Domande frequenti migrazione e domanda d'asilo

Sono rifugiati gli stranieri che, nel paese d'origine o di ultima residenza, sono esposti a seri pericoli per ragioni di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, oppure che hanno fondati timori di essere esposti a simili pericoli.

Sono ritenuti “seri” i pericoli a danno della vita, dell'integrità corporale o della libertà, nonché i provvedimenti che esercitano una pressione psicologica insopportabile. Occorre inoltre tenere conto dei motivi di fuga delle donne, specifici della loro condizione.

 

 

Tutti i richiedenti l’asilo, indipendentemente da come sono entrati in Svizzera, vengono annunciati e accolti presso uno dei sei Centri di registrazione e di procedura (CRP) della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), uno dei quali è collocato in Ticino, a Chiasso. Al loro arrivo al centro gli stessi devono dichiarare i loro dati personali, indicare le loro relazioni personali e familiari e spiegare, in una pertinente audizione, i motivi alla base della loro richiesta d’asilo. Contemporaneamente vengono prese loro le impronte digitali e scattate fotografie. Inoltre, tutti i richiedenti l’asilo sono sottoposti nei primi giorni - di regola entro 48 ore - alle misure sanitarie di frontiera, su mandato dell’Ufficio federale della salute pubblica.

La SEM esamina in modo individuale e circostanziato ogni domanda d’asilo. In caso di domande non sufficientemente fondate il CRP, compatibilmente con le risorse disponibili, può pronunciare la relativa decisione e procedere all’allontanamento del richiedente dalla Svizzera.


Respingimento della domanda d’asilo

I richiedenti l'asilo la cui domanda è stata respinta ma che non possono rientrare al Paese d'origine beneficiano dell'ammissione provvisoria (permesso F). In tal senso sono determinanti i tre motivi seguenti per i quali l'esecuzione dell'allontanamento:

  • non è ammissibile (minaccia concreta per lo straniero: violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo);
  • non è esigibile (p.es. a causa della guerra o di un caso di rigore personale grave);
  • è impossibile (al momento dell'allontanamento, motivi tecnici impediscono l'esecuzione del viaggio).

I richiedenti l’asilo possono presentare ricorso presso il Tribunale amministrativo federale (TAF) contro le decisioni negative della SEM.


Condizioni d’accoglimento della domanda d’asilo

Per le altre domande occorre esaminare se i motivi d'asilo sono credibili e - in caso affermativo - se il richiedente ha la qualità di rifugiato ai sensi della legge sull'asilo (la persona ha diritto ad un permesso N in attesa della decisione). La durata della procedura al CRP, fino alla presa della decisione in materia d’asilo dipende da numerosi fattori, quali anche l’intensità dei flussi migratori in entrata e la disponibilità di risorse, fra le quali anche degli interpreti, La durata massima di permanenza nei CRP ammonta a 90 giorni. Fino al termine della procedura d’asilo, i richiedenti possono anche essere assegnati al Cantone, dove ottengono assistenza e alloggio.

L’accordo d’associazione a Dublino è applicato in Svizzera dal 12 dicembre 2008. Lo spazio Dublino comprende 32 Stati, di cui 28 Stati dell’Unione europea (UE) e quattro Stati associati: la Norvegia, l’Islanda, il Principato del Liechtenstein e la Svizzera. Tutti questi Stati applicano regole unitarie per determinare lo Stato competente per l’esecuzione della procedura d’asilo.

L’obiettivo prefissato dalla procedura Dublino è che ogni domanda d’asilo sia esaminata da un solo Stato Dublino. In questo modo si evitano le domande multiple ed è garantito che almeno uno Stato si assume la responsabilità per una data persona. Una volta stabilito lo Stato Dublino competente, a cui vengono rinviati i richiedenti l’asilo, è applicato il diritto interno dello Stato in questione.

Solo i cittadini di Stati terzi, ovvero le persone che non possiedono la cittadinanza di uno Stato Dublino, rientrano nel campo d’applicazione della procedura Dublino. I cittadini di uno Stato Dublino che depositano una domanda d’asilo in Svizzera non sottostanno alla procedura Dublino; di norma in questi casi si applicano gli accordi bilaterali di riammissione.

 

 

Il migrante è da un profilo generale una persona che ha lasciato il suo paese d’origine per recarsi in un’altra nazione.

Il richiedente l’asilo è una persona che ha formalizzato una domanda di protezione contro le persecuzioni ai sensi della LAsi.(Art. 18 e segg.)

