delle autorità a partire dal 1° novembre 2020 per almeno 40 giorni.
    La richiesta può essere inoltrata limitatamente al settore chiuso. La perdita della cifra d’affari è riferita al solo settore chiuso, mentre per la mancata copertura dei costi fissi vanno tenuti in considerazione i ricavi dell’intera impresa.

Per potere essere considerata come caso di rigore ordinario, l’impresa deve aver adottato, a partire dal 15 marzo 2020, i provvedimenti necessari alla protezione della propria liquidità e della propria base di capitale. Tra questi rientrano, a titolo esemplificativo, l’aver richiesto le indennità per lavoro ridotto (ILR) e per perdita di guadagno Corona, l’aver rinunciato alla distribuzione di dividendi o alla restituzione di mutui agli azionisti, oppure ancora l’aver apportato nuovi capitali.

La procedura per i casi di rigore ordinari prevede, dopo aver completato con esito positivo la fase di autocertificazione (possibile a partire da giovedì 4 febbraio), il coinvolgimento di un'impresa di revisione abilitata ASR (Autorità federale di sorveglianza dei revisori). Qualora fosse necessario ricercare un’impresa di revisione abilitata ASR a questo link è possibile trovare le necessarie informazioni.
 

Le imprese con una cifra d’affari superiore a CHF 5 milioni devono rispettare norme vincolanti a livello nazionale per tali contributi, specificate nell’ordinanza federale (in particolare artt. 8a-8f). Le imprese con una cifra d’affari superiore a CHF 5 milioni che rispettano i requisiti dovranno rivolgersi a un’impresa di revisione ASR, le quali riceveranno a breve le necessarie istruzioni.

È attualmente in elaborazione una modifica del Decreto esecutivo cantonale per permettere di implementare al più presto la nuova procedura.

L’impresa deve inoltre rispettare le seguenti condizioni:

  • Sede principale in Ticino;
  • Iscrizione a registro di commercio o costituzione prima del 1.3.2020;
  • Cifra d’affari minima CHF 50'000;
  • Costi salariali sostenuti prevalentemente in Svizzera;
  • Capitale proprio complessivo non detenuto per oltre il 10% dalla Confederazione, dai Cantoni o dai Comuni con più di 12'000 abitanti;
  • Non può beneficiare di aiuti finanziari settoriali COVID-19 da parte della Confederazione negli ambiti della cultura, dello sport, dei trasporti pubblici o dei media; 
  • Non è oggetto, al momento dell’inoltro della richiesta, di una procedura di fallimento né di una procedura di liquidazione; 
  • Il 15 marzo 2020 non era oggetto di una procedura esecutiva concernente i contributi alle assicurazioni sociali, a meno che al momento dell’inoltro della richiesta vi fosse un piano dei pagamenti concordato oppure che la procedura fosse conclusa essendo stato effettuato il pagamento;
  • Nell’esercizio in cui è accordato l’aiuto per i casi di rigore e nei tre anni successivi l’impresa beneficiaria non può (1) distribuire dividendi o tantièmes o deciderne la distribuzione, (2) restituire apporti di capitale o deciderne la restituzione e (3) concedere mutui ai suoi proprietari. La condizione decade in caso di rimborso degli aiuti percepiti;
  • Non trasferisce fondi concessi a una società del gruppo non avente sede in Svizzera a cui è legata direttamente o indirettamente (è però consentito segnatamente l’adempimento di preesistenti obblighi ordinari di pagamento di interessi e di ammortamento all’interno di un gruppo);
  • Adotta tutte le misure necessarie atte ad evitare un impiego dei fondi che possa mettere in pericolo la continuità aziendale. 

La cifra d’affari da considerare è quella al netto dell'IVA ed è calcolata sulla base dei rendiconti IVA e delle riconciliazioni annuali allestiti ai sensi della Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA).

La cifra d’affari, di principio, può essere calcolata come segue:

  • Rendiconto IVA – metodo effettivo: cifra d’affari (esposta alla cifra 200 del rendiconto) alla quale bisogna dedurre eventuali sconti, ribassi, ecc. (esposti alla cifra 235 del rendiconto, cfr. modello allegato); 
  • Rendiconto IVA – metodo delle aliquote a saldo: la cifra d’affari (esposta alla cifra 200 del rendiconto) alla quale bisogna dedurre eventuali sconti, ribassi, ecc. (esposti alla cifra 235 del rendiconto) e l’IVA dovuta (esposta alla cifra 399 del rendiconto, cfr. modello allegato).

