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Attualità

Domenica 30 gennaio 2022 la Colonna di soccorso della SAT Lucomagno, in collaborazione con Montagne sicure, ha organizzato nella regione del Lucomagno una giornata sul tema nivologia e valanghe aperta a tutta la popolazione (livello base).

Dopo questa giornata, eccovi lo spunto e la riflessione del capo colonna Stefano Scapozza che ha voluto presentare pubblicamente uno scenario probabile, di quello che succede dal momento preciso in cui suona il pager (dispositivo di mobilitazione), e quindi le problematiche cui deve far fronte il capo intervento, correlate alla speranza di vita di una o più persone travolte da una valanga.

La Redazione

 

È inverno, una splendida giornata. L’ultima nevicata è caduta tre giorni fa. Sto facendo un verbale di intervento valanga. 15:15 suona il pager della stazione di soccorso di Olivone. Penso subito a cosa può essere successo. Leggo sul pager, “Allarme stazione 9.02, valanga“. L’adrenalina mi sale a mille, in uno stato di agitazione prendo contatto con la centrale operativa della Rega. Un’operatrice, in un italiano un po’ precario mi dice: “Tre sepolti in zona la Biancia”. Prendo nota delle coordinate, annoto il numero di telefono di chi ha dato l’allarme e dò uno sguardo alla cartina. Verificati i dati, esclamo: “Zona la Bianca, non la Biancia!”. Lei mi risponde: “Sì giusto, la Banca”. Lei, sempre con voce gentile, mi spiega che Rega 6 (base Rega Locarno) e un elicottero commerciale sono già stati allarmati. L’elicottero commerciale ha il compito di recuperare il conducente cane da valanga di picchetto con il proprio cane. Il punto di ritrovo per lui è Isone. Per Rega 6 invece il punto di ritrovo per recuperare il Soccorritore è il piazzale d’atterraggio a Scona, appena sopra al ristorante Arcobaleno. Decido di scrivere nella chat WhatsApp “Colonna di Soccorso”: “A tutti i soccorritori, allarme valanga, ritrovo magazzino colonna il più presto possibile“. In tutta fretta mi cambio, indosso la tuta, il cellulare sta già squillando, ma non rispondo, ora non ho tempo: devo prepararmi prima che arrivi l’elicottero. Scendo al piano di sotto, indosso l’Artva, la giacca e prendo il sacco di primo intervento già pronto. La pala e la sonda sono già all’interno dall’inizio della stagione invernale. Salgo in auto, il cellulare continua a squillare. Per fortuna il bluetooth dell’auto mi dà una mano, rispondo e “Ciao Tifu, cos’è successo?” È un soccorritore che vuole rendersi utile. Gli spiego brevemente cosa è successo e lui mi dice di trovarsi a Chiasso. Diventa subito chiaro che non potrà rendersi utile in breve tempo… Mi dirigo al punto di ritrovo Rega 6. Il cellulare suona di nuovo, rispondo. Per mia fortuna è un soccorritore che si trova in zona. Gli dò una breve delucidazione di cosa è successo e gli affido il compito di gestire gli altri soccorritori che arriveranno – spero – per dare una mano e di preparare tutto il materiale per un intervento in valanga. Mentre sono ancora al telefono sento sotto un’altra chiamata. La ignoro. Dall’allarme sono già trascorsi 8 minuti. Sto aspettando l’elicottero, in quel momento mi scorrono davanti agli occhi tutti i corsi fatti su come gestire un intervento da valanga e cosa fare. Nel frattempo arriva l’elicottero, sono già trascorsi 12 minuti dall’allarme. Salgo sull’elicottero. Non succede spesso. In tutta onestà per me è la pima volta che volo con la Rega: tutti gli altri interventi ai quali ho partecipato erano sempre con condizioni meteo che non permettevano agli elicotteri di volare.