 

 

Inizialmente l’afflusso, a seconda della sua intensità, viene distribuito fra i vari Centri di registrazione e di procedura (CRP), anche in base al loro grado di occupazione. Terminata la fase di registrazione o di procedura d’asilo nei vari centri, le persone sono distribuite fra i vari cantoni in base alla chiave di ripartizione (Art. 27 LAsi e segg.).

La procedura di riammissione si definisce “semplificata”  nel caso in cui lo straniero è rintracciato nella zona di frontiera, intesa come parte di territorio dove sono adottate misure di sorveglianza della frontiera. La procedura di riammissione semplificata prevede che uno Stato Dublino riammetta nel proprio territorio i cittadini di uno Stato terzo (ovvero coloro che non possiedono la cittadinanza di uno Stato Dublino). Le condizioni affinché questo avvenga sono le seguenti:

  • Vi è una puntuale richiesta da parte dell’altro Stato Dublino;
  • Vi è il rispetto delle condizioni fissate dagli accordi bilaterali tra i due Stati Dublino coinvolti;
  • Viene accertato che i cittadini dello Stato terzo sono entrati illegalmente sul territorio dello Stato richiedente la riammissione dopo aver soggiornato o essere transitati attraverso il territorio dello Stato al quale si richiede la riammissione.

Al momento della loro riammissione, se il loro statuto è conforme alle normative italiane, viene loro ingiunto di presentarsi presso la Prefettura di una regione italiana allo scopo di regolare la loro situazione e il loro luogo di soggiorno. In caso contrario, le persone possono essere denunciate, poste in stato di fermo e allontanate mediante una decisione formale.

Gli accordi bilaterali di riammissione non discernono, in fase di procedura, tra adulti e minorenni. Se non nei casi in cui uno stato contraente è in guerra o in stato di emergenza e quindi ritenuto potenzialmente pericoloso per l’incolumità dell’individuo.

In merito alla protezione dei fanciulli e delle persone bisognose si fa capo alla convenzione di New York, la quale asserisce che un minore non può essere riammesso e liberato se non accompagnato da un genitore, un tutore o un’istituzione ufficiale che ne faccia le veci.

In una riammissione semplificata il minore viene consegnato dalle Autorità svizzere a quelle italiane e da loro preso a carico. Nel caso le autorità italiane non trovino genitori o tutori, il minorenne viene preso in consegna da organizzazioni ufficiali per minori.

Il richiedente l’asilo è una persona che ha formalizzato una domanda di protezione contro le persecuzioni ai sensi della LAsi. (Art. 18 e segg.). Il migrante in soggiorno illegale è per contro una persona che si trova sul territorio nazionale in situazione irregolare (in assenza di documenti personali o di titoli di soggiorno validi per la Svizzera) (LStr Art.5 e 115).

 

 

Se il richiedente l’asilo si rende irreperibile durante l’iter procedurale, il Cantone competente ne ordina l’iscrizione nel sistema di ricerca della Polizia (LAsi, Art. 47 e 48).

Nel caso in cui il richiedente allontanato non si trovi nel Cantone incaricato dell'esecuzione dell'allontanamento, il Cantone di soggiorno deve, a richiesta, fornire assistenza amministrativa. Tale assistenza consiste segnatamente nella consegna del richiedente al Cantone competente per eseguire l'allontanamento o nell'esecuzione diretta dell'allontanamento.

Ai sensi dell’Art. 20 della legge sulla protezione della popolazione (LProtPop; RL: 1.5.4.2) lo stato di necessità è dichiarato quando, a seguito di catastrofi, conflitti armati o altre situazioni d’emergenza che comportano un pericolo imminente per lo Stato, le persone o le cose, non sia più possibile garantire con i mezzi ordinari l’attività amministrativa o i servizi d’interesse pubblico e la protezione e l’assistenza delle persone e delle cose a livello cantonale, regionale o locale. Lo stato di necessità, dal momento che si estende su una regione superiore al territorio comunale deve essere dichiarato dal CdS (LProtPop, Art. 21).

Si tratta della possibilità di far entrare in maniera legale persone che si trovano in una situazione di vulnerabilità e che sono potenziali richiedenti asilo nei paesi di transito limitrofi a paesi di guerra. E' destinato innanzitutto alle donne sole con bambini, alle vittime del traffico di essere umani, agli anziani, alle persone con disabilità o con patologie.

Non è una misura attuabile in Svizzera in quanto la procedura Dublino non prevede che i richiedenti possano scegliere il Paese dove chiedere asilo.

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