Per i casi di rigore agevolati, le imprese devono calcolare la cifra d’affari media 2018-2019 sulla base dei rendiconti e delle riconciliazioni annuali, che andrà poi indicata nel formulario di richiesta online. Le imprese che non dispongono di un rendiconto IVA dovranno far certificare da un’impresa di revisione abilitata ASR la loro cifra d’affari determinante per il calcolo dell’aiuto. 

Per i casi di rigore ordinari, le imprese dovranno far certificare la cifra d’affari media 2018-2019 e la riduzione del 40% da un’impresa di revisione abilitata ASR, che dovrà svolgere le verifiche sulla base delle indicazioni emanate dall'autorità cantonale. 

Qualora fosse necessario ricercare un’impresa di revisione abilitata ASR a questo link è possibile trovare le necessarie informazioni.

Se l’impresa ha avviato la propria attività durante il 2018, per esempio al 1° maggio 2018, la cifra d’affari da considerare è quella del periodo da maggio 2018 a febbraio 2020 (22 mesi di attività). Successivamente, per calcolare la cifra d’affari media da considerare ai fini dei casi di rigore, bisognerà prendere la cifra d’affari da maggio 2018 a febbraio 2020, dividerla per 22 (che corrispondono ai mesi di attività) e moltiplicarla per 12.

Se l’impresa ha avviato la propria attività durante il 2019, per esempio al 1° giugno 2019, la cifra d’affari da considerare è quella del periodo da giugno 2019 a febbraio 2020 (9 mesi di attività). Successivamente, per calcolare la cifra d’affari media da considerare ai fini dei casi di rigore, bisognerà prendere la cifra d’affari da giugno 2019 a febbraio 2020, dividerla per 9 (che corrispondono ai mesi di attività) e moltiplicarla per 12.

Se l’impresa ha avviato la propria attività durante il 2020, per esempio al 1° gennaio 2020, la cifra d’affari da considerare è quella del periodo da gennaio a febbraio 2020 (2 mesi di attività). Successivamente, per calcolare la cifra d’affari media da considerare ai fini dei casi di rigore, bisognerà prendere la cifra d’affari da gennaio a febbraio 2020, dividerla per 2 (che corrispondono ai mesi di attività) e moltiplicarla per 12.

Le imprese costituite dopo il 1° gennaio 2018 devono allegare alla richiesta i giustificativi (per esempio l’elenco delle fatture) delle cifre d'affari generate nei mesi di gennaio e di febbraio del 2020 e anche il relativo rendiconto IVA per il periodo.

In alternativa, le imprese costituite tra il 31 dicembre 2017 e il 29 febbraio 2020 possono utilizzare la cifra d’affari media che è stata conseguita tra la costituzione e il 31 dicembre 2020, calcolata su 12 mesi.

Se l’impresa ha avviato la propria attività tra il 1° marzo 2020 e il 30 settembre 2020, la cifra d’affari da considerare è quella che è stata conseguita tra la costituzione e il 31 dicembre 2020, calcolata su 12 mesi. La cifra d’affari media così calcolata deve raggiungere almeno CHF 50'000.

Il criterio della diminuzione del 40% della cifra d’affari si applica unicamente ai casi di rigore ordinari. 

In questa procedura, l’impresa può considerare 12 mesi consecutivi compresi tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2021 per il calcolo del calo della cifra d'affari di almeno il 40% rispetto alla cifra d'affari media annua del periodo 2018-2019 (o di quella calcolata secondo le istruzioni per le aziende costitute dopo il 1° gennaio 2018). 

Un’impresa può quindi considerare, per il calcolo del calo della cifra d’affari, quella realizzata nell’anno civile 2020 oppure quella realizzata nei 12 mesi consecutivi compresi tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2021 (media mobile), ad esempio calcolando la cifra d’affari realizzata tra il 1°febbraio 2020 e il 31 gennaio 2021, in modo da considerare anche le ripercussioni dovute alle limitazioni ancora in corso.

