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Gota Energy

La transizione verso una mobilità a zero emissioni richiede soluzioni innovative, ma anche realistiche. Gota Energy, startup ticinese nata dalla ricerca accademica oltralpe, ha sviluppato un processo chimico che permette di convertire diversi tipi di alcol in benzina ecologica, riducendo le emissioni di CO₂ fino al 100% e restando pienamente compatibile con i motori e le infrastrutture esistenti.

Dai laboratori dell'Empa di Zurigo al rientro in Ticino, il progetto di Alessia Cesarini (che abbiamo intervistato) e Ali Saadun dimostra come la ricerca possa trasformarsi in impresa, offrendo una risposta concreta alle sfide attuali della mobilità sostenibile. 

Com’è nata Gota Energy e come si è evoluta dall’ambito accademico a quello imprenditoriale?
La tecnologia alla base di Gota Energy è nata nell'ambito accademico, più specificamente durante il mio dottorato in ingegneria chimica, svolto presso l'Empa e in collaborazione con il Politecnico Federale di Zurigo. L’obiettivo era di trovare un modo efficiente per convertire risorse rinnovabili in carburanti ecologici. Dopo approfondite ricerche e ottimizzazioni, il mio collega Ali ed io siamo riusciti a produrre un liquido combustibile con una composizione molecolare paragonabile alla normale benzina proveniente dal petrolio. Per sottolinearne la complessità: ciò che comunemente chiamiamo 'benzina' è in realtà una miscela di alcune centinaia di molecole diverse, presenti in natura nel petrolio. Grazie al nostro processo chimico, siamo riusciti a trasformare un singolo tipo di molecola non derivante dal petrolio - in questo caso l'alcol - in una miscela complessa. Poiché il nostro combustibile non proviene dal petrolio, ma da fonti rinnovabili disponibili su larga scala, il suo impatto sull'ambiente è notevolmente ridotto e, allo stesso tempo, può essere utilizzato nei motori senza alcuna modifica. Abbiamo immediatamente identificato il potenziale impatto di questa soluzione e abbiamo così deciso di trasformare questo processo in una realtà imprenditoriale attraverso la costituzione di Gota Energy.

Che ruolo hanno avuto il supporto di Fondazione Agire e la partecipazione alla Boldbrain Startup Challenge nello sviluppo della vostra startup?
La Fondazione Agire ha avuto un ruolo fondamentale sin dai primi contatti, offrendoci supporto concreto e mettendoci in contatto con persone chiave che ci hanno permesso di avviare un'approfondita ricerca di mercato per ottimizzare il nostro business plan. Proprio attraverso Agire siamo stati introdotti a Boldbrain, il programma per startup che si è rivelato un'ottima occasione per entrare in contatto con l'ecosistema ticinese a sostegno dell'innovazione. Oltre alla visibilità, di grande valore è stato anche il confronto con i coach del programma, professionisti con anni di esperienza in diversi settori, che ci hanno fornito indicazioni preziose per affinare la nostra strategia.

Quali sono i traguardi più importanti che avete raggiunto finora?
Innanzitutto, l'inaugurazione del nostro prototipo, attualmente situato nei laboratori dell'Empa, con una capacità di produzione di 10.000 litri all'anno. Questo ci permetterà di dimostrare la validità della tecnologia su scala pre-industriale. Inoltre, un laboratorio esterno ha confermato l'equivalenza della nostra benzina con la normale Senza Piombo 95, validando così la qualità del carburante prodotto. Ci siamo inoltre assicurati un finanziamento non diluitivo, che ci consentirà di accelerare lo sviluppo del business e di effettuare test completi della nostra benzina su veicoli. L'obiettivo è ridurre i rischi legati all'implementazione del carburante e inviare al mercato un segnale chiaro sulla qualità del prodotto. Abbiamo inoltre recentemente ottenuto l'autorizzazione per utilizzare un impianto già esistente, che ci permetterà di effettuare lo scale-up della tecnologia, evitando di dover investire diversi milioni nella costruzione di un impianto di capacità intermedia.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?
Il nostro obiettivo principale è far crescere l'azienda in modo sostenibile, garantendone la solidità economica e la continuità nel lungo termine. Nel concreto, ci concentreremo su tre priorità: consolidare la tecnologia riducendone i rischi attraverso un ulteriore scale-up, portare il carburante sul mercato assicurandoci i primi contratti commerciali e, infine, vedere la nostra benzina utilizzata sulle strade ticinesi. Da qui, contiamo di espanderci gradualmente su scala internazionale.

Alessia, lei rappresenta un esempio di giovane ticinese che ha studiato fuori Cantone e ha scelto di rientrare in Ticino per sviluppare un progetto imprenditoriale. In che modo la sua esperienza dimostra il potenziale del Ticino come contesto favorevole allo sviluppo di attività innovative?
Lasciare il Ticino è stata una scelta dovuta al percorso universitario che volevo intraprendere, che non era disponibile se non oltralpe. Rientrare per fondare Gota Energy è stata una scelta consapevole, maturata valutando le opportunità del territorio. La nostra tecnologia può essere implementata ovunque. Ciononostante, siamo consapevoli che il successo di un'azienda dipende dall'intero ecosistema, non solo dalla tecnologia. Pertanto, è molto importante instaurare un legame con la comunità locale in cui la tecnologia viene implementata per la prima volta. 

