La Divisione dell’economia del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) ha presentato le novità previste dalla Legge per l’innovazione economica (LInn), che contribuiranno a rafforzare ulteriormente la già affermata capacità d’innovazione del Cantone Ticino. L’innovazione si conferma essere un fattore chiave per lo sviluppo economico del Cantone.
Dal 2015 il Cantone, per il tramite dell’Ufficio per lo sviluppo economico (USE) della Divisione dell’economia, sostiene le imprese innovative attraverso la Legge per l’innovazione economica (LInn), un unicum a livello svizzero per l’ampiezza delle tipologie d’intervento. Grazie a questo strumento il Cantone offre alle imprese diverse misure di incentivo, che spaziano dal sostegno alla partecipazione ai programmi di ricerca applicata svizzeri ed europei, alla realizzazione di progetti d’investimento innovativi, fino alla partecipazione a fiere specialistiche e a progetti di internazionalizzazione.
In un momento come quello attuale, contraddistinto da forti incertezze economiche sul piano nazionale e internazionale, la Divisione dell’economia – in linea con la visione per lo sviluppo economico del Cantone definita negli ultimi anni – rafforza ulteriormente il suo impegno a favore dell’innovazione, proponendo alcune novità nell’ambito della LInn che sono state presentate nel corso di un’apposita mattinata, alla presenza anche del Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE) Christian Vitta.
Anzitutto, è stata elaborata una nuova misura, che mira a stimolare il trasferimento tecnologico tra centri di ricerca svizzeri e le imprese ticinesi, incentivando la realizzazione di progetti di innovazione applicata (prodotto, processo o servizio) in fase sperimentale. Essa permette di rafforzare la fase iniziale dello sviluppo progettuale, in particolare a favore delle piccole e medie imprese (PMI) che operano in una fascia mediana di tecnologia (medium-tech) e che hanno esigenze di innovazione perlopiù incrementale e di processo.
Inoltre, è stata ampliata la misura della LInn che prevede un sostegno per la partecipazione a fiere specialistiche, così da sostenere ulteriormente le aziende nell’internazionalizzazione. Nell’attuale contesto globale si tratta di un aiuto concreto per favorire la diversificazione dei mercati e ridurre la dipendenza da singoli sbocchi commerciali.
I dettagli sulle misure sono disponibili alla pagina: www.ti.ch/innovazione.
La presentazione delle novità nell’ambito della LInn si è tenuta presso il Campus Est USI-SUPSI di Lugano-Viganello. L’Università della Svizzera italiana (USI) e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) – che nel corso della mattinata hanno portato esempi concreti di collaborazione tra ricerca e imprese, grazie agli interventi di Luca Maria Gambardella, Prorettore per l’innovazione e le relazioni aziendali dell’USI, ed Emanuele Carpanzano, Direttore Ricerca, sviluppo e trasferimento della conoscenza della SUPSI – sono infatti due attori centrali dell’ecosistema dell’innovazione ticinese. La collaborazione tra mondo accademico e imprese rappresenta una delle chiavi del successo del modello ticinese, un concetto che è stato ribadito anche nelle considerazioni conclusive di Nicoletta Casanova, Presidente dell’Associazione Industrie Ticinesi (AITI) e Cristina Maderni, Vice presidente della Camera di commercio, dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti).
Queste novità completano la già ampia paletta di misure offerte dalla LInn e contribuiranno a rafforzare ulteriormente la capacità d’innovazione del Cantone Ticino, già tra le prime dieci regioni più innovative d’Europa e al secondo posto in Svizzera, dopo Zurigo, secondo l’ultimo aggiornamento dello studio della Commissione Europea sull’innovazione regionale.