Vai al contenuto principale Vai alla ricerca

Reparto giudiziario 1

Reati economico-finanziari (REF)

Il progressivo aumento dei reati finanziari in una delle piazze economiche più importanti della Svizzera, confinante con la Lombardia (uno dei principali poli economici d'Europa) e il tentativo delle organizzazioni criminali di dissimulare e investire più facilmente i fondi provenienti dalle loro attività illecite, esigono dalla Polizia cantonale uno sforzo sempre più importante nella lotta contro il crimine dei "colletti bianchi", generalmente complesso, "invisibile" e che si avvale sempre più dei servizi di professionisti e specialisti in ambito giuridico e fiscale internazionale, finanziario e tecnologico.

I principali reati economici sono la truffa (art. 146 CP), l'appropriazione indebita (art. 138 CP), l'amministrazione infedele (art. 158 CP), la falsità in documenti (art. 251 CP), il riciclaggio di denaro (art. 305bis e ter), la bancarotta fraudolenta e la frode nel pignoramento (art. 163 CP). Ma la casistica è molto più vasta poiché le inchieste spaziano in diversi ambiti dell'economia fra i quali:

  • la finanza (borsa, banche, gestori patrimoniali, ecc.);
  • il societario fallimentare (bancarotta fraudolenta);
  • l'assicurativo (truffe alle assicurazioni pubbliche AVS, AD e AI e settore privato);
  • il mondo del lavoro (dumping salariale, usura);
  • la messa in circolazione di monete false.

Le caratteristiche peculiari di questa Sezione, che si occupa del contrasto alla criminalità economica attraverso il controllo dei flussi finanziari e delle forme di accumulazione dei patrimoni illeciti, sono l'elevata professionalità nell'analisi dei fatti economici e finanziari, accompagnate a una specialistica preparazione investigativa.

La Sezione si compone di due figure professionali distinte ma con l'obiettivo comune di indagare approfonditamente e con visioni volutamente diverse i casi sottoposti: l'investigatore e l'analista economico finanziario.

L'investigatore di Polizia Giudiziaria

Con una solida e prolungata esperienza in Polizia, svolge prevalentemente le indagini sul terreno, i verbali di interrogatorio, organizza le attività coercitive (perquisizioni, sequestri), si occupa dell'assunzione di informazioni, accompagnamenti coattivi e arresti su ordine della Magistratura, redige rapporti d'inchiesta penale al Ministero Pubblico. Tiene inoltre contatti con le polizie di altri cantoni a nazioni assolvendo ai compiti di assistenza giudiziaria secondo le normative vigenti. E' armato perché svolge compiti di sicurezza.

L'analista economico finanziario

Con alla base una solida formazione economica e un'esperienza maturata nel settore privato, si occupa principalmente di esaminare la documentazione cartacea o informatica sequestrata al fine di ricostruire, anche mediante l'ausilio di banche dati, i fatti e i flussi economici e finanziari. Porta inoltre il suo contributo tecnico partecipando alle attività coercitive in particolare alle perquisizioni, è di supporto all'investigatore durante gli interrogatori tecnici e si occupa di redigere rapporti di ricostruzione finanziaria all'attenzione del Ministero Pubblico. Non è armato perché non svolge compiti di sicurezza.

A margine dei grossi casi finanziari, legati prevalentemente a inchieste in ambito internazionale, c'è il quotidiano confronto con una criminalità più locale che spesso prende di mira le fasce più deboli della società, come investitori sprovveduti o persone anziane. A tutela di questi ultimi la Sezione si attiva per promuovere attraverso il Servizio comunicazione e media della Polizia cantonale campagne informative attraverso i media con un chiaro obiettivo di prevenzione. La Sezione Reati Economico Finanziari, che si avvale anche della collaborazione dei Commissariati locali, opera in tutto il Cantone ed è stata voluta per affiancare il Ministero Pubblico nella lotta contro la criminalità economica.