Quali consigli dareste a un giovane che desidera lanciare la propria startup?
In base alla mia esperienza finora, posso dire che uno degli aspetti più importanti è scegliere con cura il proprio team. Il percorso imprenditoriale è tutt'altro che in discesa: ci si trova ad affrontare ostacoli continui, e per superarli è essenziale che le ambizioni personali e professionali di tutti siano allineate. Inoltre è necessario avere pazienza e voglia di confrontarsi, anche con chi offre solo critiche. Bisogna imparare ad ascoltare, a distinguere i feedback utili da quelli sterili, e a trasformare ogni osservazione in un'opportunità di miglioramento. Ovviamente è anche necessario un business plan realistico e finanziabile.

Testo in italiano

Gota Energy

The transition toward zero-emission mobility requires innovative but also realistic solutions. Gota Energy, a Ticino-based startup born out of academic research north the Alps, has developed a chemical process that converts different types of alcohol into a sustainable gasoline, reducing CO₂ emissions by up to 100% while remaining fully compatible with existing engines and infrastructure.

From the laboratories of Empa (the Swiss Federal Laboratories for Materials Science and Technology) in Zurich to its return to Ticino, the project of Alessia Cesarini (whom we interviewed) and Ali Saadun shows how research can be transformed into a business, offering a concrete response to the current challenges of sustainable mobility.

How was Gota Energy founded and how did it evolve from an academic project into an entrepreneurial venture?
The technology behind Gota Energy originated in academia, more specifically during my PhD in chemical engineering, which I carried out at Empa in collaboration with the Swiss Federal Institute of Technology in Zurich. The goal was to find an efficient way to convert renewable resources into ecological fuels. After extensive research and optimization, my colleague Ali and I managed to produce a combustible liquid with a molecular composition comparable to conventional gasoline derived from petroleum. To underline its complexity: what we commonly call “gasoline” is actually a mixture of several hundred different molecules naturally present in petroleum. Thanks to our chemical process, we were able to transform a single type of molecule not derived from petroleum - in this case alcohol - into a complex mixture. Since our fuel does not come from petroleum but from widely available renewable sources, its environmental impact is significantly reduced and, at the same time, it can be used in engines without any modification. We immediately recognized the potential impact of this solution and therefore decided to turn this process into a business activity through the creation of Gota Energy.

What role did the support of Fondazione Agire and participation in the Boldbrain Startup Challenge play in the development of your startup?
Fondazione Agire played a fundamental role from the very first contacts, offering us concrete support and connecting us with key persons who enabled us to begin an in-depth market analysis in order to optimize our business plan. It was precisely through Agire that we were introduced to Boldbrain, the startup program that proved to be an excellent opportunity to connect with the Ticino innovation ecosystem. In addition to the visibility, the exchange with the program’s coaches was also extremely valuable. These professionals, with years of experience across different sectors, provided valuable guidance in refining our strategy.

What are the most important milestones you have achieved so far?
First of all, the inauguration of our prototype, currently located in Empa’s laboratories, with a production capacity of 10,000 liters per year. This will allow us to demonstrate the validity of the technology at a pre-industrial scale. In addition, an external laboratory confirmed the equivalence of our gasoline with standard “Unleaded 95”, thereby validating the quality of the produced fuel. We have also secured non-dilutive funding, which will allow us to accelerate business development and conduct comprehensive tests of our gasoline on vehicles. The goal is to reduce the risks associated with implementing the fuel and to send a clear signal to the market regarding the product’s quality. We have also recently obtained authorization to use an already existing facility, which will allow us to carry out the scale-up of the technology, avoiding the need to invest several million in building an intermediate-scale plant.

What are your future goals?
Our main objective is to grow the company in a sustainable way, ensuring its economic solidity and long-term continuity. In practice, we will focus on three main priorities: consolidating the technology by reducing risks through further scale-up, bringing the fuel to market by securing our first commercial contracts, and ultimately seeing our gasoline used on the roads of Ticino. From there, we aim to gradually expand internationally.

Alessia, you represent an example of a young person from Ticino who studied outside the canton and chose to return there to develop an entrepreneurial project. How does your experience demonstrate the potential of Ticino as a favorable environment for the development of innovative activities?
Leaving Ticino was a decision driven by the university path I wanted to pursue, which was not available locally but only across the Alps. Returning to found Gota Energy was a conscious choice made after evaluating the opportunities offered by the region. Our technology can be implemented anywhere. Nevertheless, we are aware that the success of a company depends on the entire ecosystem of relations and sharing of knowledge, not only on the technology itself. Therefore, it is very important to establish a connection with the local community where the technology is implemented for the first time.

What advice would you give to a young person who wants to launch their own startup?
Based on my experience so far, I can say that one of the most important aspects is choosing your team carefully. The entrepreneurial journey is far from easy: you constantly face obstacles and overcoming them requires that everyone’s personal and professional ambitions are aligned. It is also necessary to have patience and a willingness to engage with others, even with those who offer only criticism. You need to learn to listen, to distinguish useful feedback from unproductive comments, and to turn every observation into an opportunity for improvement. Of course, having a realistic and financially viable business plan is also essential.

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