Se un’impresa è attiva in più settori, chiaramente delimitabili, è tenuta a fornire indicazioni circa la ripartizione della cifra d’affari per settore, se questo raggiunge almeno il 20% della cifra d’affari complessiva.

Le imprese che hanno settori d’attività, chiaramente delimitati mediante una contabilità per settore, chiusi per ordine delle autorità a partire dal 1° novembre 2020 per almeno 40 giorni, possono inoltrare una richiesta in procedura ordinaria limitatamente al settore chiuso, se questo rappresenta almeno il 20% della cifra d’affari complessiva dell’impresa.
La perdita della cifra d’affari di almeno il 40% è riferita al solo settore chiuso, mentre per la mancata copertura dei costi fissi vanno tenuti in considerazione i ricavi dell’intera impresa.

  • Estratto aggiornato del registro di commercio (scaricabile online gratuitamente a questo link);
  • Estratto aggiornato esecuzione e fallimenti, emesso da non più di 30 giorni ( link all'Ufficio esecuzione e fallimenti);
  • Dichiarazione dei salari AVS relativa all'anno 2020;
  • Attestazione emessa da non più di 30 giorni dalla cassa AVS di riferimento (cassa professionale o Istituto delle assicurazioni sociali) che il 15 marzo 2020 l’impresa non era oggetto di una procedura esecutiva concernente i contributi alle assicurazioni sociali, o vi è un piano dei pagamenti concordato oppure la procedura si è conclusa essendo stato effettuato il pagamento. Le imprese individuali sono pregate di richiedere l’attestazione sia per i contributi paritetici, sia per quelli personali;
  • Rendiconti IVA del 2018, compresa la riconciliazione annuale;
  • Rendiconti IVA del 2019; compresa la riconciliazione annuale;
  • Eventuale copia dei calcoli svolti dall'azienda per determinare la cifra d'affari di riferimento;
  • Le imprese costituite dopo il 1° gennaio 2018 devono allegare alla richiesta i giustificativi (per esempio l’elenco delle fatture) delle cifre d'affari generate nei mesi di gennaio e di febbraio del 2020 e anche il relativo rendiconto IVA per il periodo;
  • Per le Società Anonime, l’estratto del libro degli azionisti o dei soci.

Altri documenti potranno essere richiesti dall'impresa di revisione per la valutazione dei casi di rigore ordinari.

Il mio negozio (società anonima fondata nel 1990, con sede a Mendrisio), che genera il 100% della cifra d’affari con la vendita di abiti, ha dovuto chiudere per ordine dell’autorità a partire dal 18 gennaio 2021. 

Ho quindi diritto ad essere considerato un caso di rigore agevolato, in quanto sono stato oggetto di un ordine di chiusura da parte dell’autorità per almeno 40 giorni, considerato che le limitazioni dureranno fino a fine febbraio. Nel mio caso, le mie attività di consegna su comanda e di commercio online sono accessorie e non mi permettono di coprire i miei costi fissi (affitto, leasing, oneri finanziari, abbonamenti,…) nel periodo di chiusura.

Il mio rendiconto IVA per gli esercizi 2018 e 2019 è stato effettuato con il metodo effettivo che considera quindi la mia cifra d’affari al netto dell’IVA. In base a questi rendiconti IVA, la mia cifra d’affari ammonta in media per l’anno 2018 e 2019 a CHF 1'000'000. Nel 2018 la mia cifra d’affari (al netto dell’IVA) era infatti pari a CHF 800'000, nel 2019 ammontava a CHF 1'200'000. La cifra d’affari media è dunque di un milione [(1'200'000 + 800’000) / 2)].

Essendo un’attività chiusa per ordine dell’autorità non devo dimostrare il calo della cifra d’affari. Nel mio caso rispetto i criteri previsti per i casi di rigore agevolati  e anche i criteri a livello aziendale (vedi punto 2 riguardante le condizioni per essere caso di rigore). 

Posso quindi procedere ad effettuare la procedura di richiesta agevolata a partire da giovedì 4 febbraio.

Il mio ristorante (ditta individuale fondata nel 2014, con sede ad Airolo) ha dovuto chiudere per ordine dell’autorità a partire dal 22 dicembre 2020. 

