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Le tracce materiali

La criminalistica si fonda sul fatto che, l'autore di un reato, lascia sempre una traccia qualsiasi sul luogo del reato stesso.
Reciprocamente, egli raccoglie sulla sua persona, sui suoi vestiti, sul suo materiale, altre tracce.
Queste tracce, convenientemente assicurate ed elaborate, devono poter permettere, sia d'identificare il delinquente, sia d'accentrare i sospetti su di una persona, oppure ancora di stabilire una relazione fra i diversi reati.
Ma questa prova può ugualmente permettere di scagionare una persona erroneamente sospettata.

Il principio fondamentale da tener presente è che, per quanto concerne le tracce (microscopiche in particolare), quando due oggetti entrano in contatto tra di loro ne deriva un trasferimento di materiale dall'oggetto "A" all'oggetto "B" o viceversa, oppure ancora si ha un trasferimento reciproco.

Il principio fondamentale in criminalistica

Quando due oggetti entrano in contatto tra di loro, ne deriva un trasferimento di materiale dell’oggetto “A” all’oggetto “B” o viceversa, oppure si ha un trasferimento reciproco Le tracce, in senso generale, possono normalmente distinguersi in:

  • tracce di forma (per esempio: impronte digitali, orme di scarpe, ecc.);
  • tracce di materiale (per esempio: squame di vernice, fibre tessili, ecc.);
  • tracce di situazione (per esempio: sparatorie, incidenti della circolazione, ecc.);
  • tracce di oggetti (per esempio: armi da fuoco, refurtiva, ecc.).

oppure ancora, nelle seguenti due categorie fondamentali:

Tracce "determinanti"

Sono di natura essenzialmente fisica, praticamente senza deposito di materiale e comportano uno studio
prevalentemente di superficie.
Esse permettono di stabilire un rapporto diretto con il delinquente o con l'oggetto che le ha prodotte.
Hanno un valore d'identificazione della persona o dell'oggetto.
Si tratta, per esempio, di:

  • impronte digitali;
  • orme di scarpe;
  • tracce di scasso (o di attrezzi);
  • tracce di armi da fuoco;
  • (macchie di sangue);
  • ...

Tracce "indeterminanti"

Sono indizi concreti che consistono per lo più in macchie o residui di natura essenzialmente chimica e
comportano uno studio della materia dalla quale si possono ottenere determinate informazioni.
Esse hanno un valore essenzialmente indicativo, raramente se ne può ottenere un'identificazione, poiché non sono caratteristiche di una data persona o di un dato oggetto.
Si tratta, per esempio, di:

  • tracce microscopiche in generale;
  • vernice, terra, vetri, ecc.;
  • fibre tessili;
  • peli e capelli;
  • inchiostri;
  • ...

Queste tracce materiali possono formarsi e quindi trovarsi evidentemente sul luogo del reato (o dell'incidente), ma pure sul luogo degli atti preparatori lungo il percorso verso il luogo del reato, lungo il percorso di fuga, sulla vittima, che può già essere all'ospedale o all'obitorio, sulla persona sospetta se prima o poi viene arrestata, sugli strumenti del reato, sulla refurtiva, nei nascondigli, ecc.

Prescindendo dal valore intrinseco e dalla qualità delle tracce o, più in generale, degli indizi materiali, appare determinante poter stabilire un “filo diretto” fra la loro assicurazione, il trattamento successivo (in laboratorio) e la loro interpretazione quali elementi probatori.

è pure importante distinguere le "tracce reali" da quelle presupposte "simulate" o create artificiosamente (e questo, principalmente, sulla scorta di palesi contraddizioni, situazioni illogiche e/o impossibili).

Una ricostruzione può venir eseguita solamente una volta terminata la fase di prelievo delle tracce e di esame e/o analisi delle stesse.
Oggetti che devono ancora essere esaminati in laboratorio non dovranno assolutamente venir utilizzati in nessun caso per una ricostruzione sul luogo dei fatti.

Appare infine evidente come gli indizi e le prove non debbano essere considerati a sé stanti, ma vadano integrati e verificati con le testimonianze raccolte nel corso delle indagini.