Mentre ci dirigiamo sul posto mi ricordo che ho in tasca una check-list valanghe. La sfoglio per aiutarmi a ricordare cosa dovrò fare una volta sul posto e controllare se quanto andava fatto finora l’ho fatto. Sorvoliamo la valanga, la zona dall’alto sembra sicura, decido che posso farli atterrare. Si vedono tre persone che scavano. Mostro al pilota dove vorrei essere lasciato, scendo dall’elicottero e mi dirigo verso le tre persone. Nel frattempo, annoto che sono le 15:30. Arrivato finalmente sul posto, il sepolto sospira e dopo un paio di secondi parla. Dai suoi occhi si vede che è felice di vivere. Ha freddo, ma dice di star bene. Ne approfitto per raccogliere più informazioni e ricostruire l’accaduto.

Mentre parlo con i malcapitati suona il cellulare: è il soccorritore incaricato di gestire gli uomini e di preparare il materiale. Rispondo, mi dice che lui e un altro soccorritore sono in magazzino a Olivone pronti a partire e mi chiede: “Dov’è il punto di ritrovo con l’elicottero?” Con calma spiego che è tutto a posto, gli racconto quanto è successo: quattro persone, due sepolti nella valanga. Tutti dotati di Artva, pala e sonda. Dopo che è scesa la valanga i due compagni non travolti incominciano la ricerca, scrutano la superficie in cerca di indizi e vedono sporgere una gamba con lo scarpone. Accorrono e in poco tempo disseppelliscono il loro compagno. In tre stano bene, ma all’appello manca il quarto. Con sangue freddo uno dei tre incomincia una ricerca di superficie con l’Artva, trova un segnale, lo segue e lo localizza. Toglie la sonda dal sacco e comincia a sondare a chiocciola, come gli è stato insegnato al corso. Dalla sonda percepisce qualcosa di strano e grida: “L’ho trovato!“ Gli altri due accorrono per dare una mano a diseppellire il compagno, utilizzano la tecnica a U come visto e provato al corso, scavano, trovano una mano, poi il braccio, nel frattempo arrivo io con l’elicottero, scavano e scavano fino arrivare alla testa e a quel punto vedono la scena più bella della giornata: il compagno che sospira e che sta bene.

Penso che quella sospirata me la ricorderò a vita… guardo l’orologio, controllo, sono le 15:32, e qui rifletto…..15 minuti è il tempo che ho impiegato ad arrivare sulla valanga. Nei primi 15 minuti un sepolto in valanga ha il 92% di possibilità di sopravvivere (se ha la fortuna che le vie aeree sono rimaste libere e non ha subito traumi importanti. Dopo ulteriori 15 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono scese al 45%. Ogni minuto che trascorre statisticamente fa calare la probabilità di sopravvivenza di un ulteriore 1%. Quindi, dopo tre quarti d’ora si riducono al 15%. Per fortuna, mi dico, che i quattro amici avevano tutta l’attrezzatura necessaria e avevano seguito un corso su come utilizzarla e per fortuna che si erano esercitati per un’eventuale valanga, con l’idea che a loro non sarebbe mai capitato nulla, ma che forse un domani potevano essere utili a qualcun altro. 15 minuti è il tempo che si ha per dare al proprio compagno una speranza di vita e…15 minuti è stato il tempo per avere la prima squadra di professionisti con l’elicottero Rega sul posto che può iniziare la ricerca sia da terra sia dall’elicottero e iniziare a disseppellire le persone travolte. Per noi forze di soccorso, le operazioni su valanga sono sempre una sfida, perché sono una corsa contro il tempo in cui ogni secondo conta per le vittime sepolte.

Di Stefano Scapozza

Tratto dalla rivista Voce di Blenio, n. 3, marzo 2022

L’assenza di neve durante quasi tutto l’inverno ha imposto delle modifiche all’attività di sensibilizzazione prevista sul terreno. 

In numero di giornate organizzate in collaborazione con la Commissione tecnica – inverno e che hanno visto l’impegno organizzativo di alcune sottosezioni del Club Alpino Svizzero rispettivamente della FAT, oltre che del Gruppo Ricerche e Costatazioni della Polizia cantonale, è così stato ridotto: della decina di eventi previsti, ne sono stati realizzati la metà.  