Ho quindi diritto ad essere considerato un caso di rigore agevolato, in quanto sono stato oggetto di un ordine di chiusura da parte dell’autorità per almeno 40 giorni. Nel mio caso, le attività di take-away sono accessorie e non mi permettono di coprire i miei costi fissi (affitto, leasing, oneri finanziari, abbonamenti,…) nel periodo di chiusura.

Il mio rendiconto IVA per gli esercizi 2018 e 2019 è stato effettuato con il metodo delle aliquote a saldo, che considera la mia cifra d’affari al lordo dell’IVA. In base a questi rendiconti IVA, la mia cifra d’affari ammonta per l’anno 2018 a CHF 800’000 e per l’anno 2019 a CHF 1'000'000. La cifra d’affari media è dunque di CHF 900'000 al lordo dell’IVA. Considerando un’aliquota a saldo del 5.1% (aliquota a saldo del settore dei ristoranti), l’IVA dovuta è pari a CHF 45'900, pertanto la mia cifra d’affari media 2018-2019, dedotta l’IVA dovuta, sarà di CHF 854'100.

Essendo un’attività chiusa per ordine dell’autorità non devo dimostrare il calo della cifra d’affari. Nel mio caso rispetto i criteri previsti per i casi di rigore agevolati e anche i criteri a livello aziendale (vedi punto 2 riguardante le condizioni per essere caso di rigore). 

Posso quindi procedere ad effettuare la procedura di richiesta agevolata a partire da giovedì 4 febbraio, indicando la mia cifra d’affari al netto dell’IVA.

La mia impresa (società a garanzia limitata fondata nel 2007, con sede a Locarno) gestisce un centro fitness con annesso un bar. Il centro fitness genera il 70% della cifra d’affari, mentre il restante 30% è generato dal bar. Entrambe le attività della mia impresa hanno dovuto chiudere per ordine dell’autorità a partire dal 22 dicembre 2020.

Ho quindi diritto ad essere considerato un caso di rigore agevolato, in quanto sono stato oggetto di un ordine di chiusura da parte dell’autorità per almeno 40 giorni. Nel mio caso, i corsi online e le attività con i ragazzi minori di 16 anni sono accessori e non mi permettono di coprire i miei costi fissi (affitto, leasing, oneri finanziari, abbonamenti,…) nel periodo di chiusura.

Il mio rendiconto IVA per gli esercizi 2018 e 2019 è stato effettuato con il metodo effettivo che considera quindi la mia cifra d’affari al netto dell’IVA. In base a questi rendiconti IVA, la mia cifra d’affari ammonta, per la parte fitness a CHF 700'000 nel 2018 e CHF 910'000 nel 2019, la media è di CHF 805'000. La cifra d’affari per la parte bar ammonta per l’anno 2018 a CHF 300'000 e per il 2019 a CHF 390'000, la media è di CHF 345'000. La cifra d’affari media complessiva è pari a CHF 1'150’000.
Nel processo di richiesta dovrò pertanto dichiarare:

Essendo entrambe le mie attività chiuse per ordine dell’autorità non devo dimostrare il calo della cifra d’affari.
Nel mio caso rispetto i criteri previsti per i casi di rigore agevolati e anche i criteri a livello aziendale (vedi punto 2 riguardante le condizioni per essere caso di rigore). 

Posso quindi procedere ad effettuare la procedura di richiesta agevolata per l’intera impresa a partire da giovedì 4 febbraio.

La mia impresa (società anonima fondata nel 1982, con sede a Bellinzona) genera il 100% della cifra d’affari quale agenzia viaggi. Seppur attualmente l’attività non è chiusa per ordine dell’autorità, dall’inizio della crisi pandemica ha subito un’importante riduzione della cifra d’affari rispetto al periodo 2018-2019.
 
Il mio rendiconto IVA per gli esercizi 2018 e 2019 è stato effettuato con il metodo effettivo che considera quindi la mia cifra d’affari al netto dell’IVA. In base a questi rendiconti IVA, la mia cifra d’affari ammonta in media per l’anno 2018 e 2019 a CHF 1'000'000. Nel 2018 la mia cifra d’affari (al netto dell’IVA) era infatti pari a CHF 800'000, nel 2019 ammontava a CHF 1'200'000. La cifra d’affari media è dunque un milione [(1'200'000 + 800’000) / 2)].