Reati contro il patrimonio (RCP)

La Sezione dei reati contro il patrimonio si occupa principalmente di indagini relative a furti in serie, con o senza scasso e furti particolari le cui modalità sono riconducibili a bande organizzate. In particolare per questi eventi viene effettuata un'approfondita analisi con l'obiettivo di evidenziare il più celermente possibile l'insorgere di nuove bande o nuovi fenomeni. Questo mettendo in evidenza le modalità operative, così da poter prevenire nuovi atti e predisporre le adeguate contromisure operative di contrasto finalizzate all'arresto dei malviventi. La Sezione si occupa inoltre di Skimming (clonazione di carte di credito), delle truffe denominate "rip deal" (scambio di denaro vero con banconote fac-simili), delle truffe dei "falsi nipoti" (truffe ai danni di persone anziane) e del traffico di opere d'arte. I reati contro il patrimonio e in particolare i furti sono, percentualmente, la maggior attività di polizia. Per questo sono stati costituiti dei gruppi di lavoro intercantonali e avviate inchieste su scala nazionale e internazionale, così da permettere una più efficace risposta a questo tipo di fenomeno.

 

Gruppo criminalità informatica (GCI)

L’avvento dell’era digitale ha portato pure nuovi strumenti alla criminalità. Per contrastare i reati perpetrati attraverso l’uso dei mezzi informatici e per garantire una preservazione adeguata delle “tracce elettroniche” è stato creato nel 2004 il Gruppo criminalità informatica (GCI). Il Gruppo criminalità informatica si occupa di reprimere i reati che per la loro commissione fanno capo all'uso di un mezzo elettronico come computer, telefoni portatili, palmari, ecc.

I reati di competenza del GCI variano, da quelli specifici alla realtà informatica a quelli che per la loro consumazione è stato usato un mezzo elettronico. Comparando il GCI con l’attività classica di polizia si può azzardare un paragone definendolo la Polizia scientifica della traccia elettronica (Electronical Evidence).

Analisi criminale operativa (ACO)

L’unità d’analisi criminale è composta di analisti con formazione specifica che forniscono ai colleghi della polizia una serie di servizi specializzati con lo scopo di: facilitare e accelerare lo scambio d’informazioni statistiche fra i vari gruppi investigativi; comparare le modalità di commissione dei reati come risultano dai rapporti delle unità attive sul territorio; individuare relazioni tra persone e organizzazioni nell’ambito della criminalità organizzata; sviluppare e intrattenere la collaborazione con altre giurisdizioni. In effetti, il criminale si fa sempre più mobile e attraversa con estrema mobilità e sempre maggiore frequenza i confini cantonali e nazionali.

L’analisi criminale operativa ha quale obiettivo il ricavare il massimo d’informazioni utili da una massa di dati, provenienti da fonti molto diverse fra loro e raccolti nel corso delle indagini dagli inquirenti. Attraverso degli schemi, l’allestimento di organigrammi delle strutture criminali, dei flussi temporali si possono chiarire e semplificare per la comprensione i complessi elementi e la moltitudine di dati raccolti. Su richiesta è anche possibile analizzare un’indagine, una sorta di “check up”, per evidenziare quali piste non sono ancora state sufficientemente sondate e sviluppate. Ai responsabili dell’inchiesta vengono quindi suggerite quali scelte possibili si aprono nella conduzione dell’indagine. L’ACO opera con mezzi informatici che permettono la raccolta, l’analisi e la visualizzazione di una massa di dati, atti a rendere il lavoro dell’inquirente e del magistrato più efficace e flessibile, consentendogli di evidenziare gli elementi utili per un apprezzamento della situazione a 360 gradi, favorendo in questo modo la presa di decisioni più ponderate e mirate. Il Ticino è stato tra i primi cantoni svizzeri ad istituire un servizio d’analisi criminale, nel 1997, quale supporto per l’inquirente che opera sul terreno. L’analisi tattica e strategica tratta di specifici problemi e/o autori. Essa cerca di identificare eventi statisticamente indicativi e unici sulla base di caratteristiche ricorrenti del modo di agire del criminale.