In particolare si ricorda l’attività svolta nei dintorni della capanna Piansecco in Val Bedretto e in Valle di Blenio, dove sono state proposte delle esercitazioni e un sondaggio sulle conoscenze “della montagna” durante la stagione invernale.

In aggiunta, del materiale di sensibilizzazione è stato distribuito ai partecipanti e al pubblico durante alcune gare di sci alpino, tra cui i Campionati regionali TiSki di slalom gigante (https://www.tiski.ch/i-risultati-dei-campionati-regionali-tiski-di-slalom-gigante/) e delle gare amatoriali come il Gigantissimo di Carì.

La tendenza è chiara: le nostre montagne saranno sempre più frequentate da escursionisti sulla neve e da coloro che praticano lo sport lungo le piste, ma anche da chi ama il “fuori pista”. 

Non tutti però sono profondi conoscitori del contesto alpino e non tutti sono sportivi d’élite. Grazie al prezioso aiuto di alcuni esperti del settore, questo libretto fornisce informazioni utili pensando a un vasto pubblico.  

L’auspicio è che questa pubblicazione serva ad accrescere le conoscenze di base e soprattutto a ridurre gli indicenti e gli infortuni.

  • Giacca duvet piumino
  • Maglione caldo
  • Berretto e guanti
  • Farmacia
  • Telo termico
  • Lampada frontale
  • Cibo, bevande
  • Occhiali da sole
  • Crema solare
  • Carta topografica cartacea
  • Apparecchio Ricerca Travolti Valanga (ARTVA)
  • Pala
  • Sonda
  • Telefono con le applicazioni (Rega, Meteo, Swisstopo e SvizzeraMobile)

Non mettete il telefono in modalità “aereo” in caso di difficoltà/emergenza: i soccorritori non avrebbero la possibilità di localizzarvi. 
Carica il telefono ogni volta che hai l’occasione, eventualmente porta una batteria esterna di riserva.
Non fare troppo affidamento sul telefono in montagna perché la ricezione è spesso assente.

App e numeri utili

  • App Rega
  • 112 SOS (per chiamate dall'Europa): funziona anche all'estero e anche se la carta SIM o telefono sono bloccati
  • 1414 REGA (per chiamate dalla Svizzera): in via eccezionale, se vi è poca copertura di rete, si può provare ad inviare un SMS alla Rega al numero 1414
  • 117 Polizia (per chiamate dalla Svizzera)

Se il telefono aggancia un operatore estero - in montagna capita spesso - i numeri 1414 e 117 non funzionano, dunque usare il 112

Radio di soccorso

La radio permette di chiamare i soccorsi anche quando non vi è copertura di rete (per REGA canale 161.300 MHZ)

Pianifica l’itinerario a seconda delle condizioni meteorologiche e nivologiche senza perdere di vista l’evoluzione delle condizioni durante la giornata.

Se la previsione meteo indica “bel tempo a sud e brutto al nord”, nelle vallate settentrionali del Ticino (Bedretto, Lucomagno, …) potrebbe nevicare, esserci nebbia oppure soffiare il vento.

Inoltre, verifica sempre la temperatura in quota poiché potrebbe calare di molto (nei bollettini invernali è indicata quella a 2’000 metri).

Ricorda:

  • Il vento abbassa notevolmente la temperatura percepita
  • Ogni 1’000 m di dislivello si verifica una variazione di circa 6°C (10° con vento)

www.meteosvizzera.ch

APP MeteoSwiss

Oltre alle carte digitali visibili dallo smartphone, porta sempre con te una versione cartacea (puoi stamparla dai siti internet “ufficiali”) da utilizzare se il telefono o il GPS non funzionano.

La copertura di rete in montagna non è sempre garantita, rispettivamente la batteria potrebbe scaricarsi.

Per la preparazione dell’escursione consulta i “libri-guida” oppure i canali professionali che descrivono bene gli itinerari e i rispettivi gradi di difficoltà.