Nel 2020 la mia cifra d’affari ammonta a CHF 200'000, il calo della cifra d’affari rispetto alla media 2018-2019 è quindi pari all’80% [100 - (200'000 / 1'000'000 *100)].

Ho quindi diritto ad essere considerato un caso di rigore ordinario, in quanto il calo della mia cifra d’affari rispetto alla media 2018-2019 è superiore al 40%. Nel mio caso, quanto fatturato nel corso del 2020 non mi ha permesso di coprire i miei costi fissi (affitto, leasing, oneri finanziari, abbonamenti,…) dell’anno 2020. 

Visto che rispetto i criteri a livello aziendale (vedi punto 2 riguardante le condizioni per essere caso di rigore) e che sono un caso di rigore ordinario, per certificare la cifra d’affari media 2018-2019 e il calo della cifra d’affari nel 2020, dopo aver svolto con esito positivo l’autocertificazione, dovrò rivolgermi a un’impresa di revisione abilitata ASR (per maggiori informazioni cliccare qui).

In seguito potrò inoltrare la mia richiesta online.

La mia impresa (società in nome collettivo fondata nel 2017 a Chiasso), genera il 70% della cifra d’affari con i trasporti turistici con bus e il restante 30% con attività di agenzia viaggi. Seppur attualmente entrambe le attività non sono chiuse per ordine dell’autorità, dall’inizio della crisi pandemica l’impresa ha subito un’importante riduzione della cifra d’affari rispetto al periodo 2018-2019.

Il mio rendiconto IVA per gli esercizi 2018 e 2019 è stato effettuato con il metodo effettivo che considera quindi la mia cifra d’affari al netto dell’IVA. In base a questi rendiconti IVA, la mia cifra d’affari ammonta, per la parte trasporti non regolari a CHF 1’400'000 nel 2018 e CHF 1’540'000 nel 2019, la media è di CHF 1’470'000.
La cifra d’affari per la parte agenzia viaggi ammonta per l’anno 2018 a CHF 600'000 e per il 2019 a CHF 660'000, la media è di CHF 630'000.
La cifra d’affari media complessiva è pari a CHF 2'100’000.

Nel processo di richiesta dovrò pertanto dichiarare:

Nel 2020 la mia cifra d’affari complessiva ammonta a CHF 440'000, il calo della cifra d’affari rispetto alla media 2018-2019 è quindi pari all’79% [100 - (440'000 / 2'100'000 *100)].
Ho quindi diritto ad essere considerato un caso di rigore ordinario, in quanto il calo della mia cifra d’affari complessivo rispetto alla media 2018-2019 è superiore al 40%.
Nel mio caso, quanto fatturato nel corso del 2020 non mi ha permesso di coprire i miei costi fissi (affitto, leasing, oneri finanziari, abbonamenti,…) dell’anno 2020.

Visto che rispetto i criteri a livello aziendale (vedi punto 2 riguardante le condizioni per essere caso di rigore) e che sono un caso di rigore ordinario, per certificare la cifra d’affari media 2018-2019 e il calo della cifra d’affari nel 2020, dopo aver svolto con esito positivo l’autocertificazione, dovrò rivolgermi a un’impresa di revisione abilitata ASR (per maggiori informazioni cliccare qui).

In seguito potrò inoltrare la mia richiesta online.

Il mio albergo (società anonima fondata nel 1972, con sede a Lugano), è attivo nel settore del turismo degli affari e dispone di un ristorante. L’attività alberghiera, che genera il 75% della cifra d'affari complessiva, non è soggetta a obblighi di chiusura e anche il ristorante, che genera il restante 25%, sulla base delle indicazioni fornite dall’autorità federale non è considerato chiuso in quanto accessibile agli ospiti che pernottano nella struttura.

Grazie alla media mobile posso considerare, come periodo determinante per il calo della cifra d’affari, dodici mesi consecutivi compresi tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2021. ll mio rendiconto IVA per gli esercizi 2018 e 2019 è stato effettuato con il metodo effettivo che considera quindi la mia cifra d’affari al netto dell’IVA.

