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Truffe dei falsi assegni


Di cosa si tratta?

E’ una truffa che prende di mira persone che attraverso annunci su Internet mettono in vendita beni di vario tipo che vengono pagati mediante falsi assegni.

Come si sviluppa?

I venditori vengono contattati per posta elettronica da sedicenti personaggi residenti all’estero che si dichiarano disposti a concludere l’affare pagando mediante assegno.
Qualche giorno più tardi l’assegno viene recapitato con un importo superiore (generalmente qualche migliaio di franchi svizzeri) rispetto a quanto pattuito. Quando il venditore si mette in contatto con il cliente per segnalare ciò che per lui è un errore, questi propone che la differenza gli venga rimborsata in contanti e spedita tramite un’agenzia di trasferimento fondi a un certo indirizzo.
L’assegno è ovviamente falso e il venditore lo scopre quando lo mette all’incasso presso la propria banca.
I truffatori giocano sul fatto che le verifiche bancarie possano essere eseguite con un certo ritardo e che nel frattempo il venditore ha dato seguito all’invio della differenza.

Dove si verificano?

Le vittime vengono contattate via posta elettronica.

Chi sono gli autori?

Gli autori appartengono a vere e proprie organizzazioni internazionali di stanza soprattutto in Inghilterra, Olanda, Grecia e Belgio ed agiscono con nominativi e documenti falsi.

Perché si cade nell’inganno?

La vittima si sente garantita dal fatto che spesso gli istituti bancari accettano l’assegno ed accreditano il danaro, salvo poi annullare l’operazione quando il trattario avverte che il titolo è falso.

Consigli

L’invito rivolto è quello di valutare con prudenza ogni contatto coi potenziali clienti e in definitiva rinunciare ad accettare pagamenti mediante assegni, in particolare se provenienti dall’estero.
Se si pone all’incasso l’assegno occorre attendere che vengano effettuate le necessarie verifiche per stabilire la bontà del titolo.
E poi si può escludere a priori che come venditore si venga confrontati con un versamento a favore dell’acquirente.
Viste le esili speranze di giungere all’identificazione degli autori e all’eventuali recupero dell’importo truffato, resta comunque di grande importanza segnalare i casi rivolgendosi alla Polizia cantonale.