I contenuti presenti nei social media sono soggettivi e quindi potenzialmente forvianti se non inadeguati.

Per il calcolo dei tempi di percorrenza (Scialpinismo + racchette)

60 min = + 400 m dislivello

60 min = 4 Km distanza orizzontale

www.map.geo.admin.ch (Carte topografiche)

www.svizzeramobile.ch (Carte e percorsi)

www.sac-cas.ch (Portale con descrizione degli itinerari turistici)

APP Swisstopo (Carte, percorsi e molto altro)

APP SvizzeraMobile (Carte e percorsi)

Importante strumento per chi pratica, in particolare, lo sport “fuori pista”. Contiene informazioni sulle condizioni della neve e delle valanghe nelle Alpi svizzere.

Si tratta di una previsione che descrive la situazione valanghe per una certa regione e non per i singoli pendii.

Al pericolo di valanghe viene attribuito un grado di pericolo su una scala che va da 1 a 5 (da debole a molto forte).

Scegli la regione geografica dell’escursione, leggi attentamente il testo descrittivo e osserva tutte le icone che indicano i pendii e le quote pericolose.

www.slf.ch (Istituto per lo studio della neve e delle valanghe)

APP White Risk (Bollettino valanghe e dati nivo-meteorologici)

Sono soltanto una decina (su 40) le capanne custodite durante la stagione invernale e primaverile.

Nelle strutture senza custode l’ingresso potrebbe essere impedito!

Inoltre, qualora fosse possibile accedere alla struttura, non è garantita la disponibilità di acqua, di cibo e neppure la possibilità di ricaricare lo smartphone.

È quindi meglio informarsi dal custode prima di recarsi in capanna.

www.capanneti.ch (Capanne in Ticino)

www.sac-cas.ch/huetten (Capanne in Svizzera)

Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buono stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri e i boschi. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo. Il grado di difficoltà dei sentieri è indicato chiaramente dal colore della segnaletica in base all’esperienza richiesta: gialla per i sentieri escursionistici, gialla con punta bianco - rosso - bianco per i sentieri di montagna e blu con punta bianco - blu - bianco per i sentieri alpini. La categoria del sentiero indica sia la sua praticabilità, sia i requisiti che l’escursionista e il suo equipaggiamento devono soddisfare.

Adattare l’attrezzatura alle condizioni

Prima dell’escursione consultare il bollettino meteo per evitare il maltempo. È estremamente importante scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono mancare indumenti per la pioggia, il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).

Prestare attenzione al ritmo

Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.

Concedersi delle pause

Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.

Fare attenzione ai bambini

In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.

In caso di infortunio

Contattare il 117 o il 112 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica e infine lasciare libero il telefono.

L’impiego di cani da protezione del bestiame ha come obiettivo la sorveglianza per lo più autonoma degli animali da reddito e la loro difesa contro animali estranei.

Elenco degli alpeggi ticinesi dove si trovano questi cani:

Nome alpeggio     Regione
Alpe Vinei-Cavanna-PescioraValle Bedretto
Alpe Prüsfa  Val Camadra
Alpe Valdo   Valle Verzasca
Alpe Ruscada   Cugnasco - Valle Verzasca
Alpe Rompiago   Capriasca - Val Colla

Fresco di stampa un libretto piccolo di formato, ma grande per le informazioni e i consigli contenuti.

Un promemoria utile per tutti coloro che si recano in montagna e vogliono farlo in sicurezza.

Realizzato da Massimo Gabuzzi di www.capanneti.ch e Franca Caiocca Demarchi (Commissione Montagne sicure) in collaborazione con il progetto di prevenzione Montagne sicure.

In distribuzione nelle capanne alpine ticinesi.

Dipartimento delle istituzioni
Campagna di prevenzione Montagne sicure

Montagne sicure
c/o Direzione del Dipartimento delle istituzioni

Piazza Governo 7
6501 Bellinzona

tel. +41 91 814 31 29
di-montagnesicure@ti.ch

Responsabile
Sacha Gobbi

Ticino sicuro
Le campagne di prevenzione su facebook