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Accertamento del reato e dell'incidente

Le indagini di polizia giudiziaria sono dirette soprattutto ad assicurare la prova del reato, allo scopo di chiarirne la dinamica e di ricercarne l'autore.
Lo studio dell"'iter criminis" si sviluppa necessariamente a ritroso: le indagini devono cioè iniziare dall'evento (situazione finale) per cercare di giungere alle cause ed alle circostanze dalle quali ebbero origine i fatti (situazione iniziale).
La costatazione o l'accertamento materiale, è l'operazione che consiste nell'esame metodico dei luoghi, nella ricerca e nella descrizione dettagliata di tutto ciò che potrà facilitare o condurre alla soluzione del problema criminale.
Essa costituisce la base fondamentale dell'inchiesta.
 
La costatazione fornisce gli elementi principali che permettono di orientare le indagini e che, per finire, saranno decisivi per lo sviluppo dell'inchiesta.
Deve essere effettuata con lo scopo di farsi un'idea, la più precisa possibile, di tutte quelle circostanze che hanno preceduto, accompagnato e immediatamente seguito i fatti, così come di farsi un'immagine circa la personalità dell'autore.
A questo proposito, occorre ricordare che la confessione del sospetto autore di un reato, un tempo ritenuta "la regina delle prove", nell'attuale ordinamento processuale non è che una prova, la quale, pur assumendo sempre importanza predominante nell'accertamento e nel riconoscimento della colpevolezza di un individuo, deve essere suffragata ed avvalorata da altri elementi, soprattutto oggettivi (tracce materiali, corpi del reato, testimonianze, documenti, ecc.).

L'accertamento materiale, prima fase dell'inchiesta, comporta dunque un valore decisivo per un buon sviluppo della stessa.
Sul luogo del reato (o dell'incidente) si trovano spesso oggetti, impronte digitali, tracce macroscopiche e microscopiche, ecc. che possono costituire indizi o prove di colpevolezza o d'innocenza.
Molte tracce importanti sono estremamente fragili.
Sovente è perciò necessario che gli agenti di polizia, e quelli della Scientifica in particolare, intervengano immediatamente sul luogo e prendano tutte le misure atte alla salvaguardia delle tracce che vi si trovano o che si suppone poter trovare, impedendo ogni modifica volontaria o involontaria dello "stato dei luoghi".
Nulla deve essere spostato, toccato, cancellato, modificato, prima che tutti gli accertamenti tecnico‑scientifici siano stati eseguiti, a meno che non si tratti di soccorrere dei feriti o garantire la sicurezza del personale.

Un accertamento male eseguito può compromettere irrimediabilmente il successo di un'inchiesta.
La massima importanza deve quindi venir attribuita alla fissazione del quadro materiale nel quale l'azione si è svolta.
E’ compito questo che, come abbiamo visto, gli agenti della Scientifica attuano soprattutto con fotografie e planimetrie, ev. riprese video (dal generale al particolare), affinché le autorità per le quali accertamenti e rilievi tecnici vengono effettuati possano comprendere la situazione di fatto senza dover sempre necessariamente procedere ad un sopralluogo.
L'investigatore deve tener presente che, nel corso di un'inchiesta, possono sorgere nuove ipotesi e, di conseguenza, è necessario avere sempre una conoscenza perfetta delle condizioni materiali nelle quali il reato è stato commesso o l'incidente è avvenuto.

Gli agenti della Scientifica procedono quindi alla ricerca ed al prelevamento di ogni sorta di oggetto o traccia che potrebbe rivelarsi utile all'inchiesta.
Il prelievo di tracce deve interessare un’area sufficientemente vasta e devono venir ricercate sia le prove addebitanti che quelle eventualmente scagionanti.
Tre fattori appaiono particolarmente importanti:

  • il metodo (criterio logico, procedimento sistematico e ben definito, dal generale al particolare);
  • la completezza (nulla occorre tralasciare o dare per scontato);
  • il valore e la precisione dei dettagli (talvolta i soli che permettono la verifica delle ipotesi e testimonianze).

è pure molto importante pensare ad assicurare del materiale di confronto.
Non bisogna poi trascurare il fatto che, una volta effettuato un prelievo di materiale, occorre far esaminare o analizzare lo stesso con le dovute precauzioni prima che si alteri, preservandolo quindi in modo corretto.

Da quanto precede possono scaturire le seguenti considerazioni:

  • l'accertamento effettuato al momento dell'intervento sul luogo del reato o dell'incidente deve essere eseguito con estrema diligenza e scrupolosità, poiché alle dimenticanze ed alle disattenzioni non sarà sovente più possibile rimediare successivamente;
  • per imputare direttamente ed esplicitamente l'esecuzione di un reato ad una persona, occorre avere a
    disposizione un certo numero di indizi concordanti ed idonei perlomeno a creare una situazione di sospetto.
    Non ha di solito gran senso un’imputazione della colpevolezza che debba limitarsi alla pura e semplice accusa, senza che sia possibile porre l'interrogato dinanzi a fatti, circostanze o episodi concreti e sicuramente avvenuti, tali da suscitare in lui imbarazzo e confusione;
  • di ogni confessione (e testimonianza) devono essere verificati i dati e gli elementi oggettivi, quali ad esempio la destinazione della refurtiva, il modo di esecuzione dell'atto criminoso, l'individuazione precisa dei mezzi usati per operare, ecc.
    Il controllo delle confessioni nella loro realtà materiale eviterà quasi certamente una successiva ritrattazione dinanzi al Magistrato;
  • in ogni inchiesta il successo dipende principalmente dalla diligenza, dall'intuito e dalla genialità con cui l'agente si adopererà per raccogliere prove oggettive ed indizi materiali concreti.

Capita talvolta che un accertamento troppo superficiale comporti un'errata valutazione dei fatti e comprometta irrimediabilmente la raccolta dei mezzi di prova per l'incriminazione del colpevole.
Infatti, una distruzione delle tracce, quali quelle di effrazione, impronte digitali, microscopiche, ecc., uno spostamento di oggetti: armi (bossoli, proiettili), refurtiva, ecc., ne sono degli esempi concreti.