In base a questi rendiconti IVA, la mia cifra d’affari ammonta, per la parte alberghiera a CHF 2'550’000 nel 2018 e CHF 2’325'000 nel 2019, la media è di CHF 2’437'500. La cifra d’affari per la parte bar ammonta per l’anno 2018 a CHF 850'000 e per il 2019 a CHF 775'000, la media è di CHF 812'500. La cifra d’affari media complessiva è dunque pari a CHF 3'250’000.

Nel processo di richiesta dovrò pertanto dichiarare:

Tra il 1° febbraio 2020 e il 31 gennaio 2021 (dodici mesi consecutivi, media mobile) la mia cifra d’affari ammonta a CHF 1’850'000, il calo della cifra d’affari rispetto alla media 2018-2019 è quindi pari al 43% [100 - (1’850'000 / 3'250’000 *100)].
Ho quindi diritto ad essere considerato un caso di rigore ordinario, in quanto il calo della mia cifra d’affari rispetto alla media 2018-2019 è superiore al 40%. Quanto fatturato nel corso dei 12 mesi non mi ha permesso di coprire i miei costi fissi (affitto, leasing, oneri finanziari, abbonamenti,…) nei 12 mesi considerati quale media mobile (1° febbraio 2020 – 31 gennaio 2021).

Visto che rispetto i criteri a livello aziendale (vedi punto 2 riguardante le condizioni per essere caso di rigore) e che sono un caso di rigore ordinario, per certificare la cifra d’affari media 2018-2019 e il calo della cifra d’affari nel 2020, dopo aver svolto con esito positivo l’autocertificazione, dovrò rivolgermi a un’impresa di revisione abilitata ASR (per maggiori informazioni cliccare qui).

In seguito potrò inoltrare la mia richiesta online.

La mia impresa (società a garanzia limitata fondata nel 2004, con sede a Biasca) gestisce un negozio di alimentari con annesso un piccolo ristorante. Il negozio di alimentari genera in media il 65% della cifra d’affari, mentre il restante 35% è generato del ristorante. Seppur la vendita di alimentari ha potuto proseguire senza limitazioni, il ristorante ha dovuto chiudere per ordine dell’autorità a partire dal 22 dicembre. 
 
Il mio rendiconto IVA per gli esercizi 2018 e 2019 è stato effettuato con il metodo delle aliquote a saldo, che considera la mia cifra d’affari al lordo dell’IVA. In base a questi rendiconti IVA, la mia cifra d’affari per il settore della ristorazione ammonta per l’anno 2018 a CHF 280’000 e per l’anno 2019 a CHF 320'000. La cifra d’affari media è dunque di CHF 300'000 al lordo dell’IVA. Considerando un’aliquota a saldo del 5.1% (aliquota a saldo del settore dei ristoranti), l’IVA dovuta è pari a CHF 15'300, pertanto la mia cifra d’affari media 2018-2019 per il settore della ristorazione, dedotta l’IVA dovuta, sarà di CHF 284'700.

Nei 12 mesi consecutivi compresi tra marzo 2020 e febbraio 2021 la mia cifra d’affari al netto dell’IVA ammonta a CHF 150'000, il calo della cifra d’affari rispetto alla media 2018-2019 è quindi pari al 47% [100 - (150'000 / 284’700 *100)].

La parte ristorazione della mia impresa ha quindi diritto ad essere considerata un caso di rigore ordinario, in quanto il calo della cifra d’affari in questo settore rispetto alla media 2018-2019 è superiore al 40%. Nel mio caso, quanto fatturato complessivamente dalla mia impresa nel periodo compreso tra marzo 2020 e febbraio 2021 non mi ha permesso di coprire, nello stesso periodo, i costi fissi (affitto, leasing, oneri finanziari, abbonamenti,…) del settore della ristorazione. 

Visto che rispetto i criteri a livello aziendale (vedi punto 2 riguardante le condizioni per essere caso di rigore) e che sono, limitatamente al settore della ristorazione, un caso di rigore ordinario, per certificare per questo settore la cifra d’affari media 2018-2019 e il calo della cifra d’affari nel 2020, dopo aver svolto con esito positivo l’autocertificazione, dovrò rivolgermi a un’impresa di revisione abilitata ASR (per maggiori informazioni cliccare qui), che dovrà pure confermare la mancata copertura dei costi fissi della parte ristorazione.

In seguito potrò inoltrare la mia